alle 8 del mattino era un caldo puttano, così bertadèro da piangere!… alle 11 era peggio!… una disperazione dei sensi, perché il caldo non solo lo senti con la pelle ma lo senti con le orecchie! è un suono prolungato fastidiosissimo a cui non fai mai l’abitudine e che ti spappola il cervello, la percezione, l’intelligenza, la capacità di capire, dire o fare ogni cosa!
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poi, di botto, verso le 12, un lampo e un tuono così grossi e stritolosi che ti fanno proprio paura! come se il mondo finisse!
ed è cominciato a piovere!
ma di un’acqua vorticosa e lanciata con rabbia!
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Firenze ha la ritenzione idrica, e, in meno di 3 minuti, il sottopasso dell’Oviesse in piazza Dalmazia era già allagato, così come i controviali di viale Guidoni…
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ma una cosa era certa:
l’aria, alle 12:03, era FRESCHISSIMA!
tutto l’inquinamento che rende la città un forno a microonde era abbattuto da quei proiettili di pioggia, sparati da una mitragliatrice impazzita dappertutto!
l’aria era TERSA, serena, liscia, RESPIRABILE!
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quel suono indistinto che frantumava orecchie e materia grigia era SPARITO, con un SOLLIEVO così transverberante da rasentare il godimento sessuale o la smaterializzazione panistica dei sensi!
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un giugno così è DA VIVERE TUTTA LA VITA!
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l’Estate è una pozzanghera oleosa di fanghiglia in fiamme: ed è sintomatico della nostra intelligenza il fatto che tutti quanti ci vogliamo nuotare dentro per tutta la vita fino a bruciare del tutto: per forza sforniamo TV e reality show canterini…
l’Estate è la voglia di autodistruzione e di crogiolamento infuocato di volontà di potenza esibizionistiche: la gente che si fa pura carne, pura bistecca che gode di friggere nel suo grasso che cola sulla sabbia come sulla padella e si vanta della doratura ottenuta: l’Estate è la voglia di cottura che ha la persona post-moderna; l’Estate è l’esibizione del narcisismo che arriva all’autogodimento del proprio gusto! l’Estate è l’emblema di un io così smisurato che non concepisce altro che sé stesso e l’esibizione di sé, così tanto da autodivorarsi per autogodimento della propria bellezza e del proprio gusto!
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ed è felicità immensa vedere l’acqua che annienta quella brace di putrefazione vanitosa!
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non si sopporta giugno quando è giugno, quindi figuriamoci la goduria se si vive, respirando e ragionando senza rumori e fiamme, in in giugno così!