Hearts on Fire!

 

Giorno 338, Anno VI dello Stato Trilullino

tra poco inizia l’Anno VII! che emozione!

la Primavera è qui, con il suo tepore, le sue margheritine, e il suo umido diffuso…

non ci sono state, purtroppo, giornate di quelle che piacciono a me [narrate in post topici e oramai superati come Never let you go! e More than a Feeling, e che trovano una giusta collocazione narrativo-simpatetica in …the story can resume…, certamente un classico], né magnifiche esplorazioni, come ci sono state l’anno scorso (in cui, con lei, ho finalmente cominciato a vedere il mondo in un modo che esorcizza le paure hipsters di Natural Blues, ed è una consolazione essere “guarito”, insieme a lei, da certi soffocamenti di insofferenza della vita… mica per nulla la vita è cominciata con lei…)

però la Primavera è sempre qui e ispira quelle esplorazioni e quelle passeggiate, che con lei sono così belle (in un modo a cui la descrizione di …there’s such a lot of world to see… non rende affatto giustizia), tra i monumenti di una città speciale, che, per fortuna, adesso ha i ricordi giusti da associare a quel luogo, a quella piazza, a quell’opera d’arte, a quello scorcio di cielo, a quella luna, a quell’albero, a quel parco, a quella panchina, a quella fermata d’autobus, a quel fiume, a quella curva…

tutte cose che non vedo davvero l’ora di rivivere: e non solo a Primavera, anche in Inverno (soprattutto), in Estate (a non meno di 800 metri) e in Autunno (la Nostra stagione)…

quindi, certo, la Primavera è qui, ma mica perché è Primavera (il caldo infuria, ed è deprimente il solo pensare le cose dette in A FISH TOILET, purtroppo immortali), ma perché mi ispira il VIVERE la città e i suoi splendidi dintorni insieme a lei!, scoprire tutto con lei!

e quest’ispirazione, c0sì come le giornate bisogna che me le goda poco, poiché c’è la tesi, e, siccome con lei ogni abbraccio è un viaggio colossale, che ispira altri viaggi molto più grossi, allora bisogna fare attenzione per finire la tesi così da intraprendere il prima possibile tutti i viaggi immaginati, in tutte le Primavere a venire, in un viaggio infinito da fare insieme (infinito perché durerà quanto esisteremo noi, «as long as we can»)

e non solo Primavere, ma anche, come dicevamo, Inverni, Autunni, ed Estati…

e siccome il caldo puttano mi ha fatto pensare all’estate incombente, e alla voglia di quegli 800 metri, m’è tornato in mente un pensiero estivo del Giorno 37, Anno VI dello Stato Tirilullino, in cui lei c’era di già ad ispirarmi modi e maniere di attraversare le calure della psiche malata, che già allora era completamente sobria, per fortuna, abbastanza da aver innescato la nostra prima Estate, impareggiabile!

 

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m’ero dimenticato di quanto fosse stupenda l’alba… soprattutto a Firenze… un’aura blu irradia i monumenti in un silenzio fluido (tace davvero tutto, prima che i primi uccellini comincino a cinguettare pianino pianino), dove i tuoi passi risuonano quasi attutiti… l’aria è fresca e “nuova”, come dopo la pioggia… e non c’è assolutamente nessuno in giro… il cielo è davvero blu e blu, piano piano, si fa tutto quanto, prima di acquistare colore… e tu sei immerso nel blu freddo e puro come se fossi l’unica persona sulla terra, con tutta l’arte e tutta la natura lì solo per essere vista da te… e nient’altro esiste… — se riuscirò a sopportare l’estate, sarà grazie alle albe!

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e ora a scrivere davvero!

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