«Panna a netvor» di Juraj Herz, 1978

Herz, slovacco, si riimmagina la Bella e la Bestia con un immaginario più vicino all'incubo che al sogno... Letteralmente, il titolo suonerebbe quasi La vergine e il mostro, e qualcuno, forse, lo ha anche fatto circolare come Giulia e il mostro, poiché la protagonista è chiamata Julie (in cèco sembra si legga proprio «iùlie» con... Continua a leggere →

Primavera

Mah... il film che aveva fatto su Gianni Schicchi di Puccini non m'aveva detto nulla... ...e non dice nulla manco questa Primavera... già Gloria di Vicario era carino, ma non era 'sto granché a livello di sostanza... ...e Michieletto fa anche meno... - Filmetto prevedibilino, fatto benino, da professionisti, ma con guizzo zero: tutto è... Continua a leggere →

Libri 2025

Le ragazze di Emma Cline [2016], traduzione di Martina Testa, Torino, Einaudi, 2016 Almeno tu di Carlo Lucarelli, Torino, Einaudi, 2025 I giorni di Vetro di Nicoletta Verna, Torino, Einaudi, 2024 Storia del dove di Tommaso Maccacaro e Claudio M. Tartari, Torino, Bollati Boringhieri, 2017 Demon Copperhead di Barbara Kingsolver [2022], traduzione di Laura Prandino, Vicenza, Neri Pozza, 2023... Continua a leggere →

L’Orchestra del Mare, Mario Brunello e Sergej Krylóv in Sala Zubin Mehta al Maggio fiorentino

Probabilmente è l'idea culturale più grande di questo secolo (già oltre il suo quarto):prendere il legno delle barche lampedusane dell'Olocausto Mediterraneo dei migranti (quello che le generazioni future ci rinfacceranno, come adesso rinfacciamo a Israele il massacro palestinese, e come sempre rinfacciamo ai tedeschi la Shoah: l'Olocausto Mediterraneo tocca a noi, a noi tutti, così... Continua a leggere →

La «Lady Macbeth di Mcensk» alla Scala 2025

Stavolta Chailly è stato davvero coraggioso, la sua ultima zampata prima di Chung... Vedere, o anche ascoltare, Lédi Mákbet Mcéskogo uézda, non è facile... e, benché la sua vicenda sia nota e arcinota, forse è bene fare un piccolo riassunto di premessa... - Si sa tutti che un anatema di Stalin interruppe a Mosca un... Continua a leggere →

Die My Love

Siccome devo lottare tutti i giorni contro gente che ha adorato quella gran merda del Frankenstein di del Toro, e che per giustificare il loro gusto, basato solo e soltanto sugli ormoni prodotti per l'aspetto figaccione di Jacob Elordi (e per nient'altro di filmico, visto che, nel Frankenstein di del Toro, di filmico non c'è... Continua a leggere →

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