Comincia in una piena e quasi sgarbata Medias res nel natale del 1971 e finisce nella pasqua del 1974, ma i fulcri delle due sue parti (appunto Avvento e Pasqua) si svolgono tra quel natale ’71 e la pasqua del ’72: il ’74 è una propaggine…
le due parti inanellano 25 capitoli non numerati e assai lunghi (19 per l’Avvento e solo 6 per la Pasqua, e potremo considerarli forse 5 perché i primi due sono in continuità), ognuno dedicato, a turno, ai 5 membri (che sarebbero 6 ma uno non ha un capitolo per sé) della famiglia Hildebrand:
- il padre Russ, Russell, pastore mennonita impiegato di mezzo (ha un pastore superiore, Haefle, e un pastore junior, Rick Ambrose) in una chiesetta di un paesello nella grande area intorno a Chicago… si evince essere nato intorno al 1924;
- la madre Marion, un po’ più vecchia (si evince che poteva avere anche 10-12 anni durante il crollo delle borse del 1929);
- il loro figlio maggiore Clem, Clement, poco più che 20enne nel natale ’71;
- la figlia Becky, Rebecca, appena 18enne nel natale ’71;
- il figlio minore, Perry, 16enne a pasqua ’72;
- il figlio minimo Judson, 9 anni a pasqua ’72, che, si diceva, non è oggetto di nessun capitolo…
Russ ha per sé ben 7 capitoli, che lo rendendo quasi il protagonista,
Becky ne ha 6,
Clem 5,
Perry 4,
Marion solo 3, anche se molto lunghi…
si segue questo schema di intreccio:
- Avvento:
- Russ
- Perry
- Becky
- Clem
- Marion
- Russ
- Becky
- Russ
- Perry
- Becky
- Marion
- Clem
- Becky
- Russ
- Becky
- Clem
- Perry
- Russ
- Clem
- Pasqua:
- Russ
- Russ
- Perry
- Marion
- Becky
- Clem
I capitoli iniziano tutti, anche loro, microcosmi del romanzo, in medias res e riannodano, con tanti flashback, tante vicende precedenti il natale ’71…
piano piano, si sviscerano le infanzie di Russ e Marion, soprattutto, ma anche un po’ di Clem e Becky, e, nella struttura del singolo, e spesso, dicevo, molto lungo capitolo, si parte dalla metà per poi rattoppare, con i flashback, le vicende più immediatamente connesse con quella metà, seguendo quasi uno strano determinismo secondo cui quella metà, e il futuro che sta per comportare, deriva da una somma di eventi e di accidenti precedenti che, a cascata, imprevedibili ma inesorabili, hanno creato il presente (a un certo punto, a quel determinismo partecipano perfino i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, interpretati in segno mennonita, come base e inizio di qualsiasi decisione)…
i capitoli non sono io narranti (come Le regole dell’attrazione di Easton Ellis), ma in loro il narratore narra, anche se in terza persona, impressioni, stati d’animo e punti di visti esclusivi del personaggio dedicato…
primissimo motore delle vicende è la creazione di Crossroads…
che è una sorta di “circolo”, all’interno della “parrocchia” di Russ, fondato dal parroco junior, Rick Ambrose, per attirare più giovani…
come circolo aggregativo più laico e più psicologico rispetto alla chiesa, Crossroads riesce effettivamente a intercettare molta gioventù cool del paesello, cosa che rende l’approccio più ortodosso e scritturale di Russ completamente obsoleto…
ma c’è di più…
Russ, frustrato dalla rivalità con Rick Ambrose, e virulento nei confronti di Crossroads, si rende conto che tutta la sua vita è uno schifo e che il suo matrimonio è un fallimento…
…tanto che si sente attratto dalla volitiva, pasticciona e avvenente biondina, sua parrocchiana, Frances Cottrell, da poco rimasta vedova di un violento e prevaricante marito…
Le prime vicende sono quasi tutte su Russ che tenta di portarsi a letto, nelle maniere più goffe possibili, questa Frances Cottrell…
…ma intorno succede tanto altro…
