«Caravaggio» di Derek Jarman, 1986

Si muove nel consueto stile di Jarman, ben delineato nei lavori precedenti (soprattutto a partire da Jubilee, del 1977)... In set teatrali di poverissimo trovarobato (fu tutto quanto girato in uno scalcagnatissimo magazzino dei Limehouse Studios a Londra), ma molto attento al design dei costumi (niente meno che di Sandy Powell), il film procede con... Continua a leggere →

«Io la conoscevo bene» di Antonio Pietrangeli, 1965

Inizia con un piano sequenza circolare (la fotografia è di Armando Nannuzzi), ritmato dalla musica sixties di Piero Piccioni, intrippantissimo e prosegue con un cinema meravigliosissimo (piani sequenza indiavolati, composizioni sugli specchi fascinosissimi, shot inusuali e spesso scomodi, e un sistema generale fatto di zoom all'indietro, che partono dal particolare e solo successivamente scoprono il... Continua a leggere →

«Das Boot» di Wolfgang Petersen, 1981

Petersen è tutto sommato famoso... La sua scorta hollywoodiana fatta di Neverending Story ('84)1, Enemy Mine ('85), In the Line of Fire ('93), Air Force One ('97) e, soprattutto, Troy ('04), oggi di nuovo sulla cresta dell'onda per via di ridicole comparazioni col campione d'incassi odierno di Nolan, lo rendono quasi un "regista di casa",... Continua a leggere →

«Panna a netvor» di Juraj Herz, 1978

Herz, slovacco, si riimmagina la Bella e la Bestia con un immaginario più vicino all'incubo che al sogno... Letteralmente, il titolo suonerebbe quasi La vergine e il mostro, e qualcuno, forse, lo ha anche fatto circolare come Giulia e il mostro, poiché la protagonista è chiamata Julie (in cèco sembra si legga proprio «iùlie» con... Continua a leggere →

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