Domino

Domino si intitola anche un film di Tony Scott del 2005...Una cosa sì guardabile, ma forse non "comprensibile": era una sorta di Tarás Búl'ba di Gógol' aggiornato (senza alcuna love story, che del racconto di Gógol' è la parte migliore): una specie di glorificazione della vita anarchico-guerriera che faceva esclamare: «mah...» -- Questo, invece, è... Continua a leggere →

The Sisters Brothers

La sceneggiatura (del regista Jacques Audiard e Thomas Bidegain: a ingaggiarli è stato John C. Reilly in persona dopo che la sua ditta ha acquistato i diritti del libro di Patrick deWitt del 2011) è come un grande romanzo: attenta sia ai personaggi sia all'atmosfera, è pregna di aforismi filosofici carini, ed è precisa nell'organizzare... Continua a leggere →

Ogni riferimento è puramente casuale

Nonostante il mio fioretto dell'anno scorso, a proposito di Mio caro serial killer, la Sellerio è riuscita a fregarmi di nuovo... Precisiamo: non sono caduto in un ennesimo gialletto di rassicurante evasione, ma in un ancora più evasivo numero della collana «Il divano», che ha una copertina ancora più carina degli scuri mystery (una copertina... Continua a leggere →

Nureyev, the White Crow

Non è facile capire come si pronunciano certi nomi russi... Come si diceva per il viaggio a San Pietroburgo, l'accento è la componente dirimente, e quella più elusiva (non c'è l'obbligo di scriverlo) Conoscendo l'accento, e quasi sempre lo si conosce solo e soltanto grazie alla Wikipedia russa, si evince che Sergej Michailovič Ejzenštejn si... Continua a leggere →

La paranza dei bambini

Per parlare di questo film c'è da riprendere la dicotomia tra BlacKkKlansman e Green Book (discussa anche in Boy Erased), e le opinioni sul troppo naturalismo del grande critico d'arte Roberto Longhi, che abbiamo usato per Manchester By the Sea e Beautiful Boy... Sulla camorra c'è da fare Gomorra (come ha fatto Garrone nel 2008)... Continua a leggere →

Beautiful Boy

In Don't Worry si parlava già dei film "sulla dipendenza"...Questo Beautiful Boy di Felix Van Groeningen cerca di emulare soprattutto Candy: Paradiso + Inferno, senza però sapere che i testi cardine dell'impossibilità di recupero del tossico (oltre Candy e gli altri citati in Don't Worry e a tanti altri che non sopraggiungono immediatamente alla memoria)... Continua a leggere →

La mia vita con John F. Donovan

Xavier Dolan decide di fare la sua personale versione di Velvet Goldmine e tira fuori un meccano combinatorio di fabula (fatta di drammi edipici e di drammi dell'autorappresentazione) e intreccio (con la fantasticamente strumentale [e stupendamente efficace, là dove è del tutto inutile] »scena madre« di riconciliazione) da connettere con una scrittura visiva del tutto... Continua a leggere →

Maggio Musicale Fiorentino: Daniele Gatti

Gatti era già venuto a Firenze per un Pelléas et Mélisande davvero molto buono (allestito da Daniele Abbado), e torna a chiudere il 90esimo «Maggio» con la Sinfonia Liturgica di Honegger e Aleksandr Nevskij di Prokof'ev... Nel frattempo, nei suoi confronti si sono sviluppate voci di sue moleste esuberanze "sessuali" nei confronti di qualche cantante... Continua a leggere →

«Velvet Goldmine», l’ultimo film “rock”

È un film diverso da quelli che abbiamo visto finora. Fino al 2000 di Almost Famous, i film sulle rockstar degli anni ‘80 e ‘90 erano come Velvet Goldmine: molto più virati sul visivo che non sull’argomentativo (vedi anche The Doors di Oliver Stone, 1991), meno obbligati a rendere conto del livello biografico-fattuale dell’esperienza della... Continua a leggere →

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