Passione cinema: 30 Days Challenge

E dopo mesi e mesi riprendo questa challenge da Tony… meglio tardi che mai!

Capolavoro.
Idí i smotrí?

Montagne verdi. 
Non saprei proprio, ma mi viene da dire, più per il verde che per le montagne, Excalibur di Boorman…

Strani amori.
Se ne potrebbero dire tantissime, ma, così senza pensare, mi viene l’amore inaspettato ma fattualissimo tra Rampling e Connery in Zardoz, sempre di Boorman (2 di fila: inconsueto!)

Sì, viaggiare.
Mi viene in mente il Sunchaser, ultimo film di Cimino…

E fuori è buio.
Mi sovviene solo lo scontatissimo Pitch Black di Twohy, di 25 anni fa…

Pazza.
A parte «Pazza pazza pazza su una terrazza» di Raffaella Carrà, mi viene, e non so perché, Silkwood di Mike Nichols…

Mare mare.
Farò una scelta molto strana dicendo The World According to Garp di Roy Hill: sgradevolissimo film, basato su un libro che non ho mai letto, e che ha, come Leitmotiv, una sorta di anatema/profezia riguardante la pericolosa risacca della marea…
Per ridere, potrei mettere un bonus con un idiota film di pirati d’annata: il Cutthroad Island di Renny Harlin…

L’odore del sesso
Mah, andrei sul classico L’amant di Annaud…

America.
Io l’*America* la sento in Killer Joe di Friedkin…

Angelo.
Quella impareggiabile cazzata che fu Date with an Angel: ridancianissima stronzata anni ’80 che aveva una Emmanuelle Beart (fotografata da Alex Thomson) negli anni in cui era più irreale…

Una storia importante.
Reds di Warren Beatty

Come neve.
Runaway Train di Končalovskij…
Ma anche Ostrov di Lungin

Oro.
The Sisters Brothers di Audiard

Milionario.
Ovviamente Slumdog Millionaire di Danny Boyle

Andavo a cento all’ora.
Il sorpasso di Dino Risi…

Ridere.
Io mi vergogno delle risate che sempre mi faccio con la versione italiana di Weekend at Bernie’s di Kotcheff…

Apnea.
The Abyss di Cameron: scontato…

I maschi.
Il giocattolo di Giuliano Montaldo…

Donne.
The Sweetest Thing di Roger Kumble per la cacchiata…
Dolores Claiborne di Hackford per una cosa più seria…

Missili.
The Hunt for Red October di McTiernan…
o anche i due 007 Thunderball di Young e Never say never again di Kershner (provenienti dalla stessa fonte)

Ballo ballo.
Vabbé, Dirty Dancing

Estate.
Badlands di Malick

La notte.
Kontroll di Nimród Antal

Non sono una signora.
Nikita di Besson?

Luce.
Legend di Ridley Scott

Padre madre.
L’Hamlet di Zeffirelli? basato paro paro su quello di Olivier?
Leggono la tragedia in senso edipico…

Un’avventura.
The Goonies di Dick Donner!

Blu.
Blue di Derek Jarman?

Pazza musica.
Joan Lui di Celentano…

Cosa resterà degli anni ’80.
Resteranno Big Trouble in Little China di Carpenter, Labyrinth di Jim Henson e Empire of the Sun di Spielberg!

13 pensieri riguardo “Passione cinema: 30 Days Challenge

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  1. contentissimo tu abbia partecipato, e alcuni film li conosco pure^^
    mi ha sorpreso, tra quelli che ho visto, che tu abbia abbinato la luce a Legend, quando io invece me lo ricordo per le sue tenebre!

  2. Warren Beatty ci ha regalato anche un altro capolavoro, ovvero L’eccezione alla regola. E come film su una pazza forse il film più pertinente da citare è Ragazze interrotte.

      1. Anche Amber Heard ha interpretato la parte di una pazza in The Ward – Il reparto. Visto quanto è emerso dal processo che ha perso contro Johnny Depp, viene da pensare che sia entrata troppo nella parte, e che poi non ne sia più uscita! :)

      2. In effetti la comicità demenziale è così squisitamente americana che difficilmente entusiasma gli europei. I fiorentini in particolare hanno difficoltà a farsi conquistare da questo tipo di comicità, perché sono molto ironici, ma la loro ironia è basata sulla battuta fulminante e magari anche un po’ cattiva, sulla presa in giro, ma di certo non sulle situazioni imbarazzanti e trash tipiche della comicità demenziale.

      3. Io non sono fiorentino di nascita…
        ma, effettivamente, *detesto* la roba demenziale…
        e, in genere, agli spettacoli comici non riesco a ridere mai…

      4. Agli spettacoli comici è difficile ridere per chiunque, perché il pubblico lo sa in anticipo che assisterà ad un fuoco di fila di battute, e quando sei mentalmente preparato alla battuta è più improbabile che scatti la risata. Se invece guardi un film di 90 minuti in cui le battute sono 10 in tutto, non puoi sapere il momento preciso in cui arriverà la battuta, e quindi è più facile ti faccia ridere (perché l’effetto sorpresa è uno dei fattori che più contribuisce all’efficacia di una battuta).
        Inoltre, nei film un attore può far ridere in molti modi (muovendosi in uno spazio, interagendo con altri attori eccetera): uno stand up comedian invece è solo su un palco, può contare solo sulla propria parola e al limite sulla propria mimica, e quindi solo se è un gigante della comicità riesce a far ridere con così pochi strumenti. Andrea Muzzi ad esempio è uno stand up comedian formidabile.

      5. Io do alla parola spettacolo una connotazione più ampia… cioè che qualunque cosa concepita per fare ridere non mi fa ridere… non solo: uno spettacolo può essere “comico” (vedi i “Rumori fuori scena” di Frayn o le commedie di Shakespeare) senza avere le caratteristiche delle battute a raffica…

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