«La chimera» di Sebastiano Vassalli

Comincia malissimo, va avanti noiosissimo, verboso e pomposamente “letterario” fino alla metà. Inoltre, lascia dubbiosi per la sua volontà manzoniana di essere “Storia” invece che “fiction”. Poi, però, Vassalli tira fuori un grumo di nichilismo ateo magnifico e usa la vicenda della strega come sineddoche di un mondo (soprattutto di un’Italia) in preda ai capricci della chimica e dell’entropia, che l’ignorante popolino in schiavitù elabora buttandola in irrazionalità: un modo di vedere che mi aggrada assai. Nella postfazione del 2014, Vassalli chiarisce anche perfettamente i suoi rapporti con Manzoni. E finisce che per la strega piangiamo eccome!

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La chimera fu pubblicato dalla Einaudi di Torino nel 1990 e vinse il Premio Strega… Dal 2014 è entrato a far parte del catalogo della Rizzoli nella collana BUR Contemporanea…

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È molto diverso, ma è almeno da confrontare, con The Witches Seed…

11 pensieri riguardo “«La chimera» di Sebastiano Vassalli”

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  1. È un grande scrittore da quello che ho letto come critica, ma non l’ho provato, certo il tuo post mi ha incuriosito.

    1. Prima di arrivare a metà della Chimera non gli avrei dato un soldo: ottocentesco, hughiano, paratattico, entrante… poi però si capisce che stava arrotando il materiale che aveva per poi organizzarlo al meglio…

  2. che articolo corto, temevo che me ne fossi perso una prima parte
    cmq attento, che il tuo titolo è un link che rimanda sempre allo stessa pagina (quella dell’articolo)

      1. Ma il titolo dell’articolo o il titolo del blog?
        Il titolo dell’articolo voglio io che sia il link dell’articolo…

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