È un argomento annoso di questo blog l'interrogarsi su (e l'odiare) il sistema della nostalgia che, almeno dal 2011 (da Super 8) e poi dal 2016 (esempi illustri sono Strange Things, Rogue One, Valerian, IT ecc. ecc. fino agli odierni Ghostbusters, Flash e Indiana Jones) appesta il cinema... Se ne parla molto qui, qui, e... Continua a leggere →
«La cripta dei cappuccini» di Joseph Roth
Lo spregevole classismo di fondo (con i nobilastri lamentosi di non comandare più) è riscattato da una delle riflessioni più cupe e dolenti che si possano immaginare sulla impossibilità di vivere una vita degna in un mondo che marcisce dall'interno, portato via dalla corrente dell'entropia e appunto sbriciolato dalle sue stesse contraddizioni... Rispetto all'analogo Mondo... Continua a leggere →
«La leggenda del santo bevitore» di Joseph Roth
Non sono riuscito ad avere tra le mani (ma presto l'avrò) la prima traduzione italiana Adelphi di Chiara Colli Staude del 1975 (condotta sull'edizione di Colonia del 1956), per cui ho optato per la versione di Giulio Schiavoni per Rizzoli, copyright 2012, che invece si basa sull'edizione di Amsterdam del 1939... Schiavoni usa il termine... Continua a leggere →
«Due ussari» di Lev Tolstoj
L'edizione ha fatto la sua parte: una straordinaria ristampa dell'Unità di Veltroni (1992) di un testo che Italo Calvino compose per la sua collana "Centopagine" di Einaudi nel 1973, con traduzione di Agostino Villa... Con Lei dicevamo che Calvino scrive un'introduzione colta e felice, che bene illustra i dualismi del racconto, ma che forse non coglie... Continua a leggere →
«Letjat žuravli» [The Cranes are Flying] di Michaíl Kalatózov, 1957
Kalatózov (il maestro di Soy Cuba) costruisce un drammone che, in contemporanea con Vita e destino di Vasilij Grossman (vedi La torre) in appena iniziata èra Chruščëv, illuminò il dramma della Seconda guerra mondiale dal punto di vista sovietico e, nonostante un finale "ideologico" (il dolore individuale della protagonista si sublima nella gioia per la... Continua a leggere →
«Cabaret» di Bob Fosse, 1972
Dopo i disastri di La La Land, ci si stupisce per come un film di 50 anni fa, ambientato 100 anni fa, possa essere così odierno... La trama mostra la lotta di personaggi genderisticamente complessi, e sicuramente fluidi, tra il doversi guadagnare da vivere a ogni costo, tragicamente, con l'alternativa di morire di fame, e... Continua a leggere →
«Sanatorium pod klepsydra» di Wojciech Has, 1973
Prima di Ende o Gilliam e dopo Fellini (ma prima del Casanova), Sanatorium è un incubo che precede Inception, Interstellar e Tenet (e ha solo un'ombra di somiglianza con L'inquilino del terzo piano [Witold Sobocinski, alla fotografia, poi ha molto lavorato con Polanski] e Shining) nel parlare della freccia del tempo (come in Rovelli si... Continua a leggere →
Evelyn e la magia di un sogno d’amore
È la seconda delle majokko (le maghette) della casa di animazione nipponica Studio Pierrot, uscita nel 1984...la prima, L'incantevole Creamy, era uscita nell''83...seguiranno Magica Emi ('85) e Sandy dai mille colori ('86)...nel 1998 ci sarà una riproposizione post-moderna del ciclo in Fancy Lala... Rispetto a Creamy (che è nel 10 personaggi) è evidente che il... Continua a leggere →
Un po’ di Norvegia (Oslo, Alta e Nordkapp)
Per la serie (come per le traduzioni, non c'è in realtà alcuna serie!) viaggi comodini e se si spende un po' di più chissene, si va niente meno che a Capo Nord! Naturalmente io sono io, e quindi non aspettatevi di leggere roba turistica! La componente comodini si esplica con la volontà di andare a... Continua a leggere →
«I cosacchi» di Lev Tolstoj
Come per tutti i racconti di Tolstój è assai arduo ricostruire un loro iter editoriale con i semplici mezzi domestici degli OPAC di biblioteche, che, il più delle volte, sono incapaci (per mere ragioni economiche) di rendicontare sia i singoli racconti presenti in sillogi con un titolo di insieme sia, ancor di più, i loro... Continua a leggere →