Bugonia

—> c’è gli spoiler <—

C’era quasi da scommetterci qualcosa su…

chi l’avrebbe fatto l’inno filmico nazionale dei terrapiattisti imbecilli?
il film in cui i complottisti hanno ragione da vendere e, anche se violenti e psicotici, sono rappresentati meno peggio dei CEO delle multinazionali… chi l’avrebbe fatto…?
un film in cui tutti i novax del cazzo avrebbero avuto la loro sanguinaria rivalsa sui produttori di sieri sperimentali?

Sorrentino?
Guadanino?
Nolan?

l’ha fatto Lanthimos…

e l’ha fatto in Bugonia

è davvero un peccato…
perché, a differenza di Sorrentino o Guadagnino, che veramente non hanno senso, Bugonia rappresenta perfettamente la crisi della ragione, e, in Plemmons, descrive come nessun altro l’ansia della solitudine e della incomprensione della complessità del mondo…

Plemmons è un violentato da piccolo che ha la mamma in coma per via di una sperimentazione farmacologica: traumi che elabora nell’inventarsi che gli sperimentatori del farmaco, ossia quelli che posseggono la multinazionale per cui fa il magazziniere, sono alieni, vengono da Andromeda…

e ci crede tantissimo

Lanthimos potrebbe fare come il Martin di George Romero (’77), o come gli ultimi capolavori di William Friedkin, scritti da Tracy Letts, Bug (2006) e Killer Joe (2011): dimostrare davvero che la conduzione antisociale delle multinazionali produce mostri… dimostrare che, sì, i mostri sono meno peggio delle entità conglomerate che creano la loro mostruosità: mancanza di istruzione, desolazione urbana, e promozione perfino scolastica di una cultura della violenza, tutti elementi connaturati alla vita sotto l’egida di un’azienda che ti controlla anche il privato (vedi anche Dark Waters), sfociano in persone alienate che si aggrappano alle puttanate che vedono nei reels di Instagram e X…
è della multinazionale la colpa, e il violento ne è atroce vittima, proprio perché per quella colpa ha ucciso…
Friedkin, Letts o Haynes (o anche il Gus Van Sant di Elephant, 2003, e Paranoid Park, 2007) dicono questo, provando pietà per il freak spanciato dalla multinazionale, ma certamente guardandosi bene dall’assolverlo del tutto…

si vede che Lanthimos vorrebbe fare uguale…

e, come Friedkin e Letts, e al contrario di Sorrentino e Guadagnino, sembra anche sapere come fare…

Bugonia è quasi come Psycho
serratissimo, avvincentissimo e lucidissimo nella denuncia…

il dramma, però, è che chi ha visto Kinds of Kindness sa benissimo che Lanthimos, nonostante le apparenze, non è minimamente in grado di andare fino in fondo come Friedkin…

e difatti sbaglia mira

tutto il talento dimostrato, viene da Lanthimos sprecato nel dire che Plemmons HA RAGIONE

che Emma Stone, la perfida capa della multinazionale, proviene davvero da Andromeda…

la cosa non è né ironica né abbandonata al dubbio…

è, esattamente come in quell’immondezzaio del Northman di Eggers (dove il Valhalla c’è, e non è un vaneggiamento di un moribondo pazzoide che per tutta la vita ha ammazzato nell’autoinganno della vendetta), effettiva…

Plemmons non si è costruito la sua realtà per elaborare i traumi indotti dalla multinazionale…

la realtà è come dice Plemmons…

Si capisce che Lanthimos vorrebbe mantenere la metafora: le multinazionali sono esattamente degli alieni stronzi…

ma dicendo così, Lanthimos dice anche che i complottisti che denunciano la cosa, a colpi di ascia e lasciandosi dietro morti e sangue, sono degli eroi…

il terrapiattista deficiente, il complottaro novax convinto che Bill Gates prema un bottone per far morire qualcuno a caso e ottenere con quella morte, chissà perché, milioni e milioni di dollari, pagati da alieni che hanno come unico scopo il dimezzamento degli esseri umani, per Lanthimos, hanno tutti perfettamente ragione…