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Crossroads è del 2021, pubblicato da Farrar Straus & Giroux, e subito Einaudi lo fa tradurre da Silvia Pareschi in maniera solida e priva di fronzoli…
finisce che lo si legge come un telefilm americano, tipo 7h Heaven: è leggero, spedito, consequenziale e comunicativo…
ma nella sua ipertrofia (i rivoli di trama superano le 600 pagine) si stenta a trovare un verso senso e un vero centro, e, se lo cerchiamo, lo troviamo nel segno opposto alla fede e al cristianesimo dell’ambientazione parrocchiale…
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I personaggi raccontano tutti le loro storie, ognuna connessa con la rivelazione divina, con la scoperta e il rapporto con la fede, ma ognuno vive questo rapporto in modo diverso, e la famiglia cristiana finisce per sfilacciarsi e poi sfasciarsi, proprio per via delle diverse intenzioni da dare alla fede…
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Di Russ, in crisi di mezza età, si finisce per sapere fin troppo:
- la sua educazione bacchettona in Indiana, nei 1930s-1940s, così severa da ostracizzare suo nonno adultero (nonno Clement col cui nome Russ chiamerà il primogenito) e il suo trasferimento in Arizona;
- il suo avvicinamento con la comunità dei Navajo, che non capisce niente dei mennoniti, e che vive la fede solo in relazione alla popolazione e al territorio, tanto che non ci si può convertire all'”essere” Navajo, mentre invece al cristianesimo ci si può convertire;
- il suo innamoramento per Marion, in pratica la prima donna con cui ha a che fare, che calmiera un interesse per le donne che invece sarebbe stato molto donnaiolesco;
- i figli che tramortiscono l’amore e il sesso, e la quotidianità grigia;
- la mezza età che avanza e che gli fa risvegliare la donnaiolaggine dimostrata prima del matrimonio;
- Rick Ambrose che fonda Crossroads, riempiendo la parrocchia delle adolescenti più arrapanti;
- la primigenia collaborazione con Crossroads, in cui però viene subito malvisto perché, in mezzo agli esperimenti psicologici di Ambrose (per esempio il dividersi in gruppi e fare giochetti di società per sviluppare fiducia reciproca, ascoltarsi a vicenda e organizzarsi per raggiungere uno scopo; oppure formare coppie con cui comunicare ed essere sinceri, confessando l’uno i difetti percepiti dell’altro e lavorare insieme per sopportarli o emendarli, o roba così), cerca in tutti i modi di mettere le preghiere, le orazioni, le omelie, la lettura evangelica e altre corbellerie religiose… e anche se Crossroads, in teoria, è parrocchia, è visto dai ragazzi come semplice occasione di aggregazione, esente dai catechismi… la petulanza pretesca di Russ è da subito avvertita come tremendamente antipatica;
- è di Russ l’idea di sfruttare le sue connessioni con i Navajo per organizzare gli Spring Breaks pasquali di Crossroads nelle riserve indiane dell’Arizona: i ragazzi di Crossroads vanno in “gita” dai Navajo e li aiutano a costruire capanne agricole, scuole, abitazioni, per una riserva sempre più aderente ai dettati americanisti invece che puristi delle tribù originarie: un qualcosa di molto strambo che alcuni Navajo sopportano ma altri no;
- la vicinanza con i giovani che però lo odiano, e la rivalità con Ambrose, invece osannato dai ragazzi, innescano in Russ una competizione irriverente e insana… quando una ragazza, Sally Perkins, la Homecoming Queen più figa del figaio, si confida con Russ, invece che con Ambrose, sul divorzio dei genitori, Russ è così felice da perdere il controllo e dirle che gli adulti è normale che abbiano divergenze, ma che con l’aiuto di Dio, tutto si aggiusta: per esempio, Russ dice a Sally, lui e sua moglie non fanno sesso da tanto, ma continuano a stare insieme con l’aiuto del Signore…
