Le assaggiatrici

Sì, per carità, molto bellino: asciutto, dritto al sodo, semplice e rigoroso…

Certo è che, conoscendo Postorino (ma delle Assaggiatrici ho letto solo il primo capitolo), dubito assai che la freddezza di Soldini sia da attribuire al romanzo…

Fatto sta che Soldini non gira male:
tiene sempre la macchina da presa all’altezza dei volti delle attrici, risultando quasi in in un film di primi piani (il modello è forse il Demme di Silence of the Lambs, se non direttamente Bergman?), con centellinate macchine a mano per rendere il nervosismo, ma che per il resto va avanti abbastanza marmoreo…
e i pesanti stacchi in nero che delimitano gli episodi (e sancenti l’elisione del tanto tempo che passa) lo allungano e forse appesantiscono pure di più…

il fermo immagine finale, magari, allude al cinema in maniera un po’ più compiuta…

ma la gran mole del film (che non dura neanche tanto, ma non così poco come dice la Wikipedia italiana: dice bene IMDb: il film dura 123 minuti, non 100), la fanno i tanti dialoghi, resi con i primi piani che, da una parte, restituiscono bene l’urgenza dell’happening (l’attentato di Stauffenberg è reso molto bene dall’obliquità dell’inconsapevolezza dei personaggi), ma dall’altra un po’ soffrono di una conduzione della vicenda stratificata quasi per suggestioni invece che per documentazione

Vediamo di capirsi:
il soggetto acchiappa, e certe cose te le fa vedere tutte, ma ogni tanto si sente che alcuni snodi ci sono rientrati: sono stati fatti bene ma sono stati posizionati là dove magari non era granché il loro posto…
per esempio: la vicenda abortiva è interessante, ma sembra un po’ presa per i capelli da altri sistemi
e porta anche via tempo, quasi, all’antisemitismo…

L’intento di mostrare solidarietà femminile nel mondo di sfacelo nazista è nobile, ma c’è anche un certo tarlo nella storia di sesso/amore col nazista, che magari è malposta…
sembra che Rosa si conceda al nazista quasi affascinata dalla sua nerborutezza e maschioneria violenta, come se quelle fossero cose attraenti
ok, sì, se ne sottrae quando lo scopre sterminatore di ebrei, ma intanto la liaison sembra quasi autentica, anche se è nata dall’osservazione di un comportamento comunque da serio SS, per altro rivolto contro le compagne…

mmm…

non lo so:
magari anche questa tematica (lo si diceva in Lee: tra Lucarelli e Pavese), quella dell’amore per il nazista che comunque sboccia in un tempo in cui l’amore non esiste, può essere interessante, ma Soldini non sembra declinarla né alla Irène Nemirovsky (da Suite française c’ha fatto anche un film, fiacchino, Saul Dibb, al n. 28 di Psych!) né alla Paul Verhoeven (Zwartboek), ma la fa un po’ cadere dall’alto senza grande sviluppo emotivo, e, anzi, con l’aculeo che si diceva della vetusta fascinazione per il violentello (ma io che cacchio ne so?: erano anche altri tempi: vedi anche Moloch)

il dramma è che, coi suoi primi piani giganteschi, e la sua timidina macchina a mano, carina ma forse insufficiente a determinare vera angoscia, Soldini rimane freddo: ti vorresti commuovere, magari incazzare, ma tutto rimane distante: quei primi piani, più che vicinanza, finiscono per esprimere attonita osservazione quasi poco empatica…

E questo anche se è rendicontato tutto quello che c’era da rendicontare:
che la guerra è sempre sofferenza,
che le donne ne pagano le conseguenze atrocemente,
che i nazisti erano lo strazio più vituperante e metafisico dell’esistenza…

…però io piangere non ho pianto…

Non male, anche se semplice, la musica di Mauro Pagani…

Le attrici sono ottime, almeno nell’originale tedesco:
Elisa Schlott è un chicchino,
e Alma Hasun è bravissima nell’outcast apparentemente spinosa ma dal cuore d’oro!

forse un po’ un “manzone” Max Riemelt…

4 pensieri riguardo “Le assaggiatrici

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  1. Non credo che vedrò il film, non mi ispira, ma ho letto il libro anni fa: interessante il tema, e interessante anche l’attenzione data al corpo (dal cibo alle mestruazioni ad altri dettagli che non ricordo), ma poi lo sviluppo secondo me fu scarso, e la storia d’amore tra lei e il nazista mi fece veramente cadere le braccia

  2. avevo intenzione di andare a vederlo, ma con gli orari non riuscivo a mettermi d’accordo con un amico; alla fine è uscito The Last Showgirl e siamo andati a vedere quello

    forse (con 5% delle probs), andiamo uno di questi gg a vedere Cure

Scrivi una risposta a marisa salabelle Cancella risposta

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