Siccome è una merda, ve lo spoilero subito senza troppi sensi di colpa…
In un videoclippone tamarro alla Lana Del Rey, un criminale, la cui foto è sul vocabolario alla voce invidioso sociale (neanche tanto povero: la sua famiglia non sta per niente male, ma lui è comunque tanto invidioso sociale), riesce a sfruttare le debolezze dei soliti ricconi poverini (quelli ormai onnipresenti nel cinema odierno, vedi Jeanne du Barry e Napoleon: quelli del «oh, poveri ricchi, vanno compatiti perché sono emotivamente grulli») onde farsi lasciare in eredità il loro intero patrimonio e quindi ucciderli tutti in modi che sembrano incidenti (e naturalmente non se ne accorge nessuno, né la polizia, né i servitori né altri: moooolto verosimile) così da ballare nudo nel maniero appena ereditato…
questo è Saltburn…
e dura anche 2h e 10’…
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Ho detto spoiler, ma è una parola inappropriata, poiché che Keoghan sia criminale e voglia manipolarli tutti è già evidente al minuto 31 dei 132 di durata…
ma nonostante questo, la regista Emerald Fennell, quella della Promising Young Woman, presenta la scoperta finale come un colpo di scena inusitato e maestoso…
ok
e poi fa dei flashback per farti vedere che Keoghan aveva pianificato tutto: accidenti che sorpresona!
che, come in tutti i film di manipolazione psicotica, il piano di Keoghan sia per lo meno forzato dal punto di vista dell’attuabilità (che un riccone si innamori di te solo perché gli hai prestato la bicicletta è davvero così automatico? forse nel mondo tamarro di Lana Del Rey!), e che sia ancora più assurdo che riesca davvero (risulta a qualcuno che un riccone emotivamente solo lasci dei soldi a uno sconosciuto, invece che a Fondazioni varie, solo perché gli ha fatto compagnia sei mesi e che nessuno abbia da ridire? oppure risulta che un tale riccone preferisca fidarsi di un ospite invece che dei propri figli? magari solo nei film!), non viene in mente a nessuno: il piano viene presentato come geniale e come impeccabile…
ma certo!
la grande idea “narrativa” di Fennell sarebbe quella di palesare il piano solo alla fine e far passare il tutto come un film gay su un povero che si innamora di un ricco, con tanto di tutte le prurigini iperboliche che, non si sa perché, hanno i film di questo genere, da Call me by your name in poi: come Chalamet si scopava una pesca, Keoghan, dopo aver bevuto l’acqua della vasca da bagno dove l’innamorato si è masturbato, si scopa la tomba dell’innamorato ricco (non so scherzando: fa un buco nella terra dove l’innamorato è sepolto e ci infila il cazzo…)
ma che l’andazzo non regga è evidente quando Keoghan irretisce anche la sorella del riccone suo innamorato: lì, per chi ha visto o letto più di quello che c’è su Netflix o su Audible (odioso snobismo intellettuale), diventa evidente che quella dell’amore gay è una facciata…
e poi quando c’è il poverissimo twist finale (twist per tutti quelli non hanno compreso tutto al minuto 31), con Keoghan che, trionfante, dice: «io vi odiavo tutti a voi sporchi ricconi!», allora siamo lì a chiederci: «ma perché se li odiavi tutti hai bevuto l’acqua spermatica della vasca da bagno e hai scopato la tomba?»
