Che il Trovatore sia una esemplificazione delle strutture narrative è evidente... ma non tutti sembrano accorgersene davvero... Gabriele Baldini, un grande scrittore italiano (quello che traduceva Shakespeare e Orwell: è sua la prima edizione italiana di 1984, che usa 'Grande Fratello' per rendere 'Big Brother', solo per darvi l'idea dell'importanza di quest'uomo nel nostro intendere culturale quotidiano), appassionato... Continua a leggere →
45 anni di Jesus Christ Superstar
Oggi si festeggia questo anniversario e tutti si può disporre del DVD con colonna sonora rimasterizzata uscito nel 2005 o giù di lì... ma quando io comperai il doppio CD della colonna sonora (un ristampaggio MCA dei vecchi nastri, per nulla rimissato, e quindi con molti problemi d'audio), intorno al 1992, la diffusione di questo... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: il «Flauto Magico» di Vick
[vedi anche qui] È bene parlarsi subito chiaro... al numero 7 di Symphonies si diceva che la Nona di Beethoven, oggi universalmente considerata canto di fratellanza, potrebbe invece essere stata concepita come canto prettamente teutonico, in quanto ci sono diverse prove "empiriche" (naturalmente ben lungi dal costituire certezza, ma comunque belle presenti) che ci dicono... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: «Traviata degli Specchi»
Con Traviata non ho un rapporto di amore incondizionato (vedi «Traviata»: Brecht o Stanislavskij? (Scala 2013), articolo che, escusatio non petita, dico essere stato scritto per rimanere "privato")... e neanche con il regista Henning Brockhaus (vedi Protoattinio: idem come sopra)... La Traviata degli Specchi è uno dei più leggendari e magnifici allestimenti presentati allo Sferisterio di Macerata... risalente almeno al... Continua a leggere →
Macerata Opera Festival: «Elisir»: Michieletto/Lanzillotta
L'elisir d'amore di Donizetti è un'opera deliziosa, ma rappresenta per me una seria incognita nel "gusto della Storia"... Un giorno, Alessandro Roccatagliati ci disse (a tutti noi laureandi musicologi) che la Storia era una scrematura formidabile, che ci faceva pervenire, a noi odierni, solo il *meglio* di una produzione musicale sterminata, spesso tutta uguale, forse... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: Riccardo Muti: «Macbeth»
Firenze è andata in visibilio per Riccardo Muti, e nella sua persona si è crogiolata nella nostalgia del grande festival del Maggio che era una volta, sotto la sua direzione, nel gloriosissimo periodo 1968-1980... Una nostalgia molto vicina all'idolatria, quella che a Firenze neanche Mehta ha più... Il suo ritorno ha dato origine a incontri... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: Ciclo Šostakovič: Schiff & Mehta
Nonostante si sappia che il livello del Maggio è un po' "insomma" dopo più di 30 anni di Zubin Mehta (come lo fu quello della New York Philharmonic, vedi Messa da Requiem Verdi/Chung), 30 anni sono comunque 30 anni... e Mehta è probabilmente il direttore d'orchestra di Firenze... E la orgogliosa Firenze va fiera di questa... Continua a leggere →
Maria by Callas
Non sono incline a cedere al divismo... Non ho mai preso parte alla polarizzazione, tanto in voga tra i melomani, tra Callas e Tebaldi (le ho sempre ritenute cantanti di repertorio "diverso": la Callas più per Bellini, Donizetti e Bellini; Tebaldi più per Verdi e Puccini, nonostante i molti interventi verdiano-pucciniani-veristi della Callas)... Per cui... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: Prigioniero/Quattro Pezzi Sacri
Non si sa effettivamente perché nel 2018 Firenze abbia deciso di rinnovare il suo culto per Luigi Dallapiccola, quello che in effetti è stato il più grande compositore "fiorentino" (d'adozione) del Novecento... Convegni, libri, serate, premi intitolati a lui e, soprattutto, Il prigioniero, una delle sue opere più superpiù al Maggio... In effetti non mi risultano... Continua a leggere →
Maggio Musicale Fiorentino: Ciclo Šostakovič: James Conlon
Il pubblico riccone di Firenze ha di nuovo lasciato quasi vuota la platea... E tutti hanno tanto lodato questo Ciclo Šostakovič come un miracolo di modernità: come sempre il pubblico della musica "colta" pensa il moderno con uno scarto di 50-60 anni: è moderno quello che è scritto nel 1950, forse quello scritto nel 1960 (Britten, Stravinskij,... Continua a leggere →