Si muove nel consueto stile di Jarman, ben delineato nei lavori precedenti (soprattutto a partire da Jubilee, del 1977)... In set teatrali di poverissimo trovarobato (fu tutto quanto girato in uno scalcagnatissimo magazzino dei Limehouse Studios a Londra), ma molto attento al design dei costumi (niente meno che di Sandy Powell), il film procede con... Continua a leggere →
«Io la conoscevo bene» di Antonio Pietrangeli, 1965
Inizia con un piano sequenza circolare (la fotografia è di Armando Nannuzzi), ritmato dalla musica sixties di Piero Piccioni, intrippantissimo e prosegue con un cinema meravigliosissimo (piani sequenza indiavolati, composizioni sugli specchi fascinosissimi, shot inusuali e spesso scomodi, e un sistema generale fatto di zoom all'indietro, che partono dal particolare e solo successivamente scoprono il... Continua a leggere →
«Angst essen Seele auf» di Rainer Werner Fassbinder, 1974
E anche questo, dopo 50 anni, picchia duro nella chiarezza dell'esposizione... si dice lavorato en passant e in piccolo tra Martha ed Effi Briest (è noto che Fassbinder, tra le tante sue dipendenze, aveva anche quella per il lavoro), con una troupe piccola e con i soliti amici (anche Irm Hermann, che abbiamo già visto... Continua a leggere →
«Pasqualino Settebellezze» di Lina Wertmüller, 1975
Il film è uscito a marzo '75 in Francia e a dicembre '75 in Italia, e ha partecipato agli Oscar del '77 riferiti al '76, quelli vinti e stravinti da Rocky (anche se qualcosa andò anche a Network)... Nonostante una evidente voglia di apparire più cafonal di quanto non sia, cosa che aggiunge molte scene immotivatamente... Continua a leggere →
«Die bitteren Tränen der Petra von Kant» di Rainer Werner Fassbinder, 1972
È certo che, alla larga, si possono trovare alcuni precedenti: forse Who's Afraid of Virginia Woolf? di Mike Nichols (e Haskell Wexler), del '66... oppure, ancora di Nichols (con Giuseppe Rotunno), Carnal Knowledge ('71)... o Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi (con Tonino Delli Colli e Franco Arcalli), del '69... Ma Fassbinder... Continua a leggere →
«Das Boot» di Wolfgang Petersen, 1981
Petersen è tutto sommato famoso... La sua scorta hollywoodiana fatta di Neverending Story ('84)1, Enemy Mine ('85), In the Line of Fire ('93), Air Force One ('97) e, soprattutto, Troy ('04), oggi di nuovo sulla cresta dell'onda per via di ridicole comparazioni col campione d'incassi odierno di Nolan, lo rendono quasi un "regista di casa",... Continua a leggere →
«Panna a netvor» di Juraj Herz, 1978
Herz, slovacco, si riimmagina la Bella e la Bestia con un immaginario più vicino all'incubo che al sogno... Letteralmente, il titolo suonerebbe quasi La vergine e il mostro, e qualcuno, forse, lo ha anche fatto circolare come Giulia e il mostro, poiché la protagonista è chiamata Julie (in cèco sembra si legga proprio «iùlie» con... Continua a leggere →
«Baron Prášil» [The Fabulous Baron Munchausen] di Karel Zeman, 1962
Zeman è davvero una sorta di Méliès cèco... anche se ha lavorato almeno 50 anni dopo di lui... sebbene il suo sia effettivamente cinema istituzionale, con il suono, i dialoghi e un montaggio che lo rende totalmente narrativo e grammaticale (e grammaticato), ancora, ben 50 anni dopo l'istituzione (quando il concetto di sequenza diventa di... Continua a leggere →
«La Planète Sauvage» di René Laloux e Roland Topor, 1973
Il romanzo di partenza di Stefan Wul (cioè Pierre Pairault) è del 1957, prima del tanto osannato Dune di Frank Herbert...Il film viene iniziato nel 1963 a Praga, con soldi soprattutto francesi: i concept designs di Roland Topor erano probabilmente già pronti...Il tutto esce nel '73, per via della particolare lavorazione... I disegni di Topor forse... Continua a leggere →
«Terror of Frankenstein» di Calvin Floyd, 1977
Nel bel mezzo della serie Hammer (l'ultimo film della serie, diretto da Terence Fisher, esce nel '74), e per altri 20 anni, cioè quando esce il Frankenstein di Branagh nel '94, è stato pressoché impossibile vedere un Frankenstein *simile* al romanzo di Mary Shelley, con il prologo di Walton e tutto il resto... anche perché... Continua a leggere →