Animali Notturni

Invece, questo è osannato da chiunque… ne parlano come se fosse il thriller numero uno del mondo…

Mah…

•SCENEGGIATURA

La struttura è copiata da quella del Maestro e Margherita di Bulgakov…

In Bulgakov le storie erano:

  1. Cornice
  2. Romanzo Ponzio Pilato del Maestro
  3. Flashback del Maestro e Margherita
  4. Storia presente di Margherita, coincidente con la cornice

In Animali Notturni le storie sono:

  1. Cornice
  2. Romanzo Animali Notturni di Edward
  3. Flashback di Edward e Amy Adams
  4. Storia presente di Amy Adams, coincidente con la cornice

Questo ispirarsi a un grande romanzo del Novecento non è senz’altro un punto debole dello script di Tom Ford, ma non è neanche un punto forte, poiché rifacendosi a quel modello, Ford crea un precedente e autorizza a fare paragoni…

E nel paragone risulta evidente come gli incastri tra le quattro storie li sappia fare bene Bulgakov e molto meno bene Ford… Tra l’altro Bulgakov non ultimò il Maestro e Margherita, mentre Ford ha potuto finire del tutto Animali Notturni: nonostante questo i giringirelli tra le parti Ford li taglia con l’accetta, mentre Bulgakov li lima alla perfezione…

Ford butta tutto lo stupeficio del passaggio tra le vicende con pesanti stacchi di montaggio che vorrebbero essere suggestivi, con il campo nel presente e il contro-campo nel flashback, o con il suono nel presente e il video nel romanzo… Le trasformazioni che si creano in questo modo però sono farraginose: gli stacchi di montaggio sono troppo bruschi e gli scambi suono/video sono telefonati e prevedibili: più che “incanto” producono banalità…

Inutile scomodare Sergio Leone e i suoi flashback (di C’era una volta il WestC’era una volta in America) per trovare in cinema qualcuno che ha fatto di meglio, poiché già il povero Bill Condon con Mr. Holmes l’anno scorso, ha gestito i ricordi e le immagini presenti con molta più leggerezza e tensione… anche perché aveva meno velleità artistiche!

•ARTISTOIDI

Poiché questo è un enorme punto debole di Ford: pensa di stare facendo chissà quale opera d’arte…

Trucco e parrucco, scene e costumi, sono costosi e stilosi: sembrano proprio fatti per una sfilata o per una galleria d’arte… la cosa non è un male, ma è voluta, insistita e risulta quindi astrusa, ridicola: i vestiti della Adams vogliono essere così “insoliti” che finiscono per sembrare cosplay di Cyborg 009, e la sua casa, per gli stessi motivi, sembra quella dei Jetsons

La fotografia (di McGarvey) è pastosa e pittorica, ma, alla fin fine, si rivela essere tutto fumo e poco arrosto. Gli impasti cromatici e la perfezione lussuosa della composizione e della gestione dell’inquadratura non si accompagnano a vere idee cinematografiche: la macchina cosa inquadra con tutta questa perfezione? Inquadra spesso solo gli occhioni della Adams, e fa risaltare le forme plastiche dei corpi: finisce che la macchina è più un pennello per dipingere su una tela/schermo che un’entità cinematografica che crea essa (con i suoi movimenti e sguardi) la storia…

Non so se mi spiego: a livello “teorico”, il lusso di Ford e McGarvey serve da pura illustrazione, da “mezzo” e non da “fine”…

Chi ha negli occhi Neon Demon, film che molti hanno ritenuto sopravvalutato, non potrà non paragonare la similare perfezione di Refn e Braier a questa di Ford e McGarvey: e nel paragone è evidente quanto Ford e McGarvey siano “vuoti” rispetto a Refn e Braier…

Sembra che Ford volesse addirittura copiare Refn e che a livello meramente tecnico ci riesca, ma che poi non ce la faccia ad andare in fondo, non ce la faccia a usare con la stessa consapevolezza mezzi e sguardi… 

Finisce che Refn ti imbambola anche per la sua valenza di forma che *diventa* contenuto, e Ford invece ti spalla perché la sua forma resta solo forma, una forma che fa da raffinata cornice a un contenuto (vedremo anche abbastanza scialbo), una cornice assolutamente ancillare e non centrale nell’idea di cinema di Ford…

Ricapitolando: Ford imbastisce lo show con talento e grazia, ma ancora non capisce che la macchina non è un occhio per vedere uno spettacolo, la macchina è lo spettacolo… Quando capirà questo sarà un grande regista, ma per ora…

•I PROBLEMI DEL NOIR

Il succo sarebbe quello che l’Arte ti acchiappa e ti fa immedesimare: Edward scrive un bel romanzone coinvolgente, fa “innamorare” la Adams che, con una serie esagerata e ripetitiva di sottolineature superflue, si immedesima nel protagonista del romanzone così da tornare a provare empatia…

