Per la giornata internazionale del coniglio, ho deciso di ricordare questo complesso film, citato spesso, nelle liste nerdaiole, come uno dei più disturbanti, almeno del decennio 1970s... - Basato su una articolato romanzo di Richard Adams del 1972, il film fu tanto voluto da Martin Rosen, un neofita del cinema, che aveva alle spalle soltanto... Continua a leggere →
Once Upon a Time in Hollywood
Se date una "letta" alla lunga discussione che ho avuto con Sam Simon a proposito di Tarantino (la trovate a seguito del post sull'Ottava vibrazione di Lucarelli), vedrete quanto io sperassi davvero tanto che questo film mi facesse schifo... Se mi faceva schifo avrei confermato tutti i miei pregiudizi su Tarantino, secondo me ormai decotto... Continua a leggere →
«Concerto for Group and Orchestra» dei Deep Purple come apripista di una musica “senza confini” dall’atonalismo a oggi
Per la prima volta raccolgo il testimone da un post precedente non mio, cioè dall'analisi rock del concerto offerta da Cose Preziose, che ringrazio tantissimo per avermi coinvolto... - Per me, classico in musica e grafomane in blog, parlare dell'operazione dei Deep Purple non è stato per niente facile, perché sono dovuto «partire da lontano»,... Continua a leggere →
«Inside Llewyn Davis» dei Coen: il lutto come incontro-scontro tra Arte e Industria
Finora abbiamo visto film che illustravano una intera parabola di un gruppo rock, vero o fittizio che fosse… e nei film che abbiamo visto si vedeva affinarsi un linguaggio che abbiamo visto spopolare in grossi successi mainstream di oggi: A Star is Born, Bohemian Rhapsody e Rocketman... Oggi iniziamo a vedere altri aspetti: vediamo quanto... Continua a leggere →
Martin Eden
È un film da festival, volutamente complicato, che se non avessi avuto presente la sinossi del romanzo di Jack London mi sarebbe risultato ancor più oscuro, ma è di quei film che a me piacciono... È fatto di immagini belle ma non lussuose né ostentate...immagini di una grana da Nouvelle Vague, alla Louis Malle, alla... Continua a leggere →
Il secondo capitolo dell’«It» di Muschietti
C'è una vecchia teoria marxista-sessantottina secondo cui i film standard durano 90 minuti perché quella è la durata che permette allo stronzissimo esercente, altra faccia dei cattivissimi produttori industriali (tutti capitalisti assetati di plusvalore, bastardi dentro, anti-artistici), di proiettare, nelle sue sale, più film al giorno, così da guadagnare di più rispetto alla proiezione di... Continua a leggere →
«Threads» di Mick Jackson, 1984
Threads è abbastanza "rinomato" per essere uno dei film più disturbanti che si possano vedere...Non è un prodotto di cinema, è una sorta di fiction sperimentale della BBC, girata nel 1984 da Mick Jackson... un regista che ha una nomea negativa per il suo lavoro su due blockbuster abbastanza decotti, The Bodyguard di Kevin Costner... Continua a leggere →
Un po’ di Mad Max, parte IV
Continua dalla parte terza... Di Fury Road s'è già un po' parlato, nella sua recensione, al numero 30 di Psych!, e s'è tirato fuori per comprendere il finale dell'Orlando furioso... - Le cose più evidenti da evidenziare, oltre al guadagno di un'ulteriore quarto d'ora in più rispetto a Beyond Thunderdome (Fury Road è quindi un... Continua a leggere →
Un po’ di Mad Max, parte III
Continua dalla seconda parte... -- Beyond Thunderdome dura un bel quarto d'ora in più degli altri... Dicevamo che, pare, molto sia stato girato da George Ogilvie, che non era un demente... 14 anni più anziano di Miller, una sorta di guru del teatro e della TV australiana: un maestro di regie teatrali, operistiche, e perfino... Continua a leggere →
Un po’ di Mad Max, parte II
Continua dalla parte prima... Il secondo e il terzo sono simili per tipi coinvolti e per strutture di trama: in entrambi Max si imbatte in una comunità da salvare...nel secondo troviamo una configurazione che anticipa di molto l'ingaggio di trama del quarto...Secondo e terzo sono accumunati dalla stessa troupe (Semler, Walker, Moriceau), dalla stessa idea... Continua a leggere →