Weaving a Story

Io so una cosa che tu non
sai!
Io so una cosa che tu non
sai!
Io so una cosa che tu non
sai! 

[il Fantasma del Natale Presente a Frank Cross –
interpretata da Carol Kane – scritta da Mitch Glazer – da “Scrooged: S.O.S.
Fantasmi” di Richard Donner, 1988]






Interrompiamo per un
attimo le rincoglionerie mortifere e denigratorie del mondo e della vita
(povero Drago…) e ributtiamoci ai soliti strali assoluti nei confronti delle
cazzate…
E riparliamo, dopo un po’
che non se ne parlava… delle tanto odiate, discusse e vituperate dediche dei
miei spettacoli, che tanto dànno fastidio a chiunque…



Sarò esplicito e non
rompetemi i coglioni…



Closer portava la dicitura:
For CHIARA and All My Loveless Friends

Su Closer ci sono
un sacco di equivoci…
Vi ripeto ancora una volta
che Closer “proponeva”, proponeva dei comportamenti…
Ed era una “favola
morale”…
Il film di Nichols era
servito per gettare luce su alcune situazioni della pièce di Marber… e lo
spettacolo nostro era una distruzione della pièce di Marber…

Closer diceva: “ehi! Potete sicuramente comportarvi così
[come i personaggi di Marber…], ma noi preferiremmo, per il bene vostro, che vi
comportiate cosà [come gli interludi]”

ma ho detto male, poiché
non imponeva e, vedrai, non proponeva niente…

Closer era un AUGURIO
L’augurio di non trovare
mai gente che si comporta come i personaggi di Closer

Closer era trattato come un “mondo” cattivo dove l’Amore
non c’è…
Un mondo in cui arriva
Perceval… Alice… e arriva a cercare la Verità… [Perceval cerca sempre il Graal,
e il Graal è sempre la Verità, ricordatevelo… il Graal non è nient’altro: è
solo la Verità… persino in Dan Brown…]
E ovvio che la Verità è
l’Amore…
E Alice, nel mondo di Closer,
non trova assolutamente l’Amore… trova solo gente che si comporta come si comportano i personaggi di Closer:
trova un Dan cattivissimo
[Mordred]
una Morgana indecisa e tremebonda
della vita [Anna]
un Merlino furente e
cavernicolo [Larry]
La nostra Alice ci prova
con Mordred: avrebbe potuto renderlo migliore, se solo Mordred non avesse fatto
Mordred… se solo Mordred le avesse permesso di amarlo… ma Mordred non ama
nessuno, e se ne accorge perfino Morgana…

in mezzo al mondo di Closer
vediamo un altro mondo… un altro posto… il mondo degli Interludi…
in cui tutto è spensierato
e giocoso…
i motivi per cui la gente,
nel mondo di Closer, soffre e si fa i problemi, nel mondo degli
Interludi sono solo ragione di risate e di spensieratezza (Dana e James).
Le ragioni per cui in Closer
ci si lascia, negli Interludes ci si abbraccia ancora di più (Raoul e
Christine).
L’interesse verbale per le
cose sessuali del mondo di Closer viene messo alla berlina dalle
lamentele surreali di due amiche (Alina e Celine).
Ogni cosa, in Closer,
è parossisticamentre tragica, mentre negli Interludes anche lasciarsi è
definito e fa stare meglio (Gloria e Donald, Patty & Luke)…
Negli Interludes si sta bene…
E gli Interludes si
intersecavano a Closer come se Closer fosse letto da una persona
seduta ad un tavolo esterno di un bar… con la strada lì accanto a lui… e per
strada ci sono tutti i protagonisti degli Interludes (e, per strada, ci sono
anche tutte le musiche bimbettare: le Superchicche, Chamma Chamma), e il nostro
lettore ogni tanto alza lo sguardo e vede gli interludes agiti per strada, che,
nella sua immaginazione di lettore, si mescolano al Closer che sta
leggendo…

Alice, in Closer,
non trova l’Amore… trova solo sotterfugi e giochini odiosi… e perfino uno
schiaffo…

allora scappa…
c’è una nota che lì lì può
sembrare penosamente senza scampo:
quando è all’aeroporto
Alice è in pigiama…
quindi, forse, sta solo
sognando di scappare…
…ma, in realtà, forse, non
fuggirà mai…
e i titoli finali scorrono
su questo dubbio pessimistico atroce…
i personaggi di Closer
sono lì a camminare sul palco, senza toccarsi e senza guardarsi…

Closer sembra aver vinto: non c’è contatto se non
esclusivamente sessuale, non c’è dialogo se non esclusivamente combattivo e
nicciano [in cui si parla solo di volontà di potenza, come quello tra Larry e
Dan]: non ci si parla, non ci si vede, e non ci si tocca…

Closer sembra finire così…
E persino Alice è lì… che
pare ingabbiata…
Ma è ancora in pigiama…

I titoli finali, però,
dedicano tutto a Chiara e ai miei amici senza amore…
…citano Creamy…
e finiscono con AMATEVI
SEMPRE…

e poi,
la sequenza dopo i titoli…
che è il significato di Closer
la cosa più importante…