[Tra l’altro, che la Adams senta su di sé i dolori del protagonista del romanzone è ribadito così tante volte, a livello sempre più elementare (si giunge a farci sentire i loro cuori che battono sincronizzati: come in una puntata di Kiss Me Licia), che alla 116esima inquadratura a split screen dei due accostati a sospirare all’unisono per evidenziare ancora la loro identità emotiva, ti può venire solo da spernacchiare…]

Il romanzone vorrebbe essere un vero thrilling esasperato, marcio e duro… Però è condotto con lo stesso lusso artistoide della cornice, e quindi manca di compattezza e coesione. Dopo un inizio sfolgorante (l’unica cosa veramente bella del film), il romanzone, con Michael Shannon che tossisce, Taylor-Johnson che caga, e Gyllenhaal che si dispera, si affloscia… Per rendere davvero avrebbe richiesto una mano esperta, più abile nel mostrare le storture metafisiche della violenza: ci sarebbe voluto, per esempio, William Friedkin… Ford, invece, la butta anche stavolta sul prevedibile, su un finale convenzionale, e affida tutto il “metafisico” alle solite inquadrature del cielo e delle nuvole al tramonto, che McGarvey inquadra bene tecnicamente, ma si vede non avere uno “sguardo”, e quindi, quando nel momento di tensione si stacca su queste nuvolone rossicce, beh, la tensione evapora tutta… e velocemente… Caro Ford, se non ti chiami Terrence Malick, gli stacchi sulle nuvole è bene farli meno…

Il romanzone si arena, ma la Adams si immedesima e il cuore gli batte all’unisono con quello del protagonista tanto che…

…ma il finale non ve lo dico…

Vi dico solo che è un finaletto, che non fa che ribadire la forza della diegesi, la forza dell’immedesimazione e della catarsi: diegesi e catarsi usate come vendetta verso un torto subito nel passato da un “nemico” della Adams… e quindi il tutto dovrebbe trasformarsi in un film di vendetta, ma nelle acconciature strane, nelle tinte rossicce dei capelli, nelle stanze arredate futuristicamente, questa vendetta, a mio avviso (nonostante due o tre quadri appesi nella galleria della Adams che la preconizzano), si perde del tutto…

[Tra l’altro, un inno alla potenza della diegesi giunge da un film che, come abbiamo visto, di problemi diegetici ce n’ha un bel po’… Alla fine l’inno alla forza del narrare di Animali Notturnsembra un inno alla potenza dei pittori rinascimentali fatto con Paint… E anche qui è evidente il gap con Neon Demon: Refn demoliva la violenza della società dell’immagine facendo diventare il suo film un’ambigua società dell’immagine, mentre Ford idolatra la diegesi senza però fare diegesi…]

•IL VERO PUNTO DI FORZA

Ma in mezzo a tutta questa imperizia nel narrare e nell’inquadrare, Ford ci regala almeno una scena fatta bene: l’inizio del romanzo di Edward…

È violento, metafisico, ti prende per forza, ti impaurisce, ti fa piangere, ti stritola, con lentezza e stillicidio, e quindi con un’efficacia suprema…

Però dopo, come vi dicevo, si affloscia con le sigarette di Michael Shannon, le evacuazioni di Taylor-Johnson, le nuvole a caso, e gli spari gratuiti e previsti…

Ed è un vero peccato, perché se tutto il film avesse mantenuto quel livello sarebbe stato davvero un capolavoro dell’horror metropolitano…

Leggete anche i pareri favorevoli di Sam Simon e ItaCinephile!

3 pensieri riguardo “Animali Notturni

Aggiungi il tuo

  1. https://theitacinephile.wordpress.com/2017/01/03/animali-notturni-di-tom-ford-2016/ non sono d’acccordo! Il film è sensazionale! Come dici tu potrei essere uno di quelli che li osanna, ma in realtà si tratta di un’opera d’arte autentica. Per quanto riguarda il maestro e margherita non sono d’accordo. Sono due cose molto diverse. In Animali Notturni la vicenda reale non si mescola con quella del libro: Edward la usa per vendicarsi ma nel testo sono presenti solo piccole autobiografie e alter ego. Sono due storie separate. Sono solo impressioni eh ;)

    1. Anche le mie sono solo impressioni! È piaciuto a molti miei amici (linko anche il parere di Sam Simon), ma a me ha fatto perfino ridere (tranne la bellissima e angosciante prima parte)… Io l’Arte pittorica l’ho vista molto di più in Neon Demon di Refn, accompagnata da maggiore sapienza “cinematografica” oltre che pittorica… Ma i gusti sono gusti eh!

      1. Devo ancora vedere neon demon! Purtrpo sono rimasto un po’ indietro! Recupero subito!

Scrivi una risposta a Nick Shadow Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