Bugonia fa prestissimo a trasformarsi da geniale Psycho a minuscola puntata della Zanzara con i complottisti in coda, quelli che parlano dei rettiliani e della terra di bengodi dietro ai ghiacci dell’Antartide, nascosta dalle multinazionali che guadagnano dalla nostra ignoranza del bengodi aperto a tutti…

La terra nell’astronave di Andromeda, nel finale, è esattamente quella che si immaginano i terrapiattisti: un disco con sopra una cupola…

Anche Terry Gilliam, ogni tanto (in The Crimson Permanent Assurance, preludio a Monty Python’s The Meaning of Life, 1983; o nel Munchausen, ’88), prende in giro la terra sferica per canzonare l’élite benpensante… ma la sua è una iperbole, che è agita in ambiente meta-cinematografico e completamente politico (con l’immaginativa come baluardo di libertà contro le convenzioni merecologiche); e Munchausen non è uno che prende in ostaggio, tortura e ammazza chi la pensa diversamente da lui…

e quando Emma Stone buca la cupola, uccidendo tutti gli uomini, Lanthimos fa vedere che ha ucciso tutti i ricconi, in un pianeta Terra che sta assai meglio senza il capitalismo: un finale che vorrebbe tanto avvicinarsi ai fasti cinicamente beffardi di John Carpenter (Escape from New York, Escape from L.A. o anche They Live, con il deviato che è precipuamente un eroe, e si sacrifica per smascherare la realtà capitalistica), e appunto del Gilliam delle 12 Monkeys, ma ne ignora le componenti libertarie di potere…

se la Stone andromedesca, uccidendo gli uomini, avvera l’allucinazione di Plemmons, allora perché gli andromendani sono le multinazionali?
perché non si dice, chiaro e tondo, che gli uomini fanno male, senza dover glorificare la follia terrapiattista di Plemmons e la sua violenza?
che gli alieni di They Live siano merde è detto fino in fondo, mentre gli andromediani di Emma Stone devono sia essere gli stronzi delle multinazionali sia gli agenti della pace ambientalista priva di uomini cattivi…
funziona davvero?
o è tutto fatto perché, come Cruciani alla Zanzara, Lanthimos è convinto che la gente come Plemmons, pur violenta e dissociata, oramai sia da ascoltare e da lisciare perché è maggioranza ed è da ritenersi più autentica, anche se ammazza la gente, di chi filosofeggia di superamento del capitalismo…

oppure Lanthimos, basandosi sul suo antigrafo coreano (di Jang Joon-hwan, del 2003), che non si prendeva sul serio (è più dalle parti di The ‘burbs di Dante, ’89), non riesce in nessun modo a ordire metafore funzionali (come non ci riescono né Gudaganino né certi narratori)…

Come quella scemenza della Vendetta dell’uomo tranquillo, Lanthimos, come Cruciani e Salvini, va a dire che quelli che sparano alla schiena dei ladri in fuga sono *meglio* di chi pretende la presenza delle forze dell’ordine in certe circostanze, perché parlare è inutile in certi frangenti e chi spara *fa bene*!
Lanthimos, come invece riesce a fare Friedkin, non riflette sulle cause, non illumina le mancanze della società che determinano le reazioni violente… no no…
Lanthimos *sposa* le azioni violente… e ritiene le cause inutili…
e si atteggia a vate della verità perché ritiene che la maggioranza la pensa come lui, pur, nel contempo, glorificarsi come super-originale nel dire cose scomode perché è convinto che quello che dice, invece di essere cloaca qualunquista che pensano tutti i dementi, sia inviso ai poteri forti che lui sbeffeggia!

