Don’t Worry

E la stagione comincia con uno straordinario Gus Van Sant, che riesce nella crasi tripla tra il film di handicap, quello del "fine vita" e quello dell'alcolizzato che si redime, in un lavoro ben superiore a tutti i film hollywoodiani sull'argomento (se ne parlava in Il colore nascosto delle cose e un po' anche in quella lagna di Manchester... Continua a leggere →

Il papiro del 2017/’18

Eccoci al papiro della stagione cinematografica del 2017/2018: 54 titoli quello del 2016/2017 (47 film) è in La Caduta di Pontoppidan quello del 2015/2016 (47 film) è in Jiminy Cricket quello del 2014/2015 (32 film) è in Psych! quello del 2013/2014 (36 film) è in Il Conte di Palomino quello del 2012/2013 (38 film) è in C U Next Tuesday... Continua a leggere →

Lady Bird

Quando i film come questo - quelli della teen-ager americana che voleva essere ricca e combatte con la madre per primeggiare nella vita, litiga con le amiche del cuore per ingraziarsi le riccone, poi torna dalle amichette per andare al ballo di fine anno, e poi va al college piena di speranze, mentre nel frattempo... Continua a leggere →

The Square

Forse è il collasso della società odierna, divisa tra ricchi e poveri, beoti ed elitari, che polarizza il cinema in due correnti estremizzate... Nella società c'è metà della gente che miniaturizza la complessità del mondo rendendola «semplice»: Salvini, Trump, Le Pen, gli analfabeti funzionali: propongono modi semplici per affrontare problemi scomponibili e "vicini", sbattendosene del... Continua a leggere →

Il giovane Karl Marx

È un film simile a quelli descritti in L’ora più buia... Laccato, attento alla ricostruzione, preciso, rievocante... Non è spiacevole, ma, a mio avviso, ha alcuni problemi di freddezza e di "volare basso"... più che i film citati in L'ora più buia, ricorda prodotti un po' "minori", o un po' più "persi" nello stream dei tanti film storico-importantosi...... Continua a leggere →

The Party

Finalmente ho visto The Party grazie all'Arena di Marte, e non posso che accodarmi a quanto già detto da Sam Simon, variando di poco il suo impianto recensivo, ma virando più sulla «normalità» che sul miracolo... Il film è carino, intelligente, girato con somma cognizione di causa, divertente e riflessivo, socialmente e politicamente (il Party potrebbe essere non... Continua a leggere →

La casa sul mare

Il cinema francese è visto poco bene dal grande pubblico, che ne accetta solo (anche se spesso con molto successo) la versione comicarola, e spesso è oggettivamente radical chic nelle sue espressioni "politiche"... Chi è abituato a discorsi politici "seri", a livello "americano", contrapposti tra una destra marcata e una "sinistra" marcata (democratici e repubblicani: che,... Continua a leggere →

Il sacrificio del cervo sacro

È molto facile individuare gli ingredienti, tra gli altri ci sono: Shining di Kubrick Cape Fear di Scorsese (in misura minore quello precedente di Thompson) La luna e i falò di Pavese Maps to the Stars di Cronenberg Neon Demon di Refn Drag me to Hell di Raimi Melancholia di von Trier Il tempo dei... Continua a leggere →

Maria by Callas

Non sono incline a cedere al divismo... Non ho mai preso parte alla polarizzazione, tanto in voga tra i melomani, tra Callas e Tebaldi (le ho sempre ritenute cantanti di repertorio "diverso": la Callas più per Bellini, Donizetti e Bellini; Tebaldi più per Verdi e Puccini, nonostante i molti interventi verdiano-pucciniani-veristi della Callas)... Per cui... Continua a leggere →

La truffa dei Logan

Recensione breve... Soderbergh gira bene: pur nel cristallino stile diegetico senza scossoni, trova sguardi e "fatti visivi" molto interessanti e mai banali, frutto di uno sguardo vero, da regista molto bravo... Gli attori sono in parte (Adam Driver, spesso da me paragonato [in privato] a un pesce, sfoggia una maschera da moschettiere, quasi da Oliver Reed [senza... Continua a leggere →

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