MIGLIOR FILM
American Fiction
Anatomie d’une chute
Barbie
Killers of the Flower Moon
The Zone of Interest
Maestro
Oppenheimer
Past Lives
Poor Things
The Holdovers
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MIGLIOR REGIA
Christopher Nolan – Oppenheimer
Jonathan Glazer – The Zone of Interest
Justine Triet – Anatomie d’une chute
Martin Scorsese – Killers of the Flower Moon
Yorgos Lanthimos – Poor Things
Non nominare Greta Gerwig al posto di Glazer è un po’ da stronzi…
Glazer è bravo, e certo merita, ma non so quanto più di Celia Song per Past Lives…
per fortuna, però, non c’è Bradley Cooper come regista: ogni tanto una gioia!
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MIGLIOR SCENEGGIATURA
Justine Triet, Arthur Harari – Anatomie d’une chute
Bradley Cooper, Josh Singer – Maestro
Samy Burch, Alex Mechanik – May December
Celine Song – Past Lives
David Hemingson – The Holdovers
E qui, per esempio, cosa ci fanno Cooper e Singer?
Tra l’altro, mettere qui gli autori di May December, senza mettere May December in altre categorie, è da sadismo spicciolo, meschino e infantile…
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MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
Cord Jefferson – American Fiction
Greta Gerwig, Noah Baumbach – Barbie
Jonathan Glazer – The Zone of Interest
Christopher Nolan – Oppenheimer
Tony McNamara – Poor Things
Nominare Nolan come scrittore è senza dubbio meglio di nominarlo come regista, ma nominarli entrambi, specie per un film che ha la sapienza drammaturgica di un bradipo, è davvero un “volerglielo dare per forza”…
Ovviamente, considerare quella di Barbie una sceneggiatura adattata solo perché si basa su giocattoli già marchi registrati è la coglionata dell’anno… come quando , nel 1972, si rifiutarono di candidare Nino Rota per la musica del Padrino perché aveva tre note in comune con un’altra musica già fatta e nel contempo fecero vincere Charlie Chaplin per la musica di un film di 20 anni prima solo con la scusa «eh ma a Los Angeles l’hanno riproiettato e allora vale»…
se la cantano e se la suonano…
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MIGLIOR ATTORE
Bradley Cooper – Maestro
Cillian Murphy – Oppenheimer
Colman Domingo – Rustin
Jeffrey Wright – American Fiction
Paul Giamatti – The Holdovers
Mah…
Boh…
non ce n’era nessuno meglio?
Magari Kōji Yakusho?
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MIGLIOR ATTRICE
Annette Bening – NYAD
Carey Mulligan – Maestro
Emma Stone – Poor Things
Lily Gladstone – Killers of the Flower Moon
Sandra Hüller – Anatomie d’une chute
Cosa c’entra Carey Mulligan???
Cosa c’entra Annette Bening??? (con tutto il bene: manco ho visto il suo film)
Per me è poco centrata anche la menzione di Lily Gladstone, figurarsi…
Escludere Margot Robbie per Barbie e Natalie Portman per May December è da tafazzisti…
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MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mark Ruffalo – Poor Things
Robert De Niro – Killers of the Flower Moon
Robert Downey Jr. – Oppenheimer
Ryan Gosling – Barbie
Sterling K. Brown – American Fiction
Ruffalo e Downey Jr., ok, è gente che lavora da tanto e quindi, sì, merita…
…ma De Niro per una performance manierata e senile è ingiustificato…
e chi cavolo è Sterling K. Brown? e come mai al suo posto non ci sono i tanti di Anatomie d’une chute?