l’aver parlato di sesso davanti a una 17enne, e aver travisato i suoi bisogni deviando tutto in fede, in maniera irrispettosa sia della sua psiche sia delle decisioni dei genitori, fanno sconvolgere la povera Sally, che dice ad Ambrose e alle sue amiche quanto le confessioni “sessuali” di Russ siano state inappropriatissime…
Ambrose, in conseguenza di ciò, caccia Russ da Crossroads e tutti i ragazzi cominciano a guardarlo strano, con serio imbarazzo anche di Clem, Becky e Perry… - senza gli impegni di Crossroads, Russ inizia a collaborare con un’altra parrocchia, quasi tutta di persone di colore, per alleviare l’indigenza dei quartieri neri…
- Frances Cottrell, da poco vedova, si interessa al progetto, anche se confessa di farlo solo per sopire il suo evidente razzismo, non consono a una timorata di Dio…
- quando Russ e Frances portano scatoloni pieni di giocattoli e libri ai neri, si vede che Frances è schifata, e tratta i neri da inferiori (e i neri spesso arrivano a non volere la sua carità insopportabilmente fitta di superiorità bianca)… ma, altresì, non si dimostra per nulla insensibile ai goffi modi di interagire di Russ…
- tra l’altro, Frances è sicura che Perry, il figlio di Russ, venda marijuana al di lei figlio maggiore Larry: lei ha sequestrato la roba, ma non l’ha buttata nel cesso e invita Russ a fumarla a casa sua!
- Russ, però, non è sicuro: la sua fede non gli permette di avvicinarsi agli stupefacenti, ed è intimidito dalla facilità di Frances, che dichiara anche di stare vedendo un chirurgo… e Frances, oltretutto, è una frequentatrice dell’odiato Rick Ambrose e di Crossroads!
- il tira e molla tra Russ e Frances va avanti per parecchio, con un tentativo “cannabinoide” andato male (Russ non sopporta il fumo e diventa paranoico), e con Frances che ha l’idea di andare insieme con Russ alla prossima gita in Arizona di Crossroads, cosa che costringe Russ a fare pace con Ambrose!
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Anche di Marion veniamo a sapere tantissimo, anche cose poco interessanti e quasi iperboliche:
- lei è cattolica, non mennonita!
vive il rapporto con Dio nelle dimensioni della colpa! - dopo il trauma del suicidio del padre, dopo il 1929, la sua odiata sorella Shirley va a New York a fare l’attrice, anche se non riuscirà mai davvero a lavorare…
- anche Marion si trasferisce a Los Angeles (da San Francisco) per diventare attrice hollywoodiana con una sua amica, ma le cose non quagliano e Marion comincia a fumare come una ciminiera…
- le capitano un po’ troppe tragedie: va a lavorare per un rivenditore di auto usate, Bradley, di cui si innamora e con cui fa mille volte l’amore anche se lui è sposatissimo e non lascia la moglie… rimane incinta di questo Bradley e va a fare scenate davanti alla moglie, tanto che la chiudono in una sorta di manicomio per un po’… abortisce, cosa che lei cattolica assimila all’omicidio, e subisce violenze sessuali dall’abortista, anche gestore di un bordello, che la fa per un po’ prostituire finché non le ritornano le crisi nervose che la portano per la seconda volta in clinica psichiatrica…
- per varie vicissitudini, dopo la “guarigione” si trova nella stessa parrocchia del giovane Russ in Arizona… lei, più esperta del sesso, canalizza la donnaiolaggine di Russ in modi efficaci, e gli tace quasi tutto il suo passato, oltre a rinunciare, per lui, al suo efferato tabagismo…
- il cattolicesimo di Marion è molto più incline alla superstizione rispetto al mennonismo di Russ, e Russ calmiera certi eccessi di Marion che, lui non lo sa, più che superstiziosi sono quasi compulsivi… per contro, il mennonismo di Russ è troppo concreto e poco speculativo per scrivere bei sermoni, e, al trasferimento nell’area di Chicago (dopo brevi trasferimenti di nuovo in Indiana e, per pochi mesi, a New York), è Marion a scrivere le omelie…