non si sa…
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Quello che si sa, perché è evidente dalle immagini, è che Fennell, Linus Sandgren (fotografia), Victoria Boydell (montaggio) e Anthony Willis (alle musiche) sono convinti di fare un capolavorone decadentistico alla Huysmans, alla Petronio, alla Salomé di Wilde (o Strauss), o forse anche alla Hannibal di Scott, con colori sgargiantissimi e bellissimi, con composizioni di inquadratura degne dei massimi fotografi (piene di riflessi, di sguardi sghembi, di specchi, di acqua ondulante, di luce organizzata, di tagli di frame inusuali), ma hanno tra le mani, appunto, un video di Lana Del Rey, pieno di esibita e voluta grottescheria, così tanto ricercata da non risultare granché efficace, perché l’esagerazione non è che stupisca o scandalizzi davvero…
…e non stupisce né scandalizza perché si sente che tutta l’operazione sbaglia mira…
si capisce che vorrebbe esserci una satira sui ricconi allo sbando, che possiedono così tanto e sono così moralmente abbietti che meriterebbero di avere un killer che li ammazza tutti…
ma glorificando quel killer, o semplicemente mostrandolo, in tutta, appunto, la sua invidia sociale, così radicale da passare sopra, anche lui, a sesso, a morale, ad affettività, si finisce per rendere quei ricconi quasi meritevoli di pietà, e si finisce (un po’ come in Parasite) a narrare la storia che RACCONTEREBBERO I RICCHI…
…una storia tale per cui i ricchi, tutto sommato, è bene che stiano richiusi nei loro castelli a godersi amoralmente o immoralmente il loro denaro, perché quello che dicono sui poveri, sui proletari e sulla «gente non ricca» è vero: cioè che ammazzerebbero i ricchi e NON per giustizia sociale, no: li ammazzerebbero solo per sostituirsi a loro, per avere i soldi che hanno loro e per ballare nudi nel salotto principesco di broccato, fregandosene del mondo, esattamente come fanno loro…
e difatti Keoghan, pur di diventare come la congrega di riccastri che uccide, perpetra gli stessi delitti morali perpetrati dalla congrega: mente, circuisce, trascura e ammazza… e la riflessione quindi qual è?
tenetevi i ricchi perché chi li uccide per invidia sociale è come loro, psicotico e delirante come loro, se non peggio?
…finisce per morire anche il personaggio di Carey Mulligan, ignorato da Rosamund Pike, e questo dovrebbe essere un link, a metà film, alla crudeltà di Rosamund Pike…
…poi Rosamund Pike è vittima essa stessa di Keoghan…
e ciò cosa ci comunica?
che siamo nel mondo abietto e dannato decadentistico alla Wilde e alla Huysmans, dove ormai è assodato che homo homini lupus, e dove piovono brillantini multicolori ripresi storti e saturati?
oppure siamo semplicemente in un video di Lana Del Rey dove le tigri arancioni, i fenicotteri blu, le cinture dorate, le borchie modaiole, gli armadi tardo impero, le sedie Luigi XV e le Uova Fabergé comunicano solo che «quest’anno ho avuto fame ma per due settimane ho fatto il ricco a Porto Cervo», e vorrei essere come Berlusconi così tanto che darei anche il culo a Lapo Elkann se sapessi che in cambio mi darebbe una Stellantis nuova, e magari ci metterei 10 anni di inganni, raggiramenti, ricatti e manipolazioni psicologiche per stare là dove Lapo Elkann non ha dovuto fare un bel niente per stare!
questa è una critica a Elkann?
è una critica a Fabrizio Corona [cioè a quello che tutt’ora cerca il ricatto verso i ricchi per diventare esso stesso ricco]?
è una critica a noi stessi che vogliamo essere Fabrizio Corona? [o Scamarcio di Loro 2]
o è una minchiata, appunto alla Sorrentino che, con lusso cinetico sfrontato e così ostentato da risultare un po’ parechio fasullo, ci dice soltanto che è meglio tenersi Elkann, e sguazzare nella cacca della povertà o della piccolo-borghesia, invece di diventare un Fabrizio Corona?
una sorta di «morale dell’ostrica» della piccolo-borghesia: «stai dove sei, sennò rischi di diventare pazzoide come Keoghan, e saresti come i ricchi che idolatri, ma in tutto e per tutto, perché anche tu avrai ucciso, sfruttato e molestato psicologicamente tutti onde avere i soldi: a quel punto balleresti anche tu, nudo, nella tua règgia ottenuta dalla violenza?»
