A Hard Day’s Night arriva 4 anni prima di Sympathy for the Devil, che Jean-Luc Godard gira con i Rolling Stones, e 6 anni prima di Performance, film che Nicolas Roeg gira con Mick Jagger… Arriva, però, 4-5 anni DOPO A Bout de Souffle di Godard, Les Quatre Cents Coups di Truffaut, e Pickpocket di... Continua a leggere →
«The Commitments» di Alan Parker: alcune considerazioni
Partendo dai 38 momenti cardine del rapporto tra musica e film, si può tornare a parlare del film The Commitments di Alan Parker del 1991, oggi assai dimenticato, in forma più osservativo-analitca che recensiva... vediamo... Pubblicitario con l'agenzia di Ridley e Tony Scott, Parker fa il successo con Midnight Express nel 1978, ma lega molta della... Continua a leggere →
Un saluto ad André Previn
Un saluto stratosferico immenso a uno dei più grandi musicisti del Novecento, con cui sono cresciuto… André Previn... uno dei miei direttori d'orchestra preferiti (e mi svenavo per trovare sue registrazioni, molte mai riversate in CD)… uno dei primi che ci ha fatto capire Rachmaninov (i concerti con AÅ¡kenazi sono ancora top di vendite e... Continua a leggere →
[2018] Academy Awards Winners Brief Commentary
MIGLIOR FILMGreen BookNon mi dispiace affatto! MIGLIOR REGIAAlfonso Cuarón -- RomaCon Sam Simon avevo fatto una scommessa scomoda: se avessero dato l'Oscar alla regia a Pawlikowski mi sarei dovuto vestire con abito tradizionale della Slesia, arrampicarmi a San Francesco a Fiesole, e urlare a squarciagola canzoni popolari polacche...Da una parte, quindi, che Pawlikowski non abbia vinto è... Continua a leggere →
[2018] Academy Gimmicks
Su Facebook gira 'sta roba, a cui mi presto con spirito gioioso! Manca sempre meno alla notte degli Oscar. Io non me la perdo mai, pur essendo ormai una baracconata, un po' come i fan sfegatati del giuoco del calcio non si perderebbero mai una finale di Champions, a prescindere che giochi o meno la... Continua a leggere →
Green Book
Un altro film "didattico" e bello "didascalico", a prova di qualsiasi sciocco, candidato all'Oscar (didascalici sono anche Vice e BlacKkKlansman)...Probabilmente c'è da chiarire quali «didascalie» siano più (almeno a mio avviso) sopportabili di altre... E tutte e tre sono «didascalie» per nulla brutte... Sono film benintenzionati, il più possibile simpatici, che prendono per la manina... Continua a leggere →
Vice – L’uomo nell’ombra
McKay è della risma di imbrattatori di pellicole, quelli che girano a caso, e nelle maniere più casuali, e poi riassemblano tutto in un lavoro infernale per il loro montatore... è venuto fuori insieme a Damien Chazelle e David O. Russell... Tra i tre è quello meno "repubblicano", quello meno attaccato alle tematiche del self-made man,... Continua a leggere →
The Mule
Mi piacerebbe molto fare di Eastwood quello che abbiamo fatto per Ridley Scott... Un giorno... The Mule ha i tempi riflessivi di Eastwood: quell'elegia delle antinomie etiche, dei dubbi, che è da Dirty Harry che lo accompagnano... Sapere come «deve essere fatto» ed essere "buoni" e "giusti" anche se in superficie siamo scorretti, razzisti e sessisti... Essere... Continua a leggere →
Il primo re
È un film così, fatto in questo modo: si sa come realizzare una gamba che si sfracella, e allora nel film ci dovranno essere ventordici gambe che si sfracellano... non importa perché, ci devono solo essere... si sa come realizzare un fiume in piena che travolge tutto, e allora ci dovrà essere una bella ondata... Continua a leggere →
La Favorita
Durante il regno di Anne Stuart (1702-1714) è ambientato anche L'homme qui rit di Victor Hugo (1869), una metafora del potere odioso e corrompente davvero magistrale... Lanthimos è alieno dal Romanticismo onnicomprensivo di Hugo, si sa: si muove più dalle parti del teatro dell'assurdo, alla Beckett soprattutto... ma non risulta poi così meno sentimentale, né così originale... Continua a leggere →