Gillespie si conferma uno dei migliori per trattare 'sta roba... sa dosare leggerezza e gravitas... sa baloccarsi felice con i long takes gioiosi e giocosi... sa usare una fantastica scenografia (di Neil Lamont, degna di altri tempi), colori imponenti (la fotografia è di Rob Hardy, che si conferma uno dei più bravi di questi tempi),... Continua a leggere →
Disclosure Day
Ma sì, ma certo... Il mio speciale su Spielberg, ovviamente dice tutto (ci potremo aggiungere anche un riflesso carpenteriano, e uno donneriano), perché Disclosure Day è un Bignami concentrato (e neanche tanto, visto che dura quasi 2h e 30': che due coglioni!) sia della poetica di Spielberg, identica a 50 anni quasi esatti da Close... Continua a leggere →
Hamnet
Nonostante tutti quanti, secondo me in modo intelligente, facciano finire Hamlet con la frase «the rest is silence», cosa che dà al testo maggiore immediatezza, Hamlet col cacchio che finisce con «the rest is silence»... Nel Q1 del 1603, «the rest is silence» non c'è: Hamlet muore dicendo: «Farewell Horatio, heaven receive my soule»... Nell'In... Continua a leggere →
Sentimental Value [Affeksjonsverdi]
Molto bellino e molto carino, visivamente eccezionale (molto più bello, a livello di fotografia, dei candidati di quest'anno), con una sceneggiatura effettivamente ghiottissima (ottima concorrente agli Oscar)... Le attrici e Skarsgård sfiammano: tutte stupende e lui stupendo... il dramma, mio, è che comunica una roba che non so se condividere... Il film sembra dire che... Continua a leggere →
“Wuthering Heights”
Molte premesse Sui social tutti adorano il Frankenstein di del Toro, ma schifano 'sto Wuthering...non si capisce perché...me lo spiego solo con l'idolatria che certe persone hanno, inspiegabilmente, per del Toro; idolatria più forte di quella, pur ingente, che ha Fennell (l'"artista" capace di donarci Promising Young Woman e Saltburn) [sul tema, vedi anche il... Continua a leggere →
Train Dreams
Ma sì, sono di quei film carini che hanno una grande voglia di comunicarti ciò che non solo è ovvio per chiunque abbia letto un romanzo russo, ma è anche ovvio per chi abbia visto qualche film un pochino più serio rispetto agli Avengers a Dune di merda... Il regista ha dichiarato di aver copiato... Continua a leggere →
Yek tasādof-e sāde [Un simple accident, It Was Just an Accident, Un semplice incidente]
È la seconda volta che, per un film del genere, mi trovo a essere nella quota vecchiaia... per Il cliente di Asghar Fahradi, mi trovai a dire che Un borghese piccolo piccolo di Monicelli ('77) diceva le stesse cose in maniera per me più efficace... e per questo Semplice incidente mi trovo a dire che... Continua a leggere →
Primavera
Mah... il film che aveva fatto su Gianni Schicchi di Puccini non m'aveva detto nulla... ...e non dice nulla manco questa Primavera... già Gloria di Vicario era carino, ma non era 'sto granché a livello di sostanza... ...e Michieletto fa anche meno... - Filmetto prevedibilino, fatto benino, da professionisti, ma con guizzo zero: tutto è... Continua a leggere →
«Baron Prášil» [The Fabulous Baron Munchausen] di Karel Zeman, 1962
Zeman è davvero una sorta di Méliès cèco... anche se ha lavorato almeno 50 anni dopo di lui... sebbene il suo sia effettivamente cinema istituzionale, con il suono, i dialoghi e un montaggio che lo rende totalmente narrativo e grammaticale (e grammaticato), ancora, ben 50 anni dopo l'istituzione (quando il concetto di sequenza diventa di... Continua a leggere →
«La Planète Sauvage» di René Laloux e Roland Topor, 1973
Il romanzo di partenza di Stefan Wul (cioè Pierre Pairault) è del 1957, prima del tanto osannato Dune di Frank Herbert...Il film viene iniziato nel 1963 a Praga, con soldi soprattutto francesi: i concept designs di Roland Topor erano probabilmente già pronti...Il tutto esce nel '73, per via della particolare lavorazione... I disegni di Topor forse... Continua a leggere →