- quando nascono i figli, lei si trova bene con Perry e ha divergenze con Becky per via della sua vicinanza con Shirley, l’odiata sorella di Marion…
Becky è l’unica che va a trovare la zia a New York durante l’estate e ad ascoltarla nelle sue fumisterie artistoidi… con zia Shirley, Becky pianifica pure di fare un viaggio culturale in Europa…
ma a zia Shirley, tabagista come Marion fino al midollo, viene un tumore ai polmoni…
Marion la accudisce, sopportando tutto con cattolico fervore sacrificale, finché non muore…
e, alla sua morte, si scopre che Shirley ha lasciato 13.000 dollari alla sola Becky, senza menzionare nel testamento né Marion né gli altri nipoti… il consiglio a Becky, nel testamento, è di usarli per fare un viaggio in Europa…
Marion e Russ sono furibondi e cercano di convincere Becky a dividere l’eredità in parti uguali per i fratelli, ma Becky sembra non sentire ragioni… - e la noia del matrimonio, nel frattempo, ha colpito anche Marion: ingrassa e sfiorisce e vede che Russ cerca di saltare la cavallina con Frances Cottrell… ne parla con una psicologa, di nascosto da tutti (è una delle pochissime pazienti: nelle comunità cristiane del Midwest del 1971 la psicologia è una scienza che non esiste), alla quale confessa di sentirsi colpevole di tutto, catalizzata proprio dal cattolicesimo e dalla sua cultura della colpa…
Marion si sente in colpa di aver abortito, e si sente in colpa di aver subito violenze: è stata sua la colpa di aver attirato i maniaci sessuali: Marion si sente malvagia e maledetta… - la psicologa può poco per farla ragionare, ma qualcosa fa… dopo aver litigato con la psicologa, Marion sente di nuovo Dio dalla sua parte: riprende a fumare come un turco, dimagrisce e si mette in testa di tornare a fare l’amore con Bradley, la sua prima ossessione, il padre del figlio che ha “ucciso”…
- quando Russ andrà in Arizona per la Spring Break di Crossroad, con la cara Frances Cottrell, Marion andrà a Los Angeles a scopare di nuovo con Bradley, con la scusa di portare il figlio piccolo Judson a Disneyland…
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In tutto questo, Becky e Clem sembrano aver avuto, nell’infanzia, un rapporto privilegiato tra fratelli, che però Clem ha vissuto un po’ peggio, sentendo la sorella minore quasi come una sorta di morbosa «unica donna della sua vita»…
Clem spalleggia la decisione di Becky di non condividere l’eredità della zia Shirley, e, per di più, Clem si professa ateo e, molto imbarazzato per le figure clericali che fa Russ a Crossroads, va al college lontano apposta per non vederlo mai più…
senza Clem, Becky sta invece molto bene e in un Crossroads che non comprende, e che frequenta a singhiozzi, è comunque una sorta di reginetta di popolarità… tanto da attirare l’attenzione di Tanner Evans, rockstar del complessino christian rock di Crossroads, legatissimo alla cantante Laura Dobrinsky…
La vicenda di Becky è lunghina ma più lineare: anche lei attirata da Tanner, cerca di corteggiarlo e togliersi di mezzo Laura Dobrinsky, che, tra l’altro, è una di quelle più virulente con Russ, perché amica di Sally Perkins… per avvicinarsi a Tanner si fa una canna la sera di un concerto e nel mezzo della fame chimica si trova ad avere anche visioni mistiche… da allora diventa anche lei devota cristiana, ma in maniere del tutto proprie, lontane dal cattolicesimo della madre e dal mennonismo del padre ma molto in sintonia con l’hippie cristiano Tanner, che infatti lascia Laura Dobrinsky e si mette con Becky del tutto…
