Molte premesse
- Sui social tutti adorano il Frankenstein di del Toro, ma schifano ‘sto Wuthering…
non si capisce perché…
me lo spiego solo con l’idolatria che certe persone hanno, inspiegabilmente, per del Toro; idolatria più forte di quella, pur ingente, che ha Fennell (l'”artista” capace di donarci Promising Young Woman e Saltburn) [sul tema, vedi anche il Dracula di Besson]; - 30 anni fa udì una barzelletta sporca sul bus, in gita scolastica:
Uomo1 dice «vi faccio sentire io come si scopa una donna» –> va nell’altra stanza a scopare e gli astanti sentono le urla della donna –> Uomo1 maschione esce e dice «le ho spaccato il culo…»;
Uomo2 rincara «ma no! sentite me!» –> entra nella stanza e le urla della donna sono più forti –> Uomo2 ancora più maschione esce e fa «le ho spaccato la fica»;
Uomo3 arriva e fa «ora vado io» –> entra e le urla dalla stanza giungono lancinanti, tanto da far impallidire Uomo1 e Uomo2 –> Uomo3 esce , e gli altri gli chiedono «ma come hai fatto a farla urlare così?»…
e Uomo3 risponde: «le ho spaccato un braccio!»…
…’sto Wuthering Heights ha il medesimo livello di freschezza di questa barzelletta… - In Amici miei di Monicelli, del 1975, il Conte Mascetti tradisce la moglie con la Titti… ha però deciso di smetterla e fa un discorso alla Titti su quanto sia necessario troncare la relazione extra-coniugale… un discorso lungo, articolato, complesso ed esaustivo, anche piuttosto drammatico… un discorso che alla Titti, però, le entra da un orecchio e le esce da un altro, tanto che risponde, salutando il Mascetti: «ciao merdaiolo! ci si vede domani a mezzogiorno!»… e il Mascetti, anche lui del tutto non persuaso dal suo stesso discorso, replica: «non a mezzogiorno, alla mezza!»: e la sua relazione con la Titti va avanti come se nulla fosse…
La scena, immortale, è su YouTube…
in ‘sto Wuthering Heights, Robbie ed Elordi fanno le stesse scene, senza neanche la scusa di essere vecchi di 50 anni… - In La carne di Marco Ferreri, del 1991, Francesca Dellera “ama” così tanto il suo Sergio Castellitto da succhiargli perfino il sangue, e i due sono così animaleschi da fare l’amore come cani proprio in una cuccia…
Fennell arriva alle stesse conclusioni… - Dopo quella scemenza di Serenity, il Wuthering Heights di Fennell è un remake in salsa videogiocara di Son de mar di Bigas Luna (2001)…
- Body of Evidence con Madonna, del 1992, ha lo stesso immaginario di Fennell…
- È bene soprassedere sugli argomenti simili trattati, con molta più “atrocità”, da Polanski in Bitter Moon (’92)…
- Da almeno 40 anni c’è un grande movimento esegetico dei classici britannici dell’Ottocento come meta-fiction… sono tante le teorie, per esempio, che vogliono The Turn of the Screw (di Henry James, 1898) una crudele sciarada di Mrs. Grose ai danni della governess, fatta per avere lei il ruolo di governess… una teoria che passa anche nelle novelization di Twin Peaks scritte a Mark Frost, secondo cui il fratello del sindaco di Twin Peaks, che si vede sì e no 5 minuti nelle due stagioni del telefilm, sarebbe il vero motore della storia, più di KILLER BOB o della fantomatica Judy… cioè: il personaggio più marginale è in realtà il vero agente della storia, in misura molto più grossa rispetto a Rosencrantz and Guildenstern Are Dead di Stoppard, ’66 [o Mary Reilly di Valerie Martin, ’90; o The Mists of Avalon, ’83; o le canzoni di Achille, Circe e altre scemenze che vanno adesso], poiché in questa agenzia non è prevista la parodia né la riscrittura, ma l’agenzia si espleta nel plot in sé…
- Ribadire che ‘sto Wuthering Heights prende da Brontë solo 2 dialoghi, i nomi, e nient’altro, è ovviamente superfluo…
Dopo queste premesse si può dire che, Guadagnino e Baby Girl docet (com’è il plurale di docet?), qualcuno non sa come reagire ai bacchettoni di Trump e Putin, perché sono convinti che il woke li alimenti, sicché vanno in cortocircuito, e vorrebbero tanto fare Rocky Horror Picture Show ma poi si vergognano perché pensano che far vedere sesso felice al cinema faccia inorridire i tanti timorati di dio aventi diritto al voto che, spaventati dal sesso, in massa correranno, per reazione proprio al sesso esibito, a votare Trump…
vediamo di capirci:
gli orgasmi migliori ce li hai quando ti sodomizzano incatenato a un clavicembalo del 1721 nel mentre che ti frustano con scudisci di cuoio capelluto dermatitico…
c’è nulla di male in questo?
