Abelardo James Chegwidden

 

da Facebook una pillola su un problema che richiederà un grande post apposito…

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Tramvai, da Ponte a Greve a via Alamanni… donnina alterata di 65 anni che mi fa: «scusi… scusi… c’ha mica du’ euri?»… rispondo di no… la donnina chiede ad altri utenti del tram… nessuno le dà niente… allora si siede… davanti a lei, alla Federiga, si mette un venditore ambulante di colore… lei, a Talenti, si fa coraggio e chiede i due euro al nero venditore ambulante… e il nero venditore ambulante glieli dà… — una fantastica scena per documentare come il mondo possa essere completamente interculturale in ogni modo, senza pregiudizi cretini, senza “sensi comuni” imbecilli e ignoranti, senza dover tirare fuori link contro la Kyenge che dimostrano come noi, invece, del mondo vero non ci si capisca davvero una sega, e ci si assurga a moralizzatori di un “senso comune” solo nostro che, quindi, non è “senso comune” ma pura miopia vitale… la miopia di chi pensa sempre, solo e soltanto, a quei quattro gatti che lui chiama “paesotto”, ignorando che quel paesotto rimane paesotto per precise ragioni imperialiste che, per prosperare, a danno di tutti (anche del paesotto), sfruttano proprio l’imbecillaggine caprona di chi abita nel paesotto e che si illude, sbraitando e scacciando chi non è del paesotto, di fare “del bene” in quanto “bene dei cazzi miei del paesotto”… non fate del bene al paesotto, fate gli interessi di chi, quel paesotto, lo vuole costantemente paesotto immerso nell’ignoranza e nella merdaggine…

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