«Sostiene Pereira» di Antonio Tabucchi

È incredibile come i concetti di nazionalismo, repressione e ignoranza coincidano...lo si vede in tutte le testimonianze di tutti i posti (della geografia e della Storia) in cui il nazionalismo ha prevalso: per prevalere, esso ha fatto ricorso alla repressione, e ha molto cavalcato e coltivato un'ignoranza pre-esistente...e, naturalmente, tutte e tre le componenti formano,... Continua a leggere →

L’«Antigone» di Robert Carsen a Siracusa

...e dopo 22 anni torno a Siracusa a vedere una rappresentazione dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA) al Teatro Greco, e a urlare «Pisa Merda» nell'Orecchio di Dioniso...nel 2004 andai per Edipo re di Roberto Guicciardini (con Sebastiano Lo Monaco), adesso per l'Antigone di Robert Carsen (il secondo mio Carsen dell'anno dopo il Cav &... Continua a leggere →

«Uomini e topi» di John Steinbeck

Dato il soffocamento dal lavoro, lo strazio della semplice esistenza, e date le pesantezze di lettura (gli ultimi numeri di Libri 2025), ritrovare la strada per i libri non è stato facile... sono ripartito dalle graphic novels, e poi dal teatro (qui c'è traccia solo di Rosmersholm, ma vedrete i dettagli a dicembre in Libri... Continua a leggere →

«Rosmersholm» di Henrik Ibsen

Vediamo di parlarci chiaro... - primo punto: Ibsen scriveva in danese... si può considerare, forse, che scrivesse in norvegese con un sistema di scrittura che era danese, ma è una semplificazione... anche perché norvegese e danese, così come Danimarca e Norvegia, o addirittura Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia, con tutti i problemi annessi ai Sami... Continua a leggere →

Hamnet

Nonostante tutti quanti, secondo me in modo intelligente, facciano finire Hamlet con la frase «the rest is silence», cosa che dà al testo maggiore immediatezza, Hamlet col cacchio che finisce con «the rest is silence»... Nel Q1 del 1603, «the rest is silence» non c'è: Hamlet muore dicendo: «Farewell Horatio, heaven receive my soule»... Nell'In... Continua a leggere →

Bartók e Poulenc al Maggio

Il regista Claus Guth mette in scena A Kékszakállú herceg vára di Béla Bartók e La voix humaine di Francis Poulenc come un unico spettacolo (esattamente come ha fatto Robert Carsen con Cavalleria e Pagliacci pochi giorni fa)... La voce di Poulenc era l'espertissima Anna Caterina Antonacci...Kékszakállú era Florian Boesch,Judit era Christel Lötzsch... un dittico... Continua a leggere →

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