non lo so se in questo discorso io posso trovare qualcosa che interessi
poiché a me un film che mi dice che mi devo accontentare dei riccastri perché l’unico modo per sconfiggerli è diventare aberrante e violento come loro, senza via d’uscita, mi sta epidermicamente antipaticissimo!
e mi sta antipaticissimo anche un film che mi mette in guarda con «occhio a voler raggirare i riccastri, perché saresti come Keoghan! Quindi tieniti i riccastri e non fare niente! Sopporta da bravo schiavo…»
infatti ho faticato ad arrivare alla fine di Saltburn
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per altro: mascherare tutto, e pubblicizzare tutto come un film gay che per la prima volta mostra membri maschili al vento in una roba mainstream (cosa completamente falsa), e mostra ormoni omosessuali maschili per la prima volta in una roba mainstream (cosa doppiamente falsa) è ugualmente un inganno alla Keoghan…
io, fossi gay, mi incazzerei a essere associato a un criminale invidioso sociale, e mi incazzerei a vedere sfruttati i miei bisogni di rappresentanza in una coglionata politicamente confusa!
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è tutto parlato in un britannico così strascicato da fare schifo…
Serve coraggio per guardare certi film 😅
È piaciuto a tutti!
Sicuramente sbaglio io!
Mah…a me non è né “chiamami col tuo nome” né Parassite, e
uno che si scopa una tomba non mi sembra un’idea geniale.
QUESTO!
Grazie, stavo diventando pazzo a leggere quanto tutti avessero adorato questo film, che indubbiamente è molto bello da vedere ma ha una sceneggiatura disastrosa e un messaggio di critica sociale che, a essere generosi, può essere definito confuso. Alla fine non ci potevo credere: mi racconti la lotta di classe ma con la middle class rappresentata da un assassino sociopatico e la “nobiltà” da una famiglia troppo ingenua per sopravvivere. Ti spinge, se non proprio a tifare, sicuramente a provare pietà per la famiglia di Saltburn da tanto è ripugnante Oliver. E bada, io non sono uno che scalpita per accendere le torce a andare a scannare i ricchi, affatto; ma il messaggio del film è talmente grottesco da aver lasciato senza parole perfino me. E tacciamo di come Keoghan cambi completamente caratterizzazione dopo aver leccato la vasca da bagno senza che nessuno se ne accorga e sia in costante contraddizione con sé stesso, come hai scritto.
Fa il verso a Parasite, ma Parasite aveva, secondo me, molti strati su strati che complicavano molto di più la vicenda e diventava una storia sull’immobilismo della struttura sociale, su come, per quanto lotti e combatti ferocemente, sia impossibile ribaltare l’odine sociale. Era un film molto pessimista ma coerente, e che soprattutto non ti prendeva per il culo. Saltburn invece sì.
Sono d’accordo con ogni parola di questo commento!
alcuni miei compagni lo avevano visto alla festa del cinema di roma; han detto carino ma non superbo
e poi io sono schizzinoso, le cose con lo sperma ingurgito dopo il sesso mi fa venire la nausea xD
ps: non toccarmi lana che lei è una santa, via le mani da lei
Born to die (ormai 12 anni fa) l’ho retto, ma il resto: tedio…
a me piacciono molto Big Eyes e High by the Beach, più qualche altro singolo
Se non avessi letto questo post lo avrei sicuramente evitato appena vista la grafica dei titoli, ma mi hai incuriosito perciò stasera l’ho guardato. Saltando le scene più pesanti e devo dire che è un film vomitevole. Pesante, faticoso per la vista, con effetto labirintite. Non commento la trama perché è talmente banale che mi mancano le parole. Insomma ho avuto solo il coraggio di vederlo concentrato in mezz’ora. 😅
Come direbbe Fantozzi: è una boiata pazzesca 😂
Da “mossa di stomaco”!