Vecchio testo del 2013 che riciclo, non so perché, qui...la sua vecchiaia è tanta, visto che la "tendenza realistica" di Hollywood qui descritta oramai non esiste più... -- Una tendenza viva e fattiva del cinema contemporaneo è il narrare vecchie fiabe e vecchi racconti di magia in chiave, per così dire, "realistica", spogliandoli cioè della... Continua a leggere →
«Teléc» [Taurus] di Aleksándr Sokúrov, 2001
Teléc (Taurus, Toro o Telets), il film che Aleksándr Sokúrov ha dedicato a Lénin nel 2001, è il secondo film della tetralogia sul potere che il regista (col frequente collaboratore Jurij Arábov) ha iniziato con Molóch (1999, su Hitler), e ha proseguito con Sólnce (Il sole, 2005, su Hirohito) e Fáust (2011). L’impianto di Teléc... Continua a leggere →
«Opera No. 1» di Hal Hartley, 1994
Opera No. 1, small film (with music) by Hal Hartley Poco più di 8 minuti: pochissime inquadrature di una sorta di capannone o fabbrica o scuola dismessa o teatro diroccato, fatiscente e abbandonato, con le crepe ai muri, l'acqua per terra e i tarli sulle persiane e le ringhiere (la mente fatiscente alla Fellini: le... Continua a leggere →
«Inside Moves» di Richard Donner, 1980
Lavorato mentre si leccava le ferite del licenziamento da parte dei Salkind da Superman II, è un film a cui Donner lavorò molto e che finì per produrre quasi da solo dopo l'iniziale interessamento della Paramount... Girato con sicura grana visiva da Laszlo Kovacs, che garantisce colori sgargianti e una fantastica motilità narrativa della macchina... Continua a leggere →
«Ladyhawke» di Richard Donner, 1985
Oltre alla sempre divertente aneddotica sulla lavorazione, che è ben reperibile (nel libro di memorie di Tom Mankiewicz ci sono gustosi aneddoti, davvero di prima mano sulla permanenza italiana di Donner, su quanto fosse enormemente pagato Storaro, e su come tutti volessero farsi Pfeiffer; e nella biografia di Christie se ne leggono anche di più... Continua a leggere →
«Letjat žuravli» [The Cranes are Flying] di Michaíl Kalatózov, 1957
Kalatózov (il maestro di Soy Cuba) costruisce un drammone che, in contemporanea con Vita e destino di Vasilij Grossman (vedi La torre) in appena iniziata èra Chruščëv, illuminò il dramma della Seconda guerra mondiale dal punto di vista sovietico e, nonostante un finale "ideologico" (il dolore individuale della protagonista si sublima nella gioia per la... Continua a leggere →
«Cabaret» di Bob Fosse, 1972
Dopo i disastri di La La Land, ci si stupisce per come un film di 50 anni fa, ambientato 100 anni fa, possa essere così odierno... La trama mostra la lotta di personaggi genderisticamente complessi, e sicuramente fluidi, tra il doversi guadagnare da vivere a ogni costo, tragicamente, con l'alternativa di morire di fame, e... Continua a leggere →
«Sanatorium pod klepsydra» di Wojciech Has, 1973
Prima di Ende o Gilliam e dopo Fellini (ma prima del Casanova), Sanatorium è un incubo che precede Inception, Interstellar e Tenet (e ha solo un'ombra di somiglianza con L'inquilino del terzo piano [Witold Sobocinski, alla fotografia, poi ha molto lavorato con Polanski] e Shining) nel parlare della freccia del tempo (come in Rovelli si... Continua a leggere →
«Ja – Kuba» [Soy Cuba] di Michaíl Kalatózov, 1963
Versione "scacia" di un articolo uscito un mese fa su Passparnous! - Ja - Kuba (il trattino è doveroso: il verbo essere in russo non fa copula), in spagnolo Soy Cuba e in inglese I am Cuba, è un film del 1963 di Michaíl Kalatózov, girato col supporto sia di Chruščëv sia di Castro per... Continua a leggere →
«The Rachel Papers» di Damian Harris, 1989
Insieme a Say Anything... di Cameron Crowe, è il film che, nella mia infanzia e adolescenza, ha strutturato la mia adorazione per Ione Skye, la quale, purtroppo, dopo quei film, è quasi del tutto sparita come attrice (figlia del cantante Donovan, con il frontman dei Red Hot Chili Peppers ha avuto una relazione potente e... Continua a leggere →