tra l’altro, Becky, con la sua naturale avvenenza, convince un talent scout discografico a fare un contratto a Tanner solo con la forza della sua figaggine e poi, animata da cristiana carità, decide sua sponte di condividere l’eredità di zia Shirley coi fratelli…
Clem non sopporta Tanner, perché è geloso, ma, nel frattempo, pur essendo ateo, ha le sue occasioni per farsi rovinare la vita dalla morale religiosa che ha respirato in famiglia:
convinto che in Vietnam vadano solo i poveri, decide che la sua esenzione dalla leva per motivi di studio è ingiusta… sicché cerca di farsi arruolare, con sorpresa e sconcerto di tutti, in primis della sua ragazza del college, Sharon, che, pur lievemente repubblicana e a favore dell’intervento americano, non capisce la fretta di Clem, in un 1971 in cui tutti sanno che la ritirata è quasi imminente…
per altro, Sharon sarebbe una ragazza fantastica, piccolina e incredibilmente sessuale, ma proprio per questo troppo audace per un Clem che si professa progressista ma che invece è ultra bacchettone: per lui, Sharon è una sorta di morbosa scappatoia senza impegno dalle sue amorosità con Becky, e non è sufficiente a farlo desistere dall’idea di avere un debito con la società, una società ingiusta che ha risparmiato a lui quello che ha imposto ai più poveri (ossia l’arruolamento immediato)…
naturalmente, non viene arruolato: ha lasciato Sharon per niente, vede Becky che sta con un ragazzone che disprezza e quindi va a fare il muratore tra Perù e Colombia…
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Il dramma, però, è che il figlio Perry è vero che ha venduto la marijuana al figlio di Frances Cottrell, ma non solo…
- servizievole, falso, calcolatore e zelante membro di Crossroads, Perry usa il circolo solo per scalare la classifica di popolarità del paesello e ci riesce: diventa una sorta di celebrità di Crossroads perché non tutti si accorgono che sta fingendo…
se ne accorge Becky che, difatti, lo detesta… - finge perché è leggermente compulsivo, come Marion dopo l’aborto, e possiede una genialità che nessuno, in quei sobborghi e con quelle mentalità religiose, riesce né a catalizzare né a incanalare, o anche, semplicemente, a comprendere… benché in Perry si senta una effettiva cattiveria speculativa che sa più di patologia che di genialità…
- il business della marijuana non lo soddisfa ma basta a farlo sentire, come la madre, assolutamente malvagio e maledetto…
- va alla festa di natale del parroco maggiore, Haefle, e si ubriaca col punch: sbronzo, si mette a parlare di colpa e redenzione con un prete e un rabbino, che però si accorgono che è ubriaco…
Marion lo riacchiappa ed evita scandali, ma, indulgente perché anche lei era avvezza a tali eccessi in gioventù, non prende precauzioni adeguate… - dato che Frances Cottrell sospetta di lui, dismette la compravendita di marijuana, ma cade prima nella dipendenza da pasticche varie e poi dalla cocaina, che nel Midwest del 1971 era poca cosa rispetto all’eroina, in termini di diffusione, e, si vociferava, che avesse meno conseguenza di addiction…
quando lo sentono «tirare su col naso», nessuno riesce a capire cosa sta facendo Perry, proprio a causa della assoluta novità che un dipendente dalla cocaina rappresenta in quel contesto… - ma Perry è addicted eccome:
approfitta dell’eredità condivisa di Becky per comprare droga e si finge Clem per prelevare anche quella parte di denaro… - per rimettere i soldi a posto ha un piano:
andrà anche lui in Arizona, nella Spring Break di Crossroads, e lì comprerà il peyote navajo a poco prezzo, per poi rivenderlo a prezzo altissimo a Chicago…
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La Spring Break di Crossroads diventa l’evento centrale del romanzo:
