Vecchie idee su Scott (e Spielberg) datate 2021

Naturalmente parla di Spielberg e Scott, sui quali ho profuso anche troppe parole... -- Ultimamente (nel 2021) tutti stanno abusando del termine resilienza, nato per dire «rimbalzare» in latino e finito per designare qualsiasi cosa rimanga com’è dopo un colpo, un trauma, un urto, nei linguaggi di tantissime discipline, dall’architettura alla psicologia al marketing. Piano... Continua a leggere →

«Caravaggio» di Derek Jarman, 1986

Si muove nel consueto stile di Jarman, ben delineato nei lavori precedenti (soprattutto a partire da Jubilee, del 1977)... In set teatrali di poverissimo trovarobato (fu tutto quanto girato in uno scalcagnatissimo magazzino dei Limehouse Studios a Londra), ma molto attento al design dei costumi (niente meno che di Sandy Powell), il film procede con... Continua a leggere →

«Io la conoscevo bene» di Antonio Pietrangeli, 1965

Inizia con un piano sequenza circolare (la fotografia è di Armando Nannuzzi), ritmato dalla musica sixties di Piero Piccioni, intrippantissimo e prosegue con un cinema meravigliosissimo (piani sequenza indiavolati, composizioni sugli specchi fascinosissimi, shot inusuali e spesso scomodi, e un sistema generale fatto di zoom all'indietro, che partono dal particolare e solo successivamente scoprono il... Continua a leggere →

«To the Lighthouse» di Virginia Woolf

Che discorsi, è ovvio che è un capolavoro... Soprattutto la prima parte, La finestra, ti folgora... Così tanta gente, che fluttua tra i periodi senza che si capisca quasi a chi siamo vicino, noi narratore esterno che però entriamo, come un fantasmino, dentro tutti quanti, in uno sguardo che vola, come un'ape, tra una mente... Continua a leggere →

«Das Boot» di Wolfgang Petersen, 1981

Petersen è tutto sommato famoso... La sua scorta hollywoodiana fatta di Neverending Story ('84)1, Enemy Mine ('85), In the Line of Fire ('93), Air Force One ('97) e, soprattutto, Troy ('04), oggi di nuovo sulla cresta dell'onda per via di ridicole comparazioni col campione d'incassi odierno di Nolan, lo rendono quasi un "regista di casa",... Continua a leggere →

«Trovatore» al Macerata Opera Festival 2026

La gestione di Marco Vinco (dal 2024) si dimostra ancora una volta poco amichevole con gli spettatori del loggione dello Sferisterio maceratese... sarà che sono quelli che pagano meno, e quindi quelli che devono "soffrire" di più... Il loro posto è unico, quindi chi prima arriva meglio alloggia... ma l'ingresso del loggione, sempre il numerato... Continua a leggere →

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