Comincia in una piena e quasi sgarbata Medias res nel natale del 1971 e finisce nella pasqua del 1974, ma i fulcri delle due sue parti (appunto Avvento e Pasqua) si svolgono tra quel natale '71 e la pasqua del '72: il '74 è una propaggine... le due parti inanellano 25 capitoli non numerati e... Continua a leggere →
Il «Wozzeck» di Deborah Warner al Maggio
Wozzeck non è una bella bestia neanche nel testo teatrale… Georg Büchner forse credeva fortemente nella Révolution, e, anagraficamente, è accostabile, anche se è un po’ più giovane, ai grandi personaggi famosi: per esempio il Marius dei Misérables di Hugo, o il Julien Sorel de Le rouge et le noir di Stendhal… oltre a essere… Continua a leggere →
«Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)» di Ettore Scola, 1970
Film strano e saturnino, che stupisce per l'inventiva scrittoria e per la varietà visiva, ma fa un po' trasecolare, dopo quasi 60 anni, per via delle domande che suscita sull'effettivo, se c'è, messaggio... La sceneggiatura, di Scola con Age & Scarpelli, è una fantasticheria di punti di vista, di supersonico intreccio che ingarbuglia la fabula... Continua a leggere →
The Dog Stars
Di Ridley Scott parliamo tanto, tutte le volte, e, oggi, con l'occhio critico del tempo passato, si può cominciare a dire che Body of Lies chiude malamente il corso scottiano iniziato nel 2000 con Gladiator, e Robin Hood e Prometheus ne hanno cominciato un altro, abbastanza vacuo... I film fatti dal 2010 in poi non... Continua a leggere →
Vecchie idee su Scott (e Spielberg) datate 2021
Naturalmente parla di Spielberg e Scott, sui quali ho profuso anche troppe parole... -- Ultimamente (nel 2021) tutti stanno abusando del termine resilienza, nato per dire «rimbalzare» in latino e finito per designare qualsiasi cosa rimanga com’è dopo un colpo, un trauma, un urto, nei linguaggi di tantissime discipline, dall’architettura alla psicologia al marketing. Piano... Continua a leggere →
«Caravaggio» di Derek Jarman, 1986
Si muove nel consueto stile di Jarman, ben delineato nei lavori precedenti (soprattutto a partire da Jubilee, del 1977)... In set teatrali di poverissimo trovarobato (fu tutto quanto girato in uno scalcagnatissimo magazzino dei Limehouse Studios a Londra), ma molto attento al design dei costumi (niente meno che di Sandy Powell), il film procede con... Continua a leggere →
«Io la conoscevo bene» di Antonio Pietrangeli, 1965
Inizia con un piano sequenza circolare (la fotografia è di Armando Nannuzzi), ritmato dalla musica sixties di Piero Piccioni, intrippantissimo e prosegue con un cinema meravigliosissimo (piani sequenza indiavolati, composizioni sugli specchi fascinosissimi, shot inusuali e spesso scomodi, e un sistema generale fatto di zoom all'indietro, che partono dal particolare e solo successivamente scoprono il... Continua a leggere →
«Angst essen Seele auf» di Rainer Werner Fassbinder, 1974
E anche questo, dopo 50 anni, picchia duro nella chiarezza dell'esposizione... si dice lavorato en passant e in piccolo tra Martha ed Effi Briest (è noto che Fassbinder, tra le tante sue dipendenze, aveva anche quella per il lavoro), con una troupe piccola e con i soliti amici (anche Irm Hermann, che abbiamo già visto... Continua a leggere →
«To the Lighthouse» di Virginia Woolf
Che discorsi, è ovvio che è un capolavoro... Soprattutto la prima parte, La finestra, ti folgora... Così tanta gente, che fluttua tra i periodi senza che si capisca quasi a chi siamo vicino, noi narratore esterno che però entriamo, come un fantasmino, dentro tutti quanti, in uno sguardo che vola, come un'ape, tra una mente... Continua a leggere →
«Pasqualino Settebellezze» di Lina Wertmüller, 1975
Il film è uscito a marzo '75 in Francia e a dicembre '75 in Italia, e ha partecipato agli Oscar del '77 riferiti al '76, quelli vinti e stravinti da Rocky (anche se qualcosa andò anche a Network)... Nonostante una evidente voglia di apparire più cafonal di quanto non sia, cosa che aggiunge molte scene immotivatamente... Continua a leggere →