Russ ci va per scoparsi Frances Cottrell (dopo aver scoperto che un suo amico Navajo ha venduto una terra non sua agli USA per farci una miniera di carbone, cosa che deturpa certe famiglie Navajo diventate ancora più ostili ai bianchi quasi come i neri nella suburbia di Chicago),
Perry ci va per comprare il peyote,
Marion la userà per scappare a Los Angeles e scopare con Bradley…
al momento di partire, alcuni ragazzi avvertono Russ che Perry è “di fuori”, anche se sono certi che non sia per la marijuana: ma nessuno sa cosa sia la cocaina, quindi nessuno riesce a capire cosa turbi davvero Perry…
Russ deve scegliere se rinunciare all’Arizona e a Frances Cottrell, e portare Perry da qualcuno, o partire e trascurare i segnali di pericolo del figlio illuminati dai ragazzi…
…e Russ sceglie di andare in Arizona…
…ed è l’evento centrale del romanzo…
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mentre Russ ce la fa a scopare Frances Cottrell, in mezzo a lunghe dissertazioni sullo status indigente delle riserve Navajo e sulla burocrazia del tutto estranea alla loro cultura, a uno strafatto Perry viene detto che il peyote non fa parte della cultura navajo, ma alle sue insistenze viene fregato da un paio di teppistelli che, vedendolo del tutto privo di raziocinio, lo convincono ad andare in mezzo al deserto a comprare peyote da un tale che non esiste e in mezzo al deserto lo abbandonano in piena notte…
a corto anche di cocaina, con un freddo barbuto che lo attanaglia, Perry dà fuoco a una proprietà della riserva Navajo per scaldarsi, ma poi, disperato, cerca di suicidarsi…
l’incendio ha fatto diverse migliaia di dollari di danni…
nel frattempo, alla vista di Bradley, Marion inorridisce, perché sono passati 30 anni, e Bradley non è più il fusto che era… per di più dimostra di disprezzare qualsiasi religiosità, cosa insopportabile per la cattolica Marion…
è in questo frangente che viene a sapere della sorte di Perry: la cosa la fa ricongiungere con Russ…
le loro religioni si compenetrano davanti alle dipendenze del figlio:
il cattolicesimo di Marion favorisce e implica il sacrificarsi per qualcun altro…
la morale mennonita di Russ lo rendono quasi orgoglioso del fatto che sia tutta colpa sua, che pur di perseguire un adulterio ha ignorato tutti i segnali di pericolo…
Sacrificio, colpa, abnegazione per una impossibile redenzione…
tutta la religione di Russ e Marion, che loro sono sicuri di aver seguito, tramite segnali e segni di Dio che sono certi di aver scorto e rispettato, li ha portati a un disastro di figlio e a un debito enorme…
…e la stessa religione di Russ e Marion è più forte che mai nell’accettare qualsiasi disgrazia e prova, appunto come ordalia divina da sopportare…
Russ è convinto che l’adulterio gli fosse stato presentato da Dio…
e anche Marion aveva scorto in Dio il suo ritorno a Bradley…
ed entrambi riconducono a Dio la loro “punizione”, e la subiscono quasi con concupisciente masochismo…
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Becky ha una religiosità diversa, più hippie, rispetto ai genitori, e, l’unica ad aver intravisto la falsità di Perry fin dall’inizio, si trova a non sopportare la nuova svolta, ulteriormente bacchettona, dei genitori, arrivati perfino a farsi il segno della croce prima dei pasti, cosa che Becky trova insopportabile perché turba anche il pasto suo che il segno della croce non se lo vuole fare…
i debiti e i furti di Perry devono essere ripagati anche coi soldi che Becky aveva lasciato per sé dell’eredità di zia Shirley, e la cosa la manda in bestia…