Bugonia dimostra che Lanthimos non è capace

non è capace di trattare le cose che vorrebbe trattare, perché è attratto dall’ansia di originalità, un’ansia che gli fa perdere il focus, e gli fa ribaltare il messaggio…

come quando Michael Haneke dice «l’umanità è troppo violenta e dovrebbe esserlo meno» e lo dice congegnando un film violentissimo e compiaciuto…
…Lanthimos, come ha sempre fatto (vedi anche Kynodontas e la stronzata del Cervo sacro), dice che l’umanità fa schifo glorificando proprio chi fa schifo, denunciando di stare tutti vivendo in una follia, ma poi avallando la follia più violenta, rendendola, tra le tante follie, quella vera…

…così come il Plemmons del secondo episodio di Kinds of Kindness ha *ragione a uccidere* la Emma Stone che ritiene un’impostora… e così come la setta di Willem Dafoe, nel terzo di Kinds of Kindness, ha *ragione nella follia* che esista una messia guaritrice… così come Barry Keogh *ha ragione nell’ordire la sua follia di vendetta* su Colin Farrell nel Cervo sacro
…in Bugonia le superstizioni sono vere
…chi uccide per quelle superstizioni è un erore
…i terrapiattisti dicono cose vere
…i complottisti novax sono scusabili…
…anche se tutti questi, deviati dalla loro follia, ammazzano e torturano… [inoltre, se si hanno presenti le svolte antiscientifiche di Kinds of Kindness, i colpi di scena di Bugonia sono assai prevedibili]

e auspicare la fine del mondo dando ragione a ‘sta gente, non è come Carpenter… non è dire «se il mondo è capitalista, allora meglio niente»…
…è dire «se il mondo NON è terrapiattista, allora meglio niente»

che è poi «se il mondo non è come voglio io, allora meglio niente», e cioè direttamente quello che pensa, singolarmente, Plemmons…

e che fa presto a diventare «se il mondo non è nazionalsocialista, allora meglio niente»

bastava un attimo, bastava lasciarci nell’obliquo, nello scegliere se rendere effettivo o no il complotto, e Bugonia sarebbe stato un capolavoro…

…invece è la panacea dei complottisti…

è come 8mm di Joel Schumacher (’99)…
o Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli (2003)…

voglio davvero vedere chi si metterà a idolatrarlo come il miglior film mai fatto nella imminente Award Season, in cui certamente faranno faville Plemmons e la musica di Jerskin Fendrix, da me detestato in Poor Things, ma che stavolta è davvero bravissimissimo…

per chi, come me, l’ha adorata nell’adolescenza, è una gioia vedere Alicia Silverstone così in forma (già con Lanthimos nel Cervo sacro)…

4 pensieri riguardo “Bugonia

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  1. L’originalità non è banale introduzione di non senso, o di cose che non starebbero in piedi nemmeno con la canna di bambù… la focalizzazione sul personaggio che “vede davvero” la gente di Andromeda va bene, se poi si realizza che è focalizzazione, ma lo devi sapere fare…

    1. Io mi sa che con Lanthimos ci rinuncio… aspetto che passi di moda, come è stato per Iñárritu e Chazelle: basta solo un flop…
      Spero che arrivi alla svelta…
      Il dramma è che Lanthimos sarebbe uno che avrebbe gli strumenti, quindi la delusione è ancora più cocente…

  2. a me il film è piaciuto, l’ho messo nella top5 di ottobre, che esce domani^^

    sulla metaforona, in parte concordo con te, anche perke come hanno detto molti, è così evidenziato che lei è la vittima che non può che rivelarsi alla fine come una aliena vera; poi, ho riscontrato il ritmo risentire un po’ delle 2 ore, forse un tempo minore avrebbe aiutato

    però il cast di attori è fortissimo, e anche io contentissimo per Alicia Silverstone, non sapevo che ruolo avrebbe avuto!

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