per altro, nominare Gosling senza aver nominato Robbie è irrazionale…
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MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
America Ferrera – Barbie
Da’Vine Joy Randolph – The Holdovers
Danielle Brooks – The Color Purple
Emily Blunt – Oppenheimer
Jodie Foster – NYAD
Grande gioia che ci sia America Ferrera…
Randolph e Brooks tutti dicono facciano faville, sicché mi fido…
Ma Blunt, poverina, nella veste della casalinga cornuta slavatina e debolina, davvero, non me lo spiego…
e nemmanco Jodie Foster, che però ancora non ho visto…
ovviamente non c’è Julianne Moore per May December…
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MIGLIOR FOTOGRAFIA
Edward Lachman – El Conde
Rodrigo Prieto – Killers of the Flower Moon
Matthew Libatique – Maestro
Hoyte van Hoytema – Oppenheimer
Robbie Ryan – Poor Things
Lachman e Hoytema sono validi professionisti, ma allora lo sono anche Lustig per Perfect Days o Paolo Carnera per Io capitano, esclusi perché i loro film sono internazionali… ovviamente quando gli internazionali sono “amici” allora possono concorrere anche in altre categorie, quando non lo sono allora no, vedi anche, quest’anno, The Zone of Interest…
Anche Libatique è stato bravo ma mica così tanto…
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MIGLIOR MONTAGGIO
Laurent Sénéchal – Anatomie d’une chute
Thelma Schoonmaker – Killers of the Flower Moon
Jennifer Lame – Oppenheimer
Yorgos Mavropsaridis – Poor Things
Kevin Tent – The Holdovers
Thelma Schoonmaker ormai sarà stufa di ricevere sempre le nominations…
se vince sorpassa tutti, anche Michael Kahn (non mi risulta più in attività ed è 93 enne), Ralph Dawson (che è morto nel 1962), e Daniel Mandell (che è morto nel 1987), e diventa la montatrice più premiata dagli Oscar… forse un po’ ci spero!
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MIGLIOR SCENOGRAFIA
Sarah Greenwood, Katie Spencer – Barbie
Jack Fisk, Adam Willis – Killers of the Flower Moon
Arthur Max, Elli Griff – Napoleon
Ruth De Jong, Claire Kaufman – Oppenheimer
James Price, Shona Heath, Zsuzsa Mihalek – Poor Things
Greenwood è finora stata un po’ sfortunata, perché non ha lavorato poco e neanche male, in film forse non sempre bellissimi ma indubbiamente sul pezzo…
Fisk e Max sono davvero casi strani…
Fisk lavora da più di 50, è amico di Malick, Lynch, e Iñárritu, per i quali ha costruito questo mondo e quell’altro, na ancora non ha vinto nulla agli Oscar… davvero un mistero…
Max subì lo sfregio di vedersi strappare la sua scenografia per Gladiator dal Timmy Yip di Crouching Tiger, Hidden Dragon nel 2000 e da allora gli hanno snobbato tutti i film, scenograficamente stupendi, che ha fatto con Ridley Scott: è davvero una vittima della classica crudeltà scriteriata degli Oscar…
E ancora nell’ottica degli international bistrattati a caso, stupisce non vedere Foglie al vento candidato per la scenografia…
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MIGLIOR COSTUMI
Jacqueline Durran – Barbie
Jacqueline West – Killers of the Flower Moon
Janty Yates, David Crossman – Napoleon
Ellen Mirojnick – Oppenheimer
Holly Waddington – Poor Things
Scontro tra regine:
per Durran sarebbe la terza vittoria…
per West la prima di una carriera che è curiosa per i molti risultati tanto belli quanto snobbati perfino dalle nominations agli Oscar (solo 4): evidentemente la odiano …
per Yates (74enne) sarebbe il secondo Oscar dopo Gladiator e, come Max, tante snobbature…
per Mirojnick (anche lei va per i 75 anni) è un’assurda prima candidatura di una carriera 50ennale che, se vedete i titoli, non è che si sia concentrata sulle minchiatelle…
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MIGLIOR COLONNA SONORA
Laura Karpman – American Fiction
John Williams – Indiana Jones and the Dial of Destiny
Robbie Robertson – Killers of the Flower Moon
Ludwig Göransson – Oppenheimer
Jerskin Fendrix – Poor Things
Per Robertson è una candidatura postuma…
non mi spiego la presenza di Williams, come non mi spiego la sua oramai sempiterna presenza nelle nominations pressoché sistematica negli ultimi 20 anni… è proprio un riempitivo: come se dicessero «la quinta nominations alla musica va di default a Williams anche quando non ha fatto nulla!»
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FILM INTERNAZIONALE
Das Lehrerzimmer
Io capitano
La sociedad de la nieve
The Zone of Interest
Perfect Days
come al solito, perché The Zone of Interest è qui e anche in altri posti, mentre tutti gli altri sono solo qui?