Alice stavolta è vestita…
è vera… non sogna…
È per strada… per la
stessa strada? Forse…
La gente le va addosso e
lei la affronta decisa e consapevole…
E un uomo la scontra… ed è
LUI a dirle quello che, di solito, dice lei… (Hallo, Stranger…)
È lei ad essere
“abbordata”… ed è lei che, finalmente, si sente dire quello che vuole sentirsi
dire…
È l’uomo da un altro
posto…
La sequenza post-titoli
non è più Closer
È da un’altra parte…
Perceval ha trovato il
Graal…



 
La dedica di Closer
è un AUGURIO:
CHE POSSIATE TUTTI TROVARE THE MAN/GIRL FROM ANOTHER PLACE
Colui/colei che vi dice le
cose che voi vi volete sentir dire…

Ed era certamente un
Augurio a Chiara,
che qualcuno, finalmente,
la trattasse come lei voleva essere trattata… lei che aveva sempre trovato dei
Dan fino ad allora (mai uno differente a Dan)… sempre considerata “a metà”,
sempre considerata “a gettone”, sempre considerata bimba (come Alice), sempre
considerata adatta a proposizioni drammatiche (mai tranquille)…
Io auguravo a Chiara di
fuggire dal mondo di Closer
Io volevo che la gente
uscisse da Closer con la voglia di fare come gli interludi e con il
disgusto per come agisce Dan… con la “pena” per come agisce Anna… con la
simpatia per l’intraprendenza luciferina (merliniana) di Larry… e con il
desiderio di non venir mai trattata come Alice!… con il desiderio di avere un
riscatto, e di voler trovare un “man from another place” come Alice…
Per me tutti quelli di Closer
si comportano “male”, e quella che ci rimette più di tutti è Alice, perché
Alice non è di Closer (Alice viene da lontano… ed è lì di passaggio)…
[Anna non ci rimette più di tanto, perché Anna, nella sua depressione
tragicamente incerta, è perfettamente radicata nel mondo di Closer].
Per questo era dedicato a
tutti coloro che erano senza amore… era dedicato a tutti gli “Alice” che
conoscevo, impersonati da Chiara per pura antonomasia…
E per tutti questi c’era
l’augurio: “Possiate anche voi trovare the man/girl from another place;
possiate anche voi fuggire e trovare ciò che cercate [“ma solo chi lo cercherà
lo troverà”, canta Creamy all’inizio], come Alice, come Perceval…”

E quelli (Estate 2006)
erano tempi in cui ero circondato dai “senza amore”, da Perceval che lo
cercavano senza trovarlo, da Alice rinchiuse nel mondo di Closer…:
rammentatevi quei tempi e ricordate… sennò, prendete i titoli finali e leggete
le Personal References: ci sono tutti… in ordine alfabetico…



Certo, ovviamente per
caratteri diversissimi e già allora a loro modo ostili (come eravamo io e
Chiara dopo la lavorazione di Camille, assai turbolenta sia
artisticamente [lei non sopportava che la Maraini mi facesse schifo] che
umanamente [lei non sopportava che non mi riuscisse di non essere
“obiettivamente sincero” riguardo alcune cazzate personali: secondo me non
sopportava che non le dessi ragione a tutti i costi…]), Chiara non ha capito
una sega del mio augurio… e l’ha ritenuto una mancanza di rispetto, un’accusa
nei suoi confronti…
Per lei l’aver
“condannato” i comportamenti del mondo di Closer voleva dire condannare
lei e i suoi comportamenti… l’aver condannato Dan voleva dire aver condannato
lei stessa… ha visto un’infinità di insulti a lei, e li ha visti nel
trattamento “fatuo-depressivo” di Anna, nella condanna di Dan, nella
glorificazione di Alice…
E la dedica finale l’ha
vissuta come una beffa, come un’ennesimo insulto… non come un augurio ad essere
amata, ma come condanna a lei della serie: “tu lo dedichi a me e ai miei amici
«senza amore» non perché ho bisogno d’amore, ma perché tu mi consideri incapace
di amare, mi consideri «senza amore» in senso transitivo e non passivo… non mi
fai un augurio di essere amata, mi insulti dicendomi che sono incapace di
amare…”



E vabbé Chiara l’ha capita
così e non c’è nulla da fare…
La dedica, ad una
fantascientifica replica, resta… perché continuano ad esserci molti «senza» (e
quindi «bisognosi») d’amore tra i miei amici… e Chiara continua ad essere tra
questi…

[N.B.: io continuo a
dirlo: Closer è il mio spettacolo super più, forse anche più di Ernesto…
quello in cui ho detto di più e quello che, secondo me, è alla base di
qualsiasi altro esperimento fobbistico tentato finora:
la “sboccatezza” esplicita
sessuale e le proiezioni si ritrovano in AedeMedeA;
il parlare “al presente”
(la prima volta nel FOB, prima di allora solo rivolto al passato) e la
precisissima struttura proiezioni/musica ci sono anche in Occidente]










La dedica del Mad
Roland
, invece, è un RINGRAZIAMENTO…
Ad Elisa…
Perché ad Elisa…?


Ve lo racconto oggi verso
le 18…










Lalalù…








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