«Millennium Mambo» di Hou Hsiao-hsien, 2001

Ha uno degli inizi più ipnotici della Storia... la visione inizia come quella che principia con l'apertura delle palpebre dopo il sonno...un pochino sfuocata e decentrata, quasi basculante, a cercare una stabilità che non arriva... dopo aver «aperto gli occhi», con la partenza in sordina del main theme musicale, avvolgentissimo, di DJ Fish e Yoshihiro... Continua a leggere →

Brahms, Campogrande, ÄŒajkovskij: Dego, Ceretta, ORT al Verdi di Firenze

La non poca, ma tutto sommato elusiva, documentazione rimastaci sul rapporto tra Brahms e ÄŒajkovskij ci restituisce, bene o male, un ÄŒajkovskij completamente estraneo all'estetica musicale di Brahms, forse un po' "fomentato" da una leggera dicotomia giornalistica: nell'eterno contrasto tra germanesimo e slavismo, e tra wagnerismo e tutto il resto, ÄŒajkovskij, 8 anni più giovane... Continua a leggere →

My Dante

Vediamo di parlarci chiaro:non sono un "dantesco", e Dante mi è molto pesato a scuola...nella vita, inoltre, ho accumulato commenti di Ariosto e Tasso, e di Omero e Virgilio... Dante è rimasto indietro... In ogni caso non si può non avere a che fare con Dante, del quale elencherò solo i pochissimi commenti, commercialmente economici... Continua a leggere →

«Crossroads» di Jonathan Franzen

Comincia in una piena e quasi sgarbata Medias res nel natale del 1971 e finisce nella pasqua del 1974, ma i fulcri delle due sue parti (appunto Avvento e Pasqua) si svolgono tra quel natale '71 e la pasqua del '72: il '74 è una propaggine... le due parti inanellano 25 capitoli non numerati e... Continua a leggere →

Il «Wozzeck» di Deborah Warner al Maggio

Wozzeck non è una bella bestia neanche nel testo teatrale… Georg Büchner forse credeva fortemente nella Révolution, e, anagraficamente, è accostabile, anche se è un po’ più giovane, ai grandi personaggi famosi: per esempio il Marius dei Misérables di Hugo, o il Julien Sorel de Le rouge et le noir di Stendhal… oltre a essere… Continua a leggere →

The Dog Stars

Di Ridley Scott parliamo tanto, tutte le volte, e, oggi, con l'occhio critico del tempo passato, si può cominciare a dire che Body of Lies chiude malamente il corso scottiano iniziato nel 2000 con Gladiator, e Robin Hood e Prometheus ne hanno cominciato un altro, abbastanza vacuo... I film fatti dal 2010 in poi non... Continua a leggere →

Vecchie idee su Scott (e Spielberg) datate 2021

Naturalmente parla di Spielberg e Scott, sui quali ho profuso anche troppe parole... -- Ultimamente (nel 2021) tutti stanno abusando del termine resilienza, nato per dire «rimbalzare» in latino e finito per designare qualsiasi cosa rimanga com’è dopo un colpo, un trauma, un urto, nei linguaggi di tantissime discipline, dall’architettura alla psicologia al marketing. Piano... Continua a leggere →

«Caravaggio» di Derek Jarman, 1986

Si muove nel consueto stile di Jarman, ben delineato nei lavori precedenti (soprattutto a partire da Jubilee, del 1977)... In set teatrali di poverissimo trovarobato (fu tutto quanto girato in uno scalcagnatissimo magazzino dei Limehouse Studios a Londra), ma molto attento al design dei costumi (niente meno che di Sandy Powell), il film procede con... Continua a leggere →

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