Mah…
il film che aveva fatto su Gianni Schicchi di Puccini non m’aveva detto nulla…
…e non dice nulla manco questa Primavera…
già Gloria di Vicario era carino, ma non era ‘sto granché a livello di sostanza…
…e Michieletto fa anche meno…
–
Filmetto prevedibilino, fatto benino, da professionisti, ma con guizzo zero: tutto è placido, noiosetto, visto e rivisto: dei personaggi non te ne frega niente: la decisione di Tecla Insolia di andare via dopo la mano rotta è frettolosa: se lo voleva finire così poteva tagliare diverse scene di pulitura dei cessi e diverse prove musicali (per non parlare dell’intero personaggio di Valentina Bellé), totalmente inutili, per fare spazio al finale…
Insolia è carina e brava: ma fa sempre lo stesso personaggio…
Riordino è un Vivaldi rattrappito e remissivo, ma il farlo blaterare sul processo creativo regge male, non solo perché Le stagioni, ossia, come noi ben sappiamo, Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione op. 8, le pubblicò (l’esergo finale le fa sembrare una riscoperta postuma anche quelle, come se le avessimo ritrovate col Fondo Foà Giordano invece che con le pubblicazioni coeve; e non solo: l’esecuzione della Juditha triumphans, RV 644, poteva essere eguale pretesto di intitolazione, invece che puntare sulla Primavera per puro specchietto per le allodole), ma perché la vecchia beffa della musica imitatrice della Natura, lasciata a due battute, è illustrata da imaginette piatte, scemette…
–
va bene, ok, non si guarda male…
in un dopocena con gli amici non sta male: è meglio di altra roba zuccherosa…
ma di per sé è un film che dimentichi
Completamente d’accordo con te
nei tuoi paragoni non c’è
ma solo io guardando il trailer ho pensato a Il racconto dell’ancella???
Per la veste rossa nel manifesto?
anche
e perke almeno dal trailer si devono presentare come suonatrici senza identità; togli incubatrici e metti suonatrici e siamo là
In effetti…
Il film è così storico che mi ha fatto slittare la tematica femminile molto sullo sfondo…