Film da festival da manuale:liturgico, immobile, contemplativo, dalla visualità ricercata, stramba e aggressiva, sempre alla ricerca del primato della visione, che obbliga all'abitudine del guardare un pubblico che si chiede cosa ci sia da vedere... Rispetto a operazioni simili, ma più user friendly, tipo il recente Perfect Days, Ryusuke Hamaguchi, dopo il successo di Drive... Continua a leggere →
Poor Things
Io e lei abbiamo cercato in tutti i modi di detestare questo film, ma in effetti non lo si può non salutare con simpatia... A parte la sterminata durata (144 minuti traboccano e sarebbero tranquillamente potuti essere 95), il film sarebbe di quelli simili alla Soul della Pixar (o alla Triangle of Sadness, molto simile,... Continua a leggere →
Perfect Days
Wenders dimostra di avere il suo solito occhio di artista visivo e fa un piccolo capolavoro di contemplazione esistenziale, che riesce a essere molto divertente (la facce degli attori che reagiscono alla maniacalità del protagonista sono impagabili, e anche le reazioni dello stesso protagonista alle emozioni dei giovani), immensamente suggestivo a livello visivo (le immagini... Continua a leggere →
Il ragazzo e l’airone
Dopo il tutto sommato più realistico Si alza il vento, Miyazaki torna ai suoi soggetti prediletti, costruendo una fiaba con tutti i crismi, una fiaba (come tutte le fiabe) di liberazione mentale e di elaborazione di problemi psichici (le accuse odierne alle fiabe di sessismo fanno ridere: io, purtroppo, sulla fiaba "psichica" ho scritto troppo... Continua a leggere →
Saltburn
Siccome è una merda, ve lo spoilero subito senza troppi sensi di colpa... In un videoclippone tamarro alla Lana Del Rey, un criminale, la cui foto è sul vocabolario alla voce invidioso sociale (neanche tanto povero: la sua famiglia non sta per niente male, ma lui è comunque tanto invidioso sociale), riesce a sfruttare le... Continua a leggere →
Maestro
Non è un film spiacevole: lo guardi bene e ha una sua complessiva gradevolezza che lo rende un passatempo carino e da bella figura... ma, sotto sotto, ha, a mio avviso, enormi problemi... - è afflitto da un mare di indecisioni...la prima delle quali è sul voler fare un film su Bernstein o su Felicia... Continua a leggere →
Foglie al vento [Kaurismäki]
Visto, purtroppo, doppiato, da Maura Vespini, che, come sempre, dà a tutto una svolta completamente comicarella, ma ha l'intelligenza di far doppiare la protagonista a Valentina Mari, forse una delle più valenti doppiattrici italiane che meriterebbe molto più fandom rispetto alla sopravvalutatissima Domitilla D'Amico... - Foglie al vento è un ossimoro sincretico continuo... è fiaba... Continua a leggere →
Coup de Chance
Su Allen vedi qui... L'hanno già detto tutti che, a parte le meraviglie pittoriche di Storaro, Coup de Chance è l'apoteosi della trama telefonata, della prevedibilità , della «ora succede questo, ora quello» Oltretutto è pesantino, ridondante e noiosino, e più che Match Point (2005) sembra Scoop (2006)... Lou de Laâge è fresca e carina (e... Continua a leggere →
Wonka
Già in Burton V mi veniva da osservare che Rousselot, Pescucci, McDowell, Depp ed Elfman, con la loro corazzata di soldi e know how, non avevano gli artigli abbastanza affilati per lottare corpo a corpo con quella massa di cult che erano, allora dopo 35 ma oggi dopo ben 52 anni, Gene Wilder, Wolper e,... Continua a leggere →
Anatomie d’une chute
Sibyl era una cacchiatellina, ma questo è forte, e non ha per niente immeritato la sua Palma d'Oro a Cannes... Justine Triet, meglio di Scorsese, e un po' ispirandosi "di sbieco" a Midnight in the Garden of Good and Evil di Eastwood (1997), riesce a reggere alla grande due ore e mezzo di filmone densissimo... Continua a leggere →