a me sembrerebbe di no
finché sei adulto e consenziente, e non fai male a nessuno, godi pure come cazzo ti pare…
Fennell vorrebbe dire questo, e fa un film che ce la mette tutta nel dire questo, ma, per ragioni inspiegabili, le immagini e il discorso del film (“discorso” nel senso di Seymour Chatman) dicono che chi lo prende nel culo incatenato a un clavicembalo è un depravato… non dovrebbe godere della sodomia clavicembalista… dovrebbe vergognarsi…
perché?
perché il sadomaso è peccato, perché essere fissati col sesso è diabolico, perché fare continui doppi sensi è imbarazzante…
mmm
ma allora perché i personaggi sono sadomasochisti…?
e perché pensano al sesso ogni secondo?
se volevi fare un film bacchettone potevi farlo…
e potevi fare anche un film in cui il sesso era felice!
perché invece cerchi di fare un film sessuale che vuole essere anti-sesso?
che antifrasi è?
è la denuncia di una società che martirizza il sesso?
sembrerebbe di no: Robbie ed Elordi sono tanto felici di fare sesso
e allora?
–
non si sa
senza dubbio, un certo dramma alla Schoenberg e Moses und Aron (vedi l’ultimo numero dei Libri 2025) deve essere incorso e, come sempre, non deve essere stato risolto…
–
ossia, io non ho capito né perché l’oscillazione tra pornografia sadomasochista e risacca bacchettona alimenti questo film, né perché quell’oscillazione sia considerata, dal film, l’unico ingrediente…
la polarità tra «lo voglio nel culo frustata» e «oddio, sono troja!» anima una risaputa storia di amore extraconiugale, molto ripetitiva e noiosa…
…e una storia, del tutto indipendente e slegata da tutto, di un arrampicamento sociale (quello di Nelly) non così riuscito…
–
la vicenda di arrampicamento sociale molesto è precipua di Fennell, dopo Saltburn molto ansiosa di ribadire che i ricchi saranno anche stronzi ma i poveri sono peggio… sicché, vabbé, non c’entra niente col resto del film ma, per lo meno, è spiegabile oltre che disprezzabile…
ma il resto è una visione fintissima di chi sembra non volersi confessare sadomasochista (oppure che si vergogna di esserlo), architettata come una decotta storia di corna, e strutturata come un giochino di bambini bulli (gli attori bambini hanno quasi lo stesso tempo di Robbie ed Elordi) che vorrebbe andare avanti tutta la vita, solo che lei muore giovane…
in questa struttura, il vergognarsi di essere sadomasochista di Fennell produce, molto sovrabbondanti e ridondanti, le solite sbobbe che amarsi è farsi del male, che trombare è come morire, che penetrarsi è come ammazzarsi, che Eros, che Thanatos, che se non ti picchio non ti amo, che se non c’è tormento non c’è amore, che se non ti maltratto non mi interessi… e cazzi vari…
cose pronunciate in un tempo in cui tutti denunciano che l’amore violento non sarebbe da incoraggiare, visti i femminicidi… e Fennell sa questo e quindi, nella polarizzazione che si diceva, crea un film strabico: fa vedere le donne al guinzaglio, poi non sa come comunicarle consenzienti e allora ripiega dicendo che stare al guinzaglio è da depravati… ma poi le rimette al guinzaglio nella scena dopo…
e così continuando per 2h 20′ di film assai ripetitivo e assai indeciso su cosa ti voglia dire…
stare al guinzaglio, scopata da Elordi, è il sogno della vita, oppure farsi mettere al guinzaglio da un uomo, chiunque sia, è male perché te dovresti essere donna saggia ed emancipata…?
come si risolve?
ci si fa a dire che, finché si fa tra coetanei, consenzienti e senza malesseri, puoi abbrutirti come ti pare?