Becky sa che Perry non guarirà mai, e che Russ e Marion usano Perry e la sua malattia solo come mezzo per accondiscendere alla loro idea di connessione malsana con la divinità: Russ e Marion non accudiscono Perry in quanto loro figlio, ma in quanto agente di alimentazione del loro senso di colpa indotto dalla loro fede… e vede che Perry se ne abusa…
infatti Perry ha continue ricadute che richiedono costosissime cliniche, che non sanno trattarlo se non con l’elettroshock…
finisce che Perry si vizia, in modo malsano, ancor di più, e dà in escandescenze tutte le volte che non è al centro dell’attenzione, con Russ e Marion che lo venerano facendogli, paradossalmente, ancora più del male…
intanto, Becky è innamoratissima di Tanner, che dovrebbe sfondare nel christian rock, ma Becky lo convince ad andare in Europa…
la cosa è un suicidio a livello musicale (nel 1971, a parte l’Inghilterra con Donovan, il christian rock anglofono non ha mercato in Europa e un’estate in Europa è un’estate persa; anche qualsiasi gruppo non britannico è out in USA, visto che gli ABBA cominciano a fare i soldi solo dal 1973-’74), ma per loro è importante…
Estraniata dalla famiglia di origine, Becky finisce per avere una precocissima famiglia tutta sua con Tanner: rimane incinta durante la vacanza in Europa e tiene la bambina, Grace…
Marion e Russ, che stanno per trasferirsi lontano dal paesello, cercano di vederla per le feste, me Becky, pur rimanendo cordiale, li considera cause perse, e ha amore e occhi solo per Tanner e la loro Grace appena nata…
Clem torna dal Perù e cerca di convincere Becky a passare la pasqua del ’74 con i suoi, con anche Tanner e Grace, ma Becky rifiuta e, anzi, è lei a invitare Clem da lei e Tanner…
…ma Clem, invece, si sa che starà con Marion, Russ, quel drogato di Perry, e il piccolo Judson…
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di cosa cacchio parla un libro come questo?
a parte il discorso sulla critica alla religione, follia che divide invece che riunire le famiglie, cos’altro c’è?
perché informarci così tanto della religiosità altra dei Navajo e, timidamente, della loro condizione strana ed estranea al governo USA (sono loro che vanno in guerra, e la Seconda guerra mondiale e il Vietnam, al posto degli statunitensi anche se statunitensi non sono)?
la famiglia Hildebrand, e l’America, sono entità basate su presupposti religiosi che si ritengono universali, e cercano di riscattare conti e obblighi, che non avrebbero, verso coloro che ritiene suoi membri anche se membri non lo sono?
I Navajo vanno in guerra per un governo che li ritiene propri, così come gli Hildelbrand prendono i soldi di Becky perché li ritengono propri?
…anche se i Navajo non vogliono arruolarsi e Becky non vuole dare i soldi?
e la famiglia Hildebrand insiste nel riunirsi come famiglia con Becky anche quando è evidente che come famglia è sfasciata? così come gli USA chiamano all’unità nazionale un popolo del tutto sfasciato?
inoltre, quella famiglia esisteva davvero, o era imposizione fin dall’inizio, così come l’imposizione burocratica dei Navajo, che li rendono proprietari senza esserlo, come Becky aveva i soldi senza averli… e gli USA non sono stati mai nazione, ma sempre imposizione di paese anche a chi a quel paese non apparteneva affatto…
e all’imposizione è giusto sfuggire o si fa la figura degli egoisti, così come Becky appare a Clem alla fine (o come fanno i Navajo fregati o perfino i neri dei sobborghi che rifiutano la carità dei bianchi)…
e Crossroads?
il circoletto laico che rifiutava la religione ma che, dall’altro lato, imponeva falsissime condivisioni psicologiche a perfetti sconosciuti, solo per dare un infimo e presunto senso a una convivenza che forse sarebbe sussistita anche senza la sua fondazione, cosa è?
