Film potente e non facile, con tutti gli ammennicoli da film di avanguardia, forse perturbanti per chi è abituato al découpage classico... Una perturbanza che Glazer usa bene per esprimere l'incomodo e bizzarro disagio di aver vissuto nella più completa quotidianità lo strazio della strage di massa del nazismo (se n'è parlato da poco nell'Inferno... Continua a leggere →
Smoke Sauna Sisterhood
In teoria sarebbe una sorta di documentario, ma è un documentario fortemente drammatizzato... In una sauna nel sud dell'Estonia, la gestrice raccoglie confessioni e storie delle donne che vanno lì a purificarsi e conoscersi... delle donne si vedono solo porzioni dei corpi, realistici e fuori da qualsiasi idiozia estetico-maschilistica, e solo raramente le facce: si... Continua a leggere →
Past Lives
Filmettino intelligente, sentimentale, girato con tanta cognizione di causa... I giochi di specchi e di riflessi sull'acqua sono goduriosi (garantiti da un film magicamente girato su pellicola!)... La macchina basculante da un lato e l'altro della scena, nei momenti più amorosi, dà proprio l'idea di una testa tra le nuvole di innamoramento... La gestione geometrica... Continua a leggere →
How to Have Sex
Credo abbia addirittura vinto la sezione Un certain regard a Cannes... e ha la saggezza insuperabile di durare 90 minuti! Miracolo! Esordio di una regista, Molly Manning Walker, che però lavora da più di 10 anni nei corti britannici, soprattutto come direttrice della fotografia... Con diversi riferimenti alle Spring Breakers di Harmony Korine (2012) e... Continua a leggere →
The Holdovers
Oramai è un logoro topos che io mi lamenti della durata dei film... è impossibile "giustificare" 133 minuti per un film così... evidenti sono gli inserti drammaturgici assolutamente inutili dei primi giorni delle vacanze descritte, in cui si annoverano vita, morte e miracoli di semplicissimi comprimari che hanno il valore dei posaceneri negli spazi per... Continua a leggere →
Il male non esiste (Aku wa sonzai shinai)
Film da festival da manuale:liturgico, immobile, contemplativo, dalla visualità ricercata, stramba e aggressiva, sempre alla ricerca del primato della visione, che obbliga all'abitudine del guardare un pubblico che si chiede cosa ci sia da vedere... Rispetto a operazioni simili, ma più user friendly, tipo il recente Perfect Days, Ryusuke Hamaguchi, dopo il successo di Drive... Continua a leggere →
Poor Things
Io e lei abbiamo cercato in tutti i modi di detestare questo film, ma in effetti non lo si può non salutare con simpatia... A parte la sterminata durata (144 minuti traboccano e sarebbero tranquillamente potuti essere 95), il film sarebbe di quelli simili alla Soul della Pixar (o alla Triangle of Sadness, molto simile,... Continua a leggere →
Perfect Days
Wenders dimostra di avere il suo solito occhio di artista visivo e fa un piccolo capolavoro di contemplazione esistenziale, che riesce a essere molto divertente (la facce degli attori che reagiscono alla maniacalità del protagonista sono impagabili, e anche le reazioni dello stesso protagonista alle emozioni dei giovani), immensamente suggestivo a livello visivo (le immagini... Continua a leggere →
Il ragazzo e l’airone
Dopo il tutto sommato più realistico Si alza il vento, Miyazaki torna ai suoi soggetti prediletti, costruendo una fiaba con tutti i crismi, una fiaba (come tutte le fiabe) di liberazione mentale e di elaborazione di problemi psichici (le accuse odierne alle fiabe di sessismo fanno ridere: io, purtroppo, sulla fiaba "psichica" ho scritto troppo... Continua a leggere →
Saltburn
Siccome è una merda, ve lo spoilero subito senza troppi sensi di colpa... In un videoclippone tamarro alla Lana Del Rey, un criminale, la cui foto è sul vocabolario alla voce invidioso sociale (neanche tanto povero: la sua famiglia non sta per niente male, ma lui è comunque tanto invidioso sociale), riesce a sfruttare le... Continua a leggere →