La storia di Anatomie d’une chute è anche lei particolare: film francese, parlato in inglese, escluso dalla Francia (pare che Triet abbia insultato Macron in diretta e questi abbia premuto per escludere il suo film dalla lista ufficiale: poi ci si lamenta di Meloni!) per gli international che poi viene valangato di nominations nella competizione “cis”… curioso quanto esprimente l’assurdo di questa categoria… anche perché manca inspiegabilmente Kaurismäki solo per “favorire” un film (The Zone of Interest) già ampiamente candidato (film splendido, certo, ma il metodo è veramente da cacca nel carroarmato delle scarpe)
Molto dispiacere per la mancanza di Almodovar tra i corti…
Vedendo la tua lista e il tuo pensiero confermo ancora volta quanto questi premi siano sopravvalutati e come tendano a nominare opere a volte immeritevoli che riescono ad andare avanti grazie ai produttori piuttosto che a un vero voto della critica. Ciò che li rende così ambiti è il fatto che siano i più premi più famosi al mondo, ma non ti ho mai veramente trovati giusti.
Servono a vendere pubblicità
Lo so, ma poi la gente tende a dar più credito a queste opere che ad altre che neanche vengono prese in considerazione dagli Oscar.
È uno strazio quando ti dicono: «eh, ma ha vinto l’Oscar!» e si riferiscono a chissà che robaccia che tempo due anni nessuno si ricorda più…
E sono anche contraddittori proprio per quel che riguarda la pubblicità: quanto glamour, quest’anno, avrebbe garantito la candidatura di Margot Robbie per Barbie, e invece niente… è un qualcosa in cui non so mai trovare né logica né “Zeitgeist”, tranne la sterile registrazione del gusto di una spocchiosa e imparrucconita intellighenzia che si autocelebra…
Hai assolutamente ragione. Il bello è che molto spesso i film che sopravvivono al tempo e cambiano anche la storia del cinema gli Oscar non li vede neanche con i cannocchiale. Poi ci sono state delle volte in cui film veramente meritevoli hanno ricevuto la statuetta, ma sono pochi casi. Comunque anch’io sono rimasto sorpreso riguardo a Margot Robbie e anche la regista.
vedo che su molti aspetti (attrice protagonista e sceneggiatura) siamo d’accordo
io scandalizzato
anche perke lily io manco la considero attrice protagonista: il personaggio era passivo e secondario, i protagonisti erano semmai di caprio e de niro; vincerà lei per politica
Facevo più espressioni io di Lily Gladstone: bastava darmi una bella palandrana da “figlio dei fiori” e mi facevo anche pagare meno! Ahahah!
Però porella
Ilsuo era un personaggio passivo tra 2 giganti amatissimi
Compito ingrato, concordo: e poi maschi stra-gigioni!
Tante nomination date a sentimento e film candidati perché sì – un po’ come verrano dati i premi la sera della cerimonia, mi aspetto. L’esclusione di Gerwig e Robbie è qualcosa di inconcepibile, Barbie è uno dei film più rilevanti dell’anno scorso (e anche uno di quelli che mi sono piaciuti di più, me lo sono goduto un sacco!) e lasciare fuori la regista e la protagonista sa un po’ di presa di posizione; forse pesa anche lo snobismo nei confronti delle commedie, o forse l’Academy è composta dagli stessi “film bros” che il film nemmeno l’hanno visto perché rosa. E il rosa è un colore da femminucce, mica da film importante, ma che scherziamo? Lo sanno tutti che se il film è importante deve essere desaturato e possibilmente un mattone di svariate ore che ti fa sentire la vita defluire dal corpo. Comunque Gosling ha scritto un bel messaggio, e internet ha dato il meglio di sé nella creazione di meme, sottolineando che l’accaduto è esattamente il messaggio del film e ricordando all’Academy che non succede niente a candidare, eventualmente, più registe che registi.
Io mi vivo gli Oscar come un gioco, mi piace recuperare i film, mi piace fare i miei pronostici e seguire la cerimonia per un po’ di gusto del trash. Ma è ovvio che questi premi ormai lascino del tutto il tempo che trovino.
Parole sante