è catalizzatore di relazioni benevolo o ennesima imposizione su “altri” di qualcosa che non c’è ma che ci si inventa, come la religione, nelle intenzioni per stare insieme ma che poi finisce per dividerci ed estraniarci sempre di più…
…e solo la famiglia, il nucleo padre-madre-figlio (quello con cui finiscono Russ-Marion-Perry, in negativo, così uguale a Tanner-Becky-Grace che appare più in positivo, anche se della stessa identica foggia: cosa ne sappiamo che ne sarà di Grace in futuro, visto che la sua è una famiglia religiosa identica a quella che ha prodotto le dipendenze di Perry e la forte indipendenza di Becky?) rimane nel mondo, nel 1974 esattamente come oggi, ad appestare tutto quanto, qualsiasi tentativo di contratto sociale, appunto perché esiste la religione, e appunto perché il contratto sociale dovrebbe basarsi su sottrazioni, per adeguarsi al tutti e al ciascuno, invece che su imposizioni da infliggere ai presunti membri?
E Clem? Che sfugge a tutte le imposizioni proprio mentre se le crea da solo? È segno che le costrizioni, nell’entropia dell’esistenza, arrivano in ogni caso per partenogenesi di inconscio e non ci si può fare niente?
Non lo so
Franzen e Crossroads non lo dicono, nelle loro 600 e passa pagine, in ogni caso avvincenti come un rovesciato 7h Heaven anti-religioso e parodico, riflessivo e ugualmente interminabile nei suoi lunghi capitoli zeppi di filler…
ma forse la metafora della famiglia sfasciata e dell’America sfasciata, in lontananza, fa pensare, in mezzo a tutto quanto…
…alle ridicole avventure di Russ, alle troppo tragiche vicende di Marion, alle adolescenziali avventure di Becky, alle assurde pretese di Clem, e alle fumisterie, davvero angoscianti per descrizione della dipendenza, di Perry…
certe volte è come se si leggesse 5 romanzi in uno, ma l’ambientazione yankee in effetti fa un po’ rifuggire dal letterario e riporta al televisivo, visto che nei telefilm pre-Netflix erano all’ordine del giorno le puntate diverse, quelle più comiche, quelle più strane, quelle più drammatiche…
e nell’essere un telefilm libresco, Crossroads sorpassa assai Americanah, perché quel determinismo dei fatti, appunto da serie TV, ha anche il compito di rappresentare al meglio la mente religiosa, sempre incessantemente determinista anche quando non c’è alcun legame di causa ed effetto davanti a noi…
e, infatti, Franzen è bravo a far fallire quello stile diegetico determinista facendolo sfociare nel nulla di un mancato finale, nel nulla del nucleo familiare sfasciato, nel nulla della mancanza di ragione…
perché il determinismo c’è solo se lo vuoi vedere: come in questi rivoli di trama di Crossorads, slegati in capitoli a sé stanti, divisi tra loro e non fluenti l’uno nell’altro, con la trama da noi ricostruita (nei meandri di quel flashback che frangono il determinismo), come i presagi della religione o le pretese di uno stato: che non esistono: né la religione né lo stato…
…ce li leviamo dal capo noi stessi, eppure li imponiamo a tutti…
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e se questo Franzen voleva esprimere, allora mi ha perfino convinto!
Crossroads è anche il titolo del film con cui Britney Spears provò a sfondare anche nel mondo del cinema. Ci teneva così tanto che scrisse lei il soggetto, dedicò alle riprese ben 6 mesi del suo tempo (di norma ne basta uno) e coinvolse nel progetto anche un attore serio come Dan Aykroyd (Zoe Saldana non conta, perché è vero che è un’attrice premio Oscar, ma a quei tempi era agli esordi e non una star affermata). L’operazione non andò in maniera disastrosa (il film incassò 60 milioni contro un budget di 12, quindi 5 volte tanto), ma è chiaro che le aspettative della Spears erano di gran lunga più elevate: a quei tempi era la cantante più popolare e la ragazza più desiderata del mondo, e per un film che può sfoderare una simile macchina da soldi come attrice protagonista 60 milioni sono noccioline. Per fare un paragone, adesso la più desiderata del mondo è Sydney Sweeney, e il suo film Tutti tranne te di milioni ne ha incassati 220. Anche tenendo conto dell’inflazione, il divario è evidente.