Indubbiamente La Scala è superiore... anche superiore al Mariinskij (e dobbiamo vedere ancora quanto è superiore al Bol'Å¡oj: i post di Mosca arriveranno probabilmente ad anno nuovo)... - La Scala è superiore per servizio reso (moltissime le maschere coinvolte), per ben più fornito shopping center (c'è da concedersi un po' di frivolezza: al Mariinskij sono pochissimissimi i... Continua a leggere →
«After Miss Julie» alla Pergola
Fröken Julie è una roba di Strindber del 1888, che sancì perentorio il Naturalismo teatrale e una sorta di Kammerspiel nordico... Una cosa alla Verga, alla Ibsen o alla Haneke (tra Jeli il pastore, Spettri e Il nastro bianco): la divisione in classi sociali determina stragi di coscienze allucinate... Nel 1995, Patrick Marber, alla sua seconda prova di drammaturgo... Continua a leggere →
Rai5: «Macbeth ’47» al Regio di Parma (Auguin/Abbado)
Di Macbeth si è detto tanto qui... E sulle regie TV della RAI s'è detto qua... Macbeth è stato "riscoperto" nella versione 1865 solo grazie al riaffacciarsi di soprani "novecenteschi" in grado di cantarlo... ma ha stentato a imporsi nel repertorio universale... una breve panoramica (per le sole incisioni in studio, c'è un "post apposta"):... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: «La Traviata» di Luisi/Micheli
Se Trovatore e Rigoletto sono state "scoperte" e "ricostruite" solo di recente, e hanno avuto edizioni critiche "chiarificatrici" solo dagli anni '80 e '90, La Traviata, invece, evidentemente l'opera della trilogia più "comunicativa", è sempre stata compresa abbastanza bene... Già le mitologiche performance di Giulini/Visconti/Callas alla Scala nel 1955 restituivano quello che Verdi aveva in... Continua a leggere →
Anima Mundi, Pisa: Gardiner e il «Requiem» di Verdi
Rassegna di musica sacra pisana, che invita eccezionali cori e orchestre da tutto il mondo, Anima Mundi è stata diretta da John Eliot Gardiner per tanti anni (il suo successore, l'anno prossimo, sarà Daniel Harding)... Le musiche eseguite non sono quasi mai musiche "liturgiche" ma attingono anche dal vasto repertorio "sacro", cioè: basta parlino in qualche... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: «Rigoletto» di Luisi/Micheli
Come si diceva del Trovatore, che tutti in qualche modo hanno sempre saputo essere un'opera "marionettosa" senza però confessarselo mai davvero, che il Rigoletto sia una "brutta bestia", da allestire e anche da 'ascoltare', si sapeva da un po'... ma, anche qui, a causa di una "consuetudine" al fermarsi alla forma più che alla sostanza, si è... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: «Il Trovatore» di Luisi/Micheli
Che il Trovatore sia una esemplificazione delle strutture narrative è evidente... ma non tutti sembrano accorgersene davvero... Gabriele Baldini, un grande scrittore italiano (quello che traduceva Shakespeare e Orwell: è sua la prima edizione italiana di 1984, che usa 'Grande Fratello' per rendere 'Big Brother', solo per darvi l'idea dell'importanza di quest'uomo nel nostro intendere culturale quotidiano), appassionato... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: il «Flauto Magico» di Vick
[vedi anche qui] È bene parlarsi subito chiaro... al numero 7 di Symphonies si diceva che la Nona di Beethoven, oggi universalmente considerata canto di fratellanza, potrebbe invece essere stata concepita come canto prettamente teutonico, in quanto ci sono diverse prove "empiriche" (naturalmente ben lungi dal costituire certezza, ma comunque belle presenti) che ci dicono... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: «Traviata degli Specchi»
Con Traviata non ho un rapporto di amore incondizionato (vedi «Traviata»: Brecht o Stanislavskij? (Scala 2013), articolo che, escusatio non petita, dico essere stato scritto per rimanere "privato")... e neanche con il regista Henning Brockhaus (vedi Protoattinio: idem come sopra)... La Traviata degli Specchi è uno dei più leggendari e magnifici allestimenti presentati allo Sferisterio di Macerata... risalente almeno al... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: «Elisir»: Michieletto/Lanzillotta
L'elisir d'amore di Donizetti è un'opera deliziosa, ma rappresenta per me una seria incognita nel "gusto della Storia"... Un giorno, Alessandro Roccatagliati ci disse (a tutti noi laureandi musicologi) che la Storia era una scrematura formidabile, che ci faceva pervenire, a noi odierni, solo il *meglio* di una produzione musicale sterminata, spesso tutta uguale, forse... Continua a leggere →