non si fa, perché sennò addio la prurigine attizzata che comunica il film…
prurigine intrisa dei doppi sensi che lo stesso film, però, sembra stigmatizzare…
è come se Fennell condannasse se stessa, in un arrovello decadentista alla Huysmans…
o di arrovello di cattolico praticante che però vorrebbe tanto scopare anche se il catechismo dice che non può (le seghe mentali alla Michela Murgia)…
o di cattolicesimo tout court, quello, secondo cui, solo soffrendo ti avvicini a jesoo (la stessa minchiata proprio di quella Madre Teresa di Calcutta del Frankenstein di del Toro)…
–
il dramma è che, come succede con von Trier, degli arrovelli di Fennell a nessuno frega davvero niente…
…e in niente finisce Wuthering Heights, che si smaschera presto come inutile…
inutile perché lo shock del sadomaso, visto che è negato dal bacchettonismo, non acchiappa e non sciocca…
inutile perché il bacchettonismo (e lo spregevole classismo della storia di Nelly, così sconnessa dal resto) si vede essere ridicolo, in quanto produce solo personaggi infoiati come maiali (sicché cosa sei bacchettone a fare?)…
e si vede che nessuno ci crede
gli attori recitano (ogni tanto ridono in macchina, come se fossero consapevoli della fiction),
le scenografie sono videogiocose (le bottiglie che circondano il vecchio Earnshaw sono visibilmente plasticose; le abitazioni e le rocce sembrano di polistirolo; i costumi sfarzosi sono volutamente farlocchi; Thrushcross Grange è dichiarata casa di bambole dalle stesse battute);
le inquadrature oblique con gli specchi e le citazioni pittoriche (dei soliti quadretti ottocenteschi compresi male, come nel Frankenstein di del Toro) urlano «sono un film» a tutti polmoni;
il sangue vermiglio, orrendamente colloso di tempera, è costruitissimo;
e l’incoerenza di tutto quanto (del vergognarsi di voler trombare e poi di trombare esageratamente: ma che cazzo ti vergogni, dé!), cioè di mostrare Joseph e Zillah che copulano violenti (lei ha il morso delle briglie del cavallo), farli anche sbirciare da Robbie, ma poi far arrivare Elordi a tappare gli occhi a Robbie, negandole la visione del sesso, come se il sesso fosse proibito, come se il cinema fosse proibito, anche se poi è spiattellato e fittizio in tutto lo showing… è veramente incredibile…
…incredibile nel senso che non ci si crede, e quindi non te ne frega niente…
le azioni dei personaggi non suscitano empatia, tanto sono esagerate e funzionali all’autodannazione e alla vergogna personale di Fennell…
le vicende, anche quelle di arrampicamento sociale, non stupiscono, non coinvolgono…
e tutto sa di giochetto, di passatempo…
…di inutilità…
–
è un film tanto molestamente urlato da diventare rumore di fondo…
fastidioso come un martello pneumatico, a cui però fai l’abitudine, nella routine di una trama reiterata, esibita e ripetitiva, che ti annoia…
o che ti strappa quella risata che ha il distacco dei film odierni, che devono sempre ribadire di essere film non per ammonirti a discernere tra vero e finto ma perché loro stessi non credono alle loro premesse (vedi anche le Piccole donne di Gerwig)…
film che vogliono essere così tanto film da *negarsi* da soli il loro statuto di film (come certe fiction seicentesche che dovevano negare di essere fiction e si inventavano di essere vere, o si spersonalizzavano travestendosi da traduzioni di manoscritti ritrovati precedenti, come se il travestimento allontanasse da loro stesse tutte le corbellerie che comunque apparecchiavano; e riallacciare ‘st’andazzo fintarolo con la natura del romanzo di Brontë, narrato quasi tutto per l’interposta persona di Nelly, è una scappatoia poco centrata: quel discorso di Brontë non produceva distanza né disinnescava l’emozione, ma era, magicamente, corroborante alla tragedia, che era tragedia in quanto obliqua, non era tragedia edulcorata perché obliqua, come un po’ avviene in Fennell)
e si trasformano in passatempo che appunto ti passa
che ti scorre addosso
acqua che ti bagna:
che vorrebbe essere così bollente da scottarti, ma invece lei stessa sa di essere tiepida:
ti urla di essere bollente solo per farti uno scherzo…
e tu lo sai già, e quindi manco ti ripari quando la vedi arrivare…
è come un bambino che ti fa BU, sperando che tu faccia finta di spaventarti per farlo contento
–
per il Nosferatu di Eggers mi rammaricai che le nuove generazioni potessero accostare al termine Nosferatu la cacata sessuofoba e sessista di Eggers, un pericolo atroce…
invece, che giovinastri qualsiasi possano associare Wuthering Heights a ‘sta roba insapore di Fennell c’è meno pericolo: finirà che andranno a leggersi il complicatissimo romanzo proprio per capire perché i personaggi di ‘sto film di merda amino farsi male ma si vergognino di ammetterlo!
–
non si capisce una parola di quello che dice Elordi
invece la canzone di Charli XCX [come Neutron Star Collision (Love Is Forever) dei Muse, appioppata a quella merda di Twilight Eclipse] avrebbe meritato di accompagnare un’esperienza cinematografica più significativa…
anche se Kate Bush continua a mordere, ovvio, e non c’è neanche bisogno di dirlo
…e comunque il Mascetti alle dodici c’aveva un pignoramento…
A un certo punto mi sono un po’ perso e mi sono chiesto: ma che c’entra il titolo col film? Poi ho letto il periodo “‘sto Wuthering Heights prende da Brontë solo 2 dialoghi, i nomi, e nient’altro” e mi sono riappacificato con il mondo, Body of evidence me lo devo riguardare ma giusto perché l’ho proprio rimosso, cancellato, anche dal cestino.
Visto ieri sera, quella sequenza del secondo tempo con lo sfondo che cambia e Cathy e Heatcliff che si scambiano effusioni mi stava annoiando
Preciso! Sì, bellino, eh… ma ‘na rottura de cojoni…
Sembrava infinita e dopo un pó davvero non ne potevo più