La ragazza nella nebbia

È un gran bel filmetto... Ha alcuni difettucci... È indeciso se essere thrilling o denuncia dei mali dei media italiani... e questo cosa comporta? comporta che gli stilemi visivi e diegetici siano tutti derivati da un modello di rappresentazione di genere (fotografia un po' fintosa, personaggi stereotipi, funzioni personaggiose molto definite), all'interno del quale i pistolotti contro... Continua a leggere →

IT di Muschietti

Avviso: la recensione comincia alla parte quarta... tutto quello che c'è prima è noia... - - PARTE PRIMA: KING AL CINEMA Due premesse: la prima è per sfatare le voglie campaniliste italiote: Muschietti potrà sì avere avuto antenati italiani (come decine di milioni di persone al mondo), ma è argentino... la seconda è che io... Continua a leggere →

Un donna fantastica

I film di questo genere sono sempre bene accetti, poiché l'Italia continua a essere un covo di bavosi paurosi e retrogradi, terrorizzati da qualsiasi cosa non sia oggetto delle omelie delle messe... Far vedere più film di questo genere aiuterà di sicuro gli italiani a capire che il mondo è diverso e molto vasto, e... Continua a leggere →

Blade Runner 2049

A me Arrival disse assai poco... Tanto fumo, e tante immagini finto-suggestive per nulla... la trama era furbona ma non fattuale: ludica più che acchiappante... - Blade Runner 2049 ha una sceneggiatura migliore (del vecchio Hampton Fancher, autore del soggetto del film del 1982), che Villeneuve illustra bene, grazie anche a due colossi della visione che sono... Continua a leggere →

Valerian

Leggendo l'esperienza di EvilAle mi aspettavo uno schifo... e me lo aspettavo anche dopo Lucy (numero 4 di Psych!), bellino ma niente di che... - Anche Valerian è carino, ma niente di che... Apprendo da Wikipedia che Valerian et Laureline è una roba del 1967, e farci un film oggi fa quindi parte delle operazioni nostalgia di quelli oggi 60enni, e che si... Continua a leggere →

mother!

Finché Aronofsky ha narrato di psiche personali ha fatto film carini... Requiem for a Dream (2000) è un po' ipertrofico e parossistico (difetti che vedremo essere propri di Aronofsky), ma si regge... The Fountain (2006) e The Wrestler (2008) sono la sua "medaglia d'argento": un po' ridondante il primo, ma ricco di suggestioni soprattutto visive; minimale e... Continua a leggere →

Il colore nascosto delle cose

Quando il cinema italiano parla di qualsiasi cosa non siano vacanze di cafoni o storielle scoparole di corna varie, noi tutti ci meravigliamo... - e ci meravigliamo quando l'Italia tenta di parlare di qualcosa di poco raccontato, per esempio della vita nelle carceri minorili (Fiore di Claudio Giovannesi), della relazione omosessuale tra due donne (Io e... Continua a leggere →

The Beguiled – L’inganno

Io avevo in mente The Beguiled - La notte brava del soldato Jonathan di Don Siegel del 1971, che ho rivisto di recente (l'ho tirato fuori anche per Ãˆ solo la fine del mondo)... - Siegel è sardonico, saturnino, gotico, luciferino, cattivo, sarcastico, e usa il cinema con uno stupeficio immenso, con ricordi, sogni, immagini mentali, orrorifiche, deformate,... Continua a leggere →

Baby Driver

Non c'è che rimandare alla recensione di Sam Simon per sapere tutto sulla genesi del progetto e su come si colloca nella carriera di Wright... - Io partirò ovviamente da lontano... - L'inseguimento, il chase, è una componente importante del cinema... grazie ai film di chase, agli albori del cinema, il film è riuscito a comprendere che esiste un... Continua a leggere →

Dunkirk: letteratura più che cinema

Vediamo di capirci bene... E per capirci bene non c'è che da tirare fuori il vecchio adagio sempre valido, che è questo: leggere è un conto... vedere è un altro... - se una cosa la scrivi, la fai per la lettura, allora usi degli espedienti... e, anche qui, c'è da tirare fuori, come sempre si... Continua a leggere →

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