Wonder Woman

Fotografia bruttissima, peggiore nella parte iniziale nell'antica Grecia (e cioè quel miscuglio di Matera e Tivoli somigliante soprattutto a quel giochino del Golf per il Mac, Let's Golf ) - Gal Gadot incapace di recitare: le sue espressioni sono un miscuglio di quelle di Monica Bellucci, Luisa Corna e Moran Atias: è sempre sorridente, coccolosa, carinissima, non... Continua a leggere →

Sognare è Vivere

E la Portman esordisce come regista... e scrive anche la sceneggiatura! Si affida a un super-artista delle immagini, Slawomir Idziak, ed è a lui che fa girare il tutto... Il risultato è però "mixed", come dice Wikipedia... - Le scene oniriche sono girate con tanta fantasia, e catturano occhi ed emozioni...  Però le scene "vere"... Continua a leggere →

Covenant Cubo

Siccome continuo a leggere commenti acidi del fandom NON sull'inconsistenza della trama di Covenant bensì sulla sua poca aderenza al canone di Alien, mi sento di ribadire la componente meta-cinematografica della mia lettura, inaugurata in Alien: Covenant... Il discorso che Fassbender-cattivo, secondo me, è Hitler, è in Covenant Again, ma quello che non mi è riuscito di spiegare è che... Continua a leggere →

Covenant Again

Dato che il precedente post sul film (Alien: Covenant) ha raggiunto livelli di fumisteria atroci, eccone un sunto basic, più per me che per gli sparuti utenti del blog, a dire il vero... - A mio avviso la storia di Covenant è la seguente: l'umanità è allo sfacelo... ce lo dimostra il grado di idiozia dell'equipaggio della Covenant:... Continua a leggere →

King Arthur di Ritchie

Non tutto è perfetto... L'insistenza su certe scene di combattimento, così come una poca capacità di "invenzione visiva fantastica", penalizzano soprattutto l'ultima parte: l'ambiente del combattimento finale ha pericolosamente molto in comune con Eragon e Mortal Kombat... Ma sono cose che gli si perdonano, poiché, per il resto, Guy Ritchie fa un capolavorino... - Con il vecchio... Continua a leggere →

Alien: Covenant

I. PREREQUISITO: È certamente chiara una cosa: che Alien è sempre lo stesso film... si spererebbe che questa, quindi, fosse una cosa assodata, certa e sicura... - Quello che conta in Alien, ne consegue, non è, per cui, la STORIA (sempre la stessa), ma è il DISCORSO (la solita distinzione di Seymour Chatman) - - II. INTRODUZIONE: Purtroppo, invece,... Continua a leggere →

Song to Song

C'è da essere onesti e dire che è lungo e che le palle da Firenze ti vanno a Guasticce, però, cazzo, è CINEMA, cinema proprio bello, di quello che ti arrovelli per capire il senso delle immagini che si giustappongono davanti a te e ti COMUNICANO sensazioni, esperienze, impressioni, che te interpreti, elabori, esprimi, noti... Continua a leggere →

La vendetta di un uomo tranquillo

...Oddio, che merda... - - Elogiare uno stile molto cinetico e la capacità di aver fatto un film visivamente decente molto probabilmente con tre lire fa perdere di vista il fatto che la "cinetica" fa anche venire il voltastomaco: è di quei film tutti fatti con la macchina a mano, a spalla, a cavalcioni... illusione... Continua a leggere →

L’altro volto della speranza

Kaurismäki fa il secondo capolavoro dell'anno, dopo Paterson... E lo fa con materiali simili, anche se forse più stralunati... I suoi piani sono semplici e fermi: il senso si ha dalla giustapposizione tra questi piani fissi, quasi come nel cinema primitivo, o come in Ozu e Bresson (nomi che si sono fatti anche per Paterson), o come nei... Continua a leggere →

Kodocha e Orange Road, again

Kodocha e Orange Road sono anche speculari nella loro specularità interna… Mi spiego: Rispetto al manga, Kodocha è un anime “deformato”… I personaggi sono spesso inclini a trasformarsi e cambiarsi: sicuramente fisicamente (Gabriel* che diventa un serpente, per esempio; ma anche la piantina che cresce sulla testa di Tsuyoshi, particolare del manga che nell’anime viene... Continua a leggere →

Blog su WordPress.com.

Su ↑