The Banshees of Inisherin

Oggi i film si fanno così…

Fatti apposta per non capirci un cazzo, e costruiti per dare l’idea che invece qualcosa da capire ci sia…

e per darti la falsa idea che qualcosa da capire ci sia ci mettono una vita di dialoghi idioti (la nomination alla sceneggiatura è un insulto), di immagini di sola musica (sempre paesaggisticamente suggestive, come no), di performance attoriali art pour l’art (visto che la trama non c’è)

McDonagh mescola il suo orripilante Tre manifesti a Ebbing con l’altrettanto vomitevole La vendetta di un uomo tranquillo: cosa ne può uscire di buono?

…nulla…

Simbolismi gotici (nel senso di Grant Wood), streghettine presunte, profezie probabili fanno da sfondo a vendette sceme, a tematiche di amicizia virile logore di “onorato” machismo (tematiche della serie «non mi parli più e io ti brucio la casa, così *siamo pari*»: ma *pari* di che???), alla costruzione di atmosfera Irish che vorrebbe essere a metà tra il malsano e l’affascinante (in un paesaggio bellissimo un padre abusa del figlio, per esempio), a comportamenti del tutto idioti (l’espediente di Gleeson che si taglia le dita è alquanto privo di senso, e su di esso si basa tutto il film): per dire che?

probabilmente niente

anche perché, a livello visivo, McDonagh punta tutto su accostamenti di montaggio (che è forse l’unica candidatura all’Oscar meritata [magari è meritata anche quella di Burwell alle musiche, un tale che di Oscar ne avrebbe già meritati 38 ma che è ancora all’asciutto]), sul paesaggismo bello ma un po’ fine a se stesso, e su cambiamenti di fuoco carini ma non di più…

l’unica cosa che mi è rimasta è il vedere la progressiva trasformazione di Farrell in un uomo della vendetta: una progressiva negativizzazione che però viene mangiata da una presunta svolta paranormale, che potrebbe far pensare o che siano tutti morti o che l’isola sia una sorta di Isola di Lost

ma tutto è presunto e probabile, con nulla di certo, perché, come si è detto molto di recente con Zannoni e con Guadagnino, ‘sta roba va avanti per gratificare l’ego di chi si crede un mago dell’esegesi e dell’enigmistica (vedi anche La mano di dio): chi pensa “di capirci”, alla fine qualcosa “capisce”, e questo vale per tutti, anche in maniera contraddittoria…

la tesi che siano tutti morti cozza con la sorella viva e vegeta…
la tesi che è tutto allegoria della Guerra civile irlandese del ’23 è quasi sporcata da una delle ultime battute di Farrell che dice che, bene o male, la guerra è bene che ci sia perché almeno è una cosa certa che non cambia mentre il cambiameto fa male (bella cazzata)…
la tesi della negativizzazione di Farrell è portata avanti col solito sistema di McDonagh di non prendere posizione sulla violenza e, anzi, invece quasi giustificarla (succedeva anche a Ebbing, in cui McDormand andava a vendicarsi dell’assassino della figlia senza che nessuno dicesse niente, e Rockwell andava in giro a picchiare a destra e a manca senza che nessuno si preoccupasse, le immagini meno che mai!), per cui anche quella negativizzazione non serve a niente…

non serve in un film che va avanti mostrando assurdità, violenza gratuita e giustapposizione di eventi che accadono senza che abbiano né motivo né senso di accadere…

simbolo della caducità del mondo?

un altro (come Zannoni e Guadagnino) che ci parla dell’assenza di senso nella vita con un film privo di senso messo insieme con giustapposizione noiosissima di azioni una più scema dell’altra…

A mio avviso The banshees of Inisherin è una merda,

è tempo perso

con un paesaggismo spicciolo e una serie di prove attoriali che non lo assolvono dal suo essere il film paraculo che tutto vuol suggerire per accontentare tutti, che tutto vuole esagerare per stupire tutti, e che tutto vuole rendere bizzarro per accontentare un pubblico che ha paura della banalità

ma tutto è banale di The banshees of Inisherin, perché la voglia di schifare e di stupire è così caricaturale che invece di sorprendere ammutolisce, annoia e stanca…
la voglia di bizzarria è così manierista da essere repellente invece che interessante…
e l’esagerazione di voler suggerire un senso recondito al caso ha stufato…

non addormentarsi è difficile

8 pensieri riguardo “The Banshees of Inisherin

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  1. Wow! Ne avevo letto pure bene…

    Ma Tar lo hai visto? Io ieri, e ho pensato a te tutto il tempo… :–)

    (però mi sa che questa recensione di può applicare anche a Tar…)

      1. A me è sembrato una roba pretenziosa con una trama forzata e per niente credibile… Però c’è tanta di quella musica classica che dovresti vederlo!

      2. Poi ti leggerò allora! :–)

        Magari ti fa come Once Upon a Time in Hollywood e contrariamente alle aspettative ti piace (secondo me no)…

  2. Visto oggi. Che dire… Concordo. Se c’erano dei messaggi me li sono persi, e la cosa di tagliarsi le dita boh… Surreale. In un film che si presenta serissimo, non si capisce che sentimenti voglia suscitare, sinceramente!

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