Cinque luci verticali, inframezzate, come triglifi, da quattro riflettoroni a terra, quasi come mètope, sono la scena per una ragazza in rosso, col microfono, che, spumeggiante, ci racconta, con la consueta verbosità vuota dei monologhi, ma con un testo molto vario e performativo più efficiente nel tenermi concentrato, i suoi amori, e i suoi evidenti... Continua a leggere →