Io capitano

S’era già detto in Loro 1 delle differenze tra Sorrentino e Garrone…

e un film necessario sui migranti in era Meloni chi lo fa?

Sorrentino ci vomita addosso le sue cazzate sul «non ti disunire» (che è come dire «non sputare contro vento», o «non cacare senza prima fare lo spiazzo») con i luoghi comuni più deficienti sui napoletani (che, a mio avviso, dovrebbero incazzarsi)

e il film vero sui migranti dopo la Diciotti, la Aquarius, dopo Cutro, dopo Minniti demmerda, e dopo le milionate di morti in mare, chi lo fa?

…lo fa Garrone, ovviamente…

l’Oscar, però, chi lo vince?

lo vince Sorrentino…

riflettiamo bene su quanto l’esistenza sia un errore…

detto questo…

domanda: …Garrone fa bene il film sui migranti in era meloniana?

Sì…

lo fa bene

lo fa con le contro-gonadi…

Con una macchina da presa aerea e volante (più simile a quella di Reality che a quella di Dogman), che passa goduriosamente tra sogno e cruda realtà (altro che Dunkirk della fava), Garrone mostra ai meloniani, ai Vannacci, ai Salvini, ai caproni teste di merda, il problema della migrazione mondiale semplicemente dicendo le cose come stanno…

…per chi quelle cose le sa già, cioè per le persone dotate di encefalo, la cosa rischia un po’ la didascalia, anche se quella macchina da presa fluttuante, quei colori così pittorici (di Carnera), quel montaggio (di Spoletini) così musicale e così adatto agli slanci di umanità (commoventi le perseveranze della compassione anche in mezzo ai ladrocini dello schiavismo: cose sottolineate da Garrone, Spoletini e dagli attori con un miracoloso caleidoscopio di sguardi: sguardi degni di una scena di Giotto o di Petrarca), trascendono subito il compitino ben disposto per diventare emozione da far comprendere al beota, al testa di cazzo che ancora dopo 30 anni (dai primi sbarchi di albanesi) rigurgita le minchiate dette in Le benevole e che qui ripeto:

«Non c’è rimedio. Nel 2050 supereremo i 10 mdi. Chi sopravvivrà?! Chi ha poca densità abitativa, risorse idriche e vasti aree coltivabili. Indicativamente USA, Russia e Canada e si difenderanno con ogni mezzo. Chi meglio si aggiusta il letto, meglio dorme. Noi collasseremo presto.»
«L’umanità ha seguito sempre questa logica ed è riscontrabile a tutti livelli. E’ la sua natura. La puoi soffocare, la puoi truccare, puoi fingere, ma non cancellare e nei momenti critici emerge sempre. Non è una questione di ciò che ci aggrada. ma è ciò che accade da millenni.»

certi pecoroni (con tutto il rispetto per i pecoroni), perfino ministri, ogni volta sfanculano con l’idiozia che «devono stare a lavorare a casa loro»…

Garrone fa del Senegal un posto cromato e carico di folklore (stupefacenti le musiche di Andrea Farri), ma non tace che dormono in 16 nella stessa stanza…

certi rincretiniti, anche magistrati, dicono «eh, ma qui arrivano solo i ricchi che possono permettersi il costoso viaggio»…

Garrone dimostra come ci si procuri del denaro nei lager del Sahara e della Libia

certe sciacquette disagiate, anche presidentesse del consiglio, blaterano «eh, ma dobbiamo inseguire e arrestare i trafficanti d’uomini attraverso tutto il globo terracqueo»

Garrone dimostra come i trafficanti di uomini siano schiavisti in un sistema gigantesco, figlio del capitalismo, che semplicemente ha trovato un modo di guadagno nella fame della povera gente: e con quel sistema di guadagno ci campano in tantissimi: popolazioni intere, interi stati

certi miserevoli cretini, anche passati ministri di sinistra, dicono «si deve trattare con gli stati di partenza perché non facciano partire i migranti»

Garrone dimostra come gli «stati di partenza» siano la incarnazione del sistema capitalistico che guadagna sulla fame: trattare con loro significa essere schiavisti…

e ancora le puttanate del «non possiamo accoglierli tutti», del «se scappano dalla guerra sì ma se sono migranti economici devono affogare», del «ma Malta e la Francia gli sparano appena li vedono avvicinarsi mentre arrivano qui in Italia perché siamo buoni e perché coi migranti ci guadagnano le mafie, le cooperative rosse e gli imprenditori che assumono il migrante a 2 euro invece che l’Italiano a 1000», del «ce li mandano apposta per destabilizzare la nostra economia»

Garrone dimostra come questi luoghi comuni del cazzo evaporino nell’ipocrisia:
la navetta del film passa accanto a un’inutile stazione petrolifera illuminata senza che nessuno faccia una piega: come i cittadini dei paesetti intorno ai lager nazisti: tutti vedono tutto, ma se ne fregano perché, come dice l’obbrobrio di Twitter (ormai X), si pensa che “è sempre stato così, che la gente s’è sempre ammazzata per soldi o denaro: perché fare diversamente?”

e dimostra bene come a nessuno importi

Io capitano non è un semplice sussidiario della migrazione destinato al coglione destrorso, ma è fosca e insieme magica opera di immagine e musica sull’errore dell’esistenza che, come Death and the Maiden di Polanski (che parlava degli orrori latinoamericani), si conclude con un primissimo piano interminabile: Polanski lo usava per far confessare a un nazista sudamericano le sue vergognose colpe, Garrone ci fa invece vedere il primissimo piano di un ragazzo che guarda, che sogna: un primissimo piano che inquadra lo sguardo, il sogno, l’atto del sognare, senza nessuno stacco, senza nessun contro-campo…
…sta a noi scegliere se, nel sogno, o in quel contro-campo che non c’è, vederci l’accoglienza, o l’esistenza negata ai poveri per via del capitalismo…

essendoci nel mondo Meloni, Salvini e Vannacci, e vedendo e sentendo quotidianamente persone che li adorano (anche negando l’evidenza che coi migranti fanno le stesse cose che facevano i tanto odiati comunisti, mentre loro sproloquiavano di un blocco navale a cui poteva credere solo un cazzaro come Cruciani), io ci ho visto l’esistenza negata…

e per non fare male a nessuno buttando le molotov, opto per la disperazione isolante in qualsiasi posto tranne che su questo pianeta…

4 pensieri riguardo “Io capitano

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  1. Bellissimo post.
    Sorrentino è un paraculo intellettualoide, e per questo motivo piace tanto alle intellighenzie e vince i premi; Garrone ha fatto l’errore di mischiarsi al cinema di genere, di giocare con il fantasy, con il grottesco, e per questo non viene considerato sebbene sia, secondo me, infinitamente più bravo, interessante e genuino – e non ti fa rotolare i testicoli in terra mentre guardi i suoi film.
    La distribuzione oscena non ha fatto arrivare Io Capitano dove abito, e devo andare a Brescia o a Verona a vederlo; mi organizzerò appena posso, perché mi piace un sacco Garrone e il trailer mi ha incantato.

  2. Anche a me è piaciuto molto. Le cose che racconta non erano affatto nuove per me, come per chiunque ami informarsi un po’ senza prosciutto sugli occhi, ma molti non le sanno e anche se vedessero il film non cambierebbero di un millimetro le loro posizioni. Un forte impatto visivo, personalmente sono stata impressionata dalle scene di caos e sovraffollamento sulla nave. Commovente il grido finale di Sayed, ahimè ignaro di poter passare